I
Triunfi sono tra le forme sonore della devozione popolare,
il repertorio poetico-musicale di maggiore interesse e
rilevanza; tra i modi di divulgazione dei culti, importante
era l’apporto della poesia popolare largamente utilizzata
presso le classi del popolo, e ad essa si rifaceva il
repertorio dei Triunfisti.
I
Triunfi composti da canti e suoni ballabili, sunati a
complimento, con particolari interludi di violino, che
inframmezzano le strofe dai diversi cambi di tonalità,
contenevano le storie sacre che venivano fatte in onore ed
in ringraziamento per grazia ricevuta, di un Santo,
della Vergine, o di Cristo.
Venivano
eseguiti durante la festa ricorrente , per devozione, da un
gruppo di suonatori; anticamente erano gli Orbi, più
recentemente gruppi di due o tre suonatori, del popolo, che
in casa, per strada, davanti ad un’edicola addobbata, o
davanti ad un altarino con l’immagine del Santo, o davanti
la porta di casa del devoto che chiama ad eseguire il
trionfo, suonano il violino, la chitarra, a cui recentemente
si è unita la fisarmonica e il mandolino, ricevendo in
cambio del denaro. Il triunfo inizia con un brano allegro,
poi racconta la vita del Santo, e si conclude con la sunata
a complimento, e l’abballu di li Virgini.
Anche
in questo caso il devoto offre ai suonatori ed ai presenti,
vino, dolci, favi a cunigghiu.

TRIUNFU
DI S.RUSULIA
Una
parte consistente del repertorio degli Orbi, arrivato fino
ai giorni nostri, è costituita dal Triunfu di Santa
Rusulia, una forma rituale che scaturisce da sentimenti
di gratitudine del popolo di Palermo, per grazia ricevuta, e
che inizia con un preludio musicale molto vivace, seguito
dalla narrazione della storia della vita di Santa Rosalia;
la chiamata divina, la città sconvolta dalla peste, il
miracolo della guarigione dal flagello, sono i quadri che
vengono cantati; il triunfu si conclude con l’Abballu di
li Virgini, una o più sunati a cumplimentu.
Rusulia
santa Vergini amurusa
Gigghiu addivatu fusti all’acqui puri
La discinnenza tua fù priziusa
Di Carlo Magno Re imperaturiPi
essiri a Diu la cilesti spusa
Di ncelu nterra ci detti st’onuri
Apposta nta stu munnu fù mannata
Pi essiri di Palermu l’avvocata
Essennu
la Sicilia turmintata
D’indigni manigoldi e saracini
La santa liggi vineva discacciata
di chisti barbari indigni er assassini…
…sennu
nata Santa Rusulia
triunfu fici la corti riali
tuttu lu populu gran festa ci facia
pi li biddizzi, nun c’eranu l’iguali
la
matri assai la figghia stimava
la santa liggi ci misi a mparari
e la mparava cu n’affettu piu
e la Virginedda misi ad amari a Diu…etc…
….un certu jornu vosi pittinari
la cammarera a Santa
Rusulia
di perli e gioie la misi a
ntricciari
na li so beddi capiddi c’havia
ma pi cchiù megghiu falla
ncapricciari
ccà c’è lu specchiu
guardati ci dicia
mentri a lu specchiu si
guardava fissu
ci accumpariu Gesù
Crocifissu….etc…
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Rosalia santa Vergine amorosa,
giglio sei stata, allevata alle acque pure
la tua discendenza fù preziosa,
da Carlo Magno, Re ed Imperatore..
per essere di Dio celeste sposa
dal cielo in terra le fù dato l'onore,
apposta in questo mondo fù mandata,
per essere di Palermo l'avvocata...
essendo la Sicilia tormentata
da indegni manigoldi e saraceni
la santa legge veniva disprezzata
da questi barbari indegni ed assassini...
essendo nata Santa Rosalia,
trionfo tenne la corte reale
tutto il popolo faceva festa
per la sua bellezza che non aveva uguali
la madre assai stimava la
figlia
e la santa legge cominciò ad insegnarle
gliela insegnava con pio affetto
e la Verginella cominciò ad amare Dio...
Un certo giorno volle la
cameriera
pettinare Santa Rosalia,
di perle e gioie mise ad intrecciare
quei bei capelli che lei aveva
Ma per meglio farla
scapricciare,
- qui c'e' lo specchio, guardati...-diceva...
mentre allo specchio si guardava fisso
le comparve Gesù Crocifisso...etc...
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