I carciofi sui bolidi
(testo di Nuccio Benanti *)
Cerda è situato nelle Madonie nord occidentali,
tra le valli dei fiumi Torto e Imera settentrionale.
Il centro abitato è adagiato ai piedi del pizzo
della Guardia, di fronte alla vallata dove sorge il monte San
Calogero (1.326 metri di altitudine) e offre una magnifica vista
sulle pendici a cereali, oliveti e mandorleti. Sull'orizzonte si
intravede anche il mare.
Qui è possibile scoprire i segreti e i miti di
una terra legata ad un passato leggendario, con fortissime spinte
verso una nuova realtà commerciale e turistica che si basa
soprattutto sulle tradizioni gastronomiche e un ricco patrimonio
naturale ed artistico tutto da far conoscere.
In questo centro agricolo, famoso soprattutto
per la coltivazione del carciofo, è possibile trascorrere un fine
settimana speciale alla ricerca di piatti e ricette particolari.
Famosa è ormai l'annuale sagra del carciofo
che vede interi pullman ai turisti, decine di migliaia ai
visitatori, giungere per il famoso carciofo locale, al
quale gli abitanti hanno addirittura dedicato un monumento nella
piazza principale (vedi foto).
La festa patronale della "Madonna Assunta"
si celebra il 15 e il 16 agosto. Tale ricorrenza si inserisce nel
contesto di "Cerda agosto insieme" che negli ultimi anni si è
distinta fra le più importanti manifestazioni estive siciliane. In
occasione della Pasqua le celebrazioni ruotano invece attorno alla
figura dell'Addolorata: ricoperta da un manto nero, con il cuore
trafitto da un pugnale. La "vara" viene condotta a spalla fra le
vie del centro storico. Il giorno più solenne e più partecipato
della Settimana Santa è infatti il Venerdì, quando, nel rispetto
di una tradizione consolidata, si svolge il cosiddetto "rincuontru",
cioè la toccante rappresentazione dell'incontro tra Maria e il
Figlio "morto". E' questo il momento più atteso dai visitatori,
mentre i fedeli, commossi in preghiera, seguono in processione le
due "vare" con religiosa partecipazione.
Il turismo gastronomico è ormai una realtà
consolidata. Intatti, la nuova vocazione turistica di Cerda è
legata soprattutto a questo ortaggio, alla cui coltivazione da
anni gli agricoltori locali dedicano tempo ed energie, ma che solo
oggi viene apprezzato ovunque per le sue qualità culinarie e
nutritive.Famosa è ormai l'annuale sagra che si svolge il 25
aprile e che vede interi pullman di turisti, migliaia di
visitatori giungere per assaggiare l'ormai famoso "fiore con le
spine" Il carciofo, tipica pianta alimentare mediterranea, ha
una storia molto antica. Le sua origine è infatti legata a mitiche
leggende del mondo ellenico. La mitologia ricorda che una bella
fanciulla di nome Cynara, dai lunghi capelli color cenere
fu trasformata da Giove innamorato in carciofo. Il nome italiano
carciofo e quello spagnolo "alcachofa" viene invece collegato
all'arabo "harsciof" che significa ''spina di terra e pianta che
punge". Le prime notizie sull'esistenza dell'ortaggio e della sua
utilizzazione nell'alimentazione umana provengono dall'Etiopia e
dall'Egitto. Successivamente è stato citato nei sontuosi banchetti
della Grecia e di Roma antica.
Il consumo dì questo alimento determina numerosi
effetti benefici: alla pianta viene riconosciuta, fin dai tempi di
Plinio, proprietà di stimolo per la produzione di urine; è stato
inoltre provato che migliora il funzionamento del fegato e che ha
un'azione di prevenzione dei reumatismi. Infine creme semifluide
contenenti estratto acquoso di foglie di carciofo migliorano
sensibilmente gli aspetti estetici della pelle del corpo umano. A
Cerda, altre fonti di reddito sono costituite dall'artigianato,
dal terziario e dall'industria automobilistica del
vicino agglomerato industriale di Termini Imerese.
Il centro è sorto nel 1656, quando Giuseppe
Santostefano, signore di Fontanamurata e di Vallelunga, ottenne da
Carlo V la "licantia populandi". Il barone, nell'assumere il
titolo si impegnava a popolare il territorio, anche se il centro
abitato assumerà l'attuale conformazione soltanto duecento anno
dopo, nel corso del XIX secolo, quando diverrà Comune a pieno
titolo. L'antico nome del paese era "fondaco nuovo". Il piccolo
borgo fu infatti punto di sosta per i numerosi viandanti che
andavano verso l'entroterra dell'isola.
Nei secoli il centro ha mantenuto le
caratteristiche di luogo dì accoglienza e di crocevia per gente di
varia provenienza ed estrazione, soprattutto nel periodo d'oro
dell'evento automobilistico che tutti hanno legato al nome del
Comune madonita, la targa Florio. Sulla salita di Cerda,
tra nuvole di polvere, dinanzi a folle di appassionati e inviati
dai giornali di mezza Europa, mosse i primi passi la mitica corsa,
Targa Florio entrata nella legenda per avere segnato le
tappe più importanti della storia dell'automobile. La gara nasceva
all'alba del secolo, in piena "Belle Epoque", per volontà del
cavaliere Vincenzo Florio e di un gruppo di amici. Adesso
si sta pensando ad un nuovo rilancio della manifestazione per
farne anche occasione di promozione del territorio. [http://www.targa-florio.it
]
Alla prima edizione parteciparono pochissimi
concorrenti. Tuttavia, la fama della corsa si diffuse per tutta
l'Europa. Fu nel 1912 che si decise di portare il traguardo
proprio alle porte di Cerda. L'edizione del 1922 ne segnerà la
definitiva consacrazione internazionale, non solo per i nomi dei
partecipanti (Enzo Ferrari, Max Sailer, Alfred Neobauer, Antonio
Ascari), ma anche per le prime novità introdotte dai costruttori
che incominciavano a sperimentare nelle corse soluzioni tecniche
da introdurre nella produzione in serie delle automobili.
* tratto dall'opuscolo
turistico della Provincia di
Palermo