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LA
FONTANA DEL TRITONE
Posta in precedenza
nei giardini del Palazzo Reale, questa
fontana cinquecentesca è attribuita allo
scultore Battisca Lorenzi che la
realizzo nel 1574.
Dall'enciclopedia
TRECCANI: "Il Lorenzi nel 1565 partecipò
agli apparati delle nozze di Francesco I
(oltre ai lavori all'arco della Paglia e
a quello degli Spini, sue sono le statue
dei fiumi Arno e Danubio e dell'Imeneo
per l'arco dei Ricasoli).
Realizzò poi una
fontana in marmo che Cosimo I donò a uno
spagnolo non identificato e che va
verosimilmente riconosciuta nel Tritone
(Palermo, Galleria regionale della
Sicilia di Palazzo Abatellis), già dato
a Camillo Camillani (Wiles, p. 131),
databile tra 1569 e 1571 (Remington, p.
64) e comunque entro il 1584, quando è
citato da Borghini."
Lorenzi
Dizionario Biografico degli Italiani
LORENZI. - Famiglia di scultori, originari di Settignano, presso Firenze, e attivi nel corso del Cinquecento in Toscana, che ebbe tra i suoi rappresentanti di maggior rilievo Stoldo di Gino e Giovanni Battista (Battista del Cavaliere).Di Gino, o Giovanni (Borghini), non si conoscono le date di nascita e di morte, ma è noto il nome del padre, Antonio. Sarebbe stato, secondo alcuni, fratello di Domenico, da cui nacque lo scultore Giovanni Battista; furono suoi figli Antonio e Stoldo, nati rispettivamente intorno al 1525 e al 1533-34. Noto anche come "Gino intagliatore" (Wallace, p
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La sede museale, già Casa dei Padri della Congregazione
di S. Filippo Neri, fa parte del complesso monumentale dell'olivella
che comprende anche la
chiesa di S.
Ignazio e l'attiguo Oratorio. Il complesso architettonico, iniziato sul finire del XVI
secolo su progetto di Antonio Muttone, fu completato nel
XVII secolo. A seguito della legge sulla soppressione degli
ordini religiosi (1866), l'edificio, confiscato alla
Congregazione, divenne sede del Museo Nazionale.
Da quegli anni a oggi numerose sono state le
trasformazioni che lo hanno interessato; non ultima quella
relativa alla ricostruzione di una intera ala andata
distrutta con i bombardamenti dell'ultimo conflitto bellico.
Il Museo illustra le diverse fasi dell'arte e della
civiltà della Sicilia occidentale, dalla preistoria alla
tarda età romana e riflette la storia del collezionismo
sette-ottocentesco attraverso l'esposizione di importanti
collezioni e reperti, in alcuni casi di provenienza non
siciliana. Sono esposti anche reperti provenienti dalla
Sicilia orientale, Tindari e Randazzo, acquisiti al museo
grazie all'attività di A. Salinas (1841-1914) cui è dedicato
il Museo.
Il nucleo originario del Museo è costituito dalle
collezioni provenienti dal Museo dell'Università istituito nel 1814. Fanno parte di questo primo fondo le
eccezionali sculture arcaiche e classiche provenienti da
Selinunte: le tre metope del Tempio C, recuperate in
frammenti, nel 1823, dagli architetti inglesi W. Harris e S.
Angeli, cui si aggiunsero, nel 1827, le quattro metope del
Tempio E.
I sovrani borbonici contribuirono ad arricchire le
collezioni donando materiali campani e siciliani. In
particolare, Francesco I fece dono al Museo di terrecotte e
di bronzi fra cui il celebre gruppo di Eracle che atterra un
cervo; Ferdinando II donò, tra l'altro, il Satiro versante
da Torre del Greco ed alcuni dipinti pompeiani.
Merita di essere ricordata la Collezione Casuccini,
acquisita tra il 1864 ed il 1869, che costituisce la più
bella e notevole raccolta di antichità chiusine al di fuori
della Toscana.
Nel nucleo originario del Museo confluirono, sempre
nell'800, anche materiali provenienti da collezioni
antiquarie di proprietà ecclesiastica (del Museo dei
Padri Gesuiti di Palermo, detto Salnitriano, e
del Museo di San Martino delle Scale) e dall'acquisto
e donazioni di collezioni private (Collezione Fagan,
Collezione Astuto, Medagliere Gandolfo, Collezione Salinas,
etc).
Successivamente, il Museo si è arricchito anche con
materiali provenienti da ricerche archeologiche programmate
o da scoperte casuali.
L'attuale ordinamento non segue un criterio univoco, data
l'eterogeneità delle collezioni dovuta alla formazione
ottocentesca del Museo. I criteri dominanti
dell'esposizione, articolati su tre piani sono, infatti
quelli tipologici e topografici.
Del patrimonio del Museo fanno parte anche un ricco fondo
antico librario ed una raccolta di stampe, provenienti da
collezioni private.
Fra i servizi del Museo va ricordata una ricca biblioteca
specializzata in archeologia, aperta agli studiosi ed ai
cultori della materia.
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