
Castellana d'Italia
(testi a cura di Nuccio Benanti e
dell'Amministrazione Comunale *)
Il Comune di Caccamo si estende ad occidente del
monte San Calogero, ad un altitudine di 521 metri sul livello del
mare, ed è posto bene in vista sull'ampia vallata del fiume San
Calogero. Il centro abitato dista appena nove chilometri dallo
svincolo autostradale Palermo-Catania; altre vie d'accesso sono la
strada da Sciara e Montemaggiore Belsito e la statale 285 da
Roccapalumba. Al centro di uno scenario tra i più aspri e
affascinanti dell'entroterra siciliano, il luogo s'impone
all'attenzione del turista in tutta la sua affascinante bellezza
naturale e monumentale. Dalle terrazze del suo millenario
castello arabo-normanno , si può ammirare un vasto orizzonte
che va da Vicari a Ciminna, dalla maestosa mole di Rocca Busambra
fino all'azzurro mare del promontorio di Capo Zafferano.
Il castello, leggendario ed imponente,
con la grandiosa espressione di forza delle sue torri e le
innumerevoli tughe di merli, nelle ore notturne appare agli occhi
del visitatore come un luogo incantato.
A Caccamo si possono acquistare diversi prodotti
dell'artigianale locale: merletti, pizzi e ricami rinomati
per la loro bellezza, "fasceddi", cesti e canestri di
vimini, canne o giunco lavorati a mano. Numerosi sono anche i mobilifici, i
negozi d'antiquariato, le falegnamerie
artigianali, i laboratori per la realizzazione del ferro
battuto e dell'alluminio. Esiste anche un'industria di laterizi.
Notevole importanza riveste, infine, la presenza sul territorio di
un antico "stazzuni", vale a dire una bottega per la lavorazione
della terracotta, dove ancora oggi si realizzano vasi e anfore di
pregiato valore artistico. Le tradizioni di Caccamo sono legate
alla vita rurale, alcune di queste sono ispirate dalla devozione e
si collegano alle principali festività liturgiche.
La festa primaverile di San Giuseppe - in cui è
facile individuare una dimensione pagana, di rinascita della
natura -, si celebra nella chiesa dell'Annunziata. Oltre
l'offerta del pranzo ai poveri del paese, presenta due
caratteristiche tipiche del luogo: "a scalunata", in altre
parole una ampia scala di ceri accesi che dall'altare
maggiore raggiunge l'abside dove è deposto l'artistico simulacro
del Santo; e "a rètina", una sfilata di muli bardati a
festa con pennacchi e campanelle, accompagnati dalle note della
banda musicale, che vanno a raccogliere le offerte dei devoti per
le strade del paese. A Pasqua "U Signuruzzu a cavaddu "
ricorda l'ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme, la cui parte
è recitata da un chierichetto che attraversa le vie cittadine a
cavallo di un asino, bardato a festa ed infiorato. Il piccolo
attore è accompagnato dai dodici apostoli, dalla banda musicale e
da una folla di bambini festanti che agitano palme e ramoscelli
d'ulivo. Il momento centrale della Settimana Santa è comunque
costituito dal Venerdì, dalle celebrazioni in chiesa, dove si va
per adorare il Sepolcro, e dalla processione del Cristo morto:
l'urna, riccamente decorata, è condotta a spalla dai portatori del
luogo. Infine, la vigilia di Ferragosto si celebra "a Marunnuzza",
la ricorrenza del dies nahlis, del passaggio dalla vita
terrena alla gloria celeste della Madre di Dio. Nei quartieri del
paese è allestito un finto giardino di rami, tralci e frutta al
cui interno si erige un sontuoso altare in onore dell'Assunta.
La rilevante storia millenaria che si è svolta
attorno alla splendida fortezza ha una sua annuale ed emozionante
rievocazione: "La Castellana di Caccamo", manifestazione in
costume d'epoca, ricca di fascino e d'atmosfere sognanti, con una
forte valenza propulsiva verso la diffusione della cultura
storica. Un corteo di colori e stoffe, vessilli e armonie di note
che si fanno canto poetico e ossequio alla Signora del castello.
Dame e cavalieri percorrono le vie del centro storico, vantandosi
dello loro bellezza ancestrale, mentre il caldo sole d'agosto
proietta ombre lunghe e sinuose di un medioevo antico, eppure
concreto in quegli abiti ricercati e lussuosi che indossano gli
attori. Poi ecco anche i musici di corte, gli sbandieratori, gli
arcieri e i trombettieri che intrattengono spettatori attenti e
interessati.
La manifestazione caccamese è la prima del
genere rievocativo-storico che sia stata realizzata in Sicilia. La
rievocazione è nata quasi per caso trenta anni fa a Pesaro, quando
Caccamo fu scelta per rappresentare la Sicilia nell'ambito di una
festa finalizzata alla valorizzazione dei costelli storici
d'Italia. Quell' anno fu proprio la ragazzo siciliana, con la sua
bellezza mediterranea, a conquistare il titolo di Castellana
d'Italia 1968. Sembrò un segno per il lancio di una manifestazione
storica culturale senza precedenti nella storia del piccolo
centro. Da allora, la cittadina ogni anno elegge la sua Castellana
in una cornice di cortei reali e uomini illustri, tornei di giochi
medievali, ricevimenti, convegni coinvolgendo le nobili casate del
"Regno di Sicilia". Nel 1977, delegazioni di tutte le regioni
italiane si ritrovarono per la prima volta a Caccamo per la
rievocazione della Castellana d'Italia.
Ma non finisce qua, perché i forti consensi
hanno spinto gli organizzatori della manifestazione a continuare
nella loro opera di promozione del territorio, dando così vita
alla prima edizione della Castellana d'Europa, che ha visto, nel
settembre '98, la partecipazione di delegazioni di ben quindici
Nazioni europee: Finlandia, Portogallo, Lussemburgo,
Grecia,Francia, Danimarca, Spagna, Manda, Germania, Gran Bretagna,
Austria, Malta, Svezia, Belgio, Croazia.
La storia della cittadina, pur essendo legata
alle alterne vicende del suo maniero, ha le sue radici nelle
tradizioni e nel costume del popolo siciliano. E' una storia ricca
di profonda umanità, saldamente legata ai valori del lavoro e
della religiosità. Ne sono ulteriore testimonianza le numerose
chiese esistenti nel suo territorio, alcune delle quali si
impongono all'attenzione per l'importanza architettonica e
artistica. L' itinerario che proponiamo inizia dalla chiesa
Madre, dedicata a San Giorgio, nella piazza
principale del paese. Il Duomo, fondato dai Normanni nel
1090, ampliato nel 1614, custodisce preziose opere d'arte:
il blocco marmoreo del fonte battesimale datato
1466, della scuola del Gagini; cosi come il ciborio della
cappella del SS. Sacramento del XV secolo; la tavola di
timone De Wobrek, raffigurante la caduta di Gesù sotto la
croce del XVI secolo; le tele dei cinque semi di scuola
fiamminga e la grande tela raffigurante il miracolo di San
Isidoro Agricola del 1641. All'interno della sagrestia
si possono inoltre ammirare bassorilievi, dipinti, statue,
messali, manoscritti paramenti sacri ricamati in oro, calici,
ostensori. Non lontano da Piazza Duomo, troviamo la chiesa
dell''Annunziata. Fondata intorno al 1200, presenta agli
esterni interessanti elementi barocchi. L'inferno è suddiviso in
tre navate ed impreziosito da opere d'arte come la tela
raffigurante 'Annunciazione di Guglielmo Borremans, e
alcuni stucchi di scuola serpottiana.
Poco distante troviamo la chiesa di San
Benedetto alla Badia. Fondata nel 1615 dalle suore
benedettine, l'interno presenta un grande pavimento in maiolica di
Nicolò Sarzana e una quantità di stucchi attribuiti alla scuola
del Serpotta. La piazza del Duomo è circondata da altri splendidi
monumenti barocchi: la chiesa dell'Oratorio, il palazzo del Monte
di Pietà, la chiesa delle anime sante del purgatorio. Questo
complesso monumentale costituisce uno dei più eleganti ambienti
architettonici di Caccamo, scenario suggestivo utilizzato come
cornice ad importanti spettacoli all'aperto e manifestazioni
culturali.
Fra gli edifici religiosi di interesse artistico
che consigliamo di visitare, ricordiamo: Santa Maria degli Angeli,
che custodisce una preziosa "Madonna col bambino" del Gagini, e le
Chiese dei Cappuccini e dei Santi Michele e Biagio.
* tratto dall'opuscolo
turistico della Provincia di
Palermo