|
LE VILLE E I
PALAZZI DI BAGHERIA
Link: Home
Sintesi di Sicilia, di Nuccio Benanti;
la storia; le ville e i palazzi;
i dintorni e il mare

Villa S.Isidoro
Villa Palagonia
Villa Palagonia è l’emblema più
importante di architettura barocca suburbana della Sicilia. Pensata come luogo di svago e di villeggiatura, fu costruita nel
1715 dal principe di Palagonia, Francesco Ferdinando Gravina e
Bonanni. Alla villa si arriva attraverso un lungo viale, dopo
aver attraversato due archi di trionfo, il primo dei quali,
originariamente chiamato dei “tre portoni”, non è più visibile;
il secondo corrisponde all’attuale arco della Santissima
Trinità, recentemente restaurato dall’amministrazione comunale.
Fu Francesco Ferdinando II, nipote del principe, l’ideatore
delle numerose e grottesche statue, e del bizzarro arredamento
della villa. Gnomi, centauri, draghi, suonatori di curiosi
strumenti, figure mitologiche e mostri di tutti i tipi adornano
il palazzo e circondano la villa.
Villa Cattolica
Si erge In prossimità dell’ingresso
del Comune di Bagheria in un’incantevole zona circondata dal
verde. Costruita nel 1736 da Francesco Bonanno, principe di Cattolica,
la villa, circondata da alte mura merlate, appare come un
castello di grande mole con un’artistica architettura barocca.
Esso si presenta di forma quadrangolare con due esedre
parallele, una delle quali accoglie lo scalone; l’altra un’ampia
terrazza con loggiato sottostante, recentemente recuperato dal
comune di Bagheria. Dal 1973, in seguito ad una generosa
donazione di opere del maestro pittore Renato Guttuso a
Bagheria, il piano nobile è la sede della Galleria d’arte
moderna e contemporanea. Dal 1990, nell’esedra settentrionale è stato collocato il
sarcofago monumentale, disegnato dall’amico fraterno Giacomo
Manzù, che accoglie le spoglie di Guttuso. Al piano terra operano da qualche anno, un laboratorio teatrale
e due antiche “putìe”: quella dei pittori di carretto dei
fratelli Ducato, e quella del maestro Durante, scultore della
pietra d’Aspra. Dal 1988 la Villa è di proprietà comunale.
Villa Trabia Villa Trabia fu costruita da Michele
Gravina principe di Comitini verso la metà del 1700, su un
progetto dell’architetto di Stato abate Nicolò Palma. La Villa
viene poi acquistata dal principe Pietro Lanza di Trabia che,
nel 1890, ne ordina il restauro che modifica profondamente
l’originario aspetto dell’edificio. L’attuale struttura neoclassica della villa mostra lesene,
architravi e ornamenti in stucco bianco su un fondo grigio
scuro, lavorato a imitazione di intonaco in stile rocaille.
Decorazioni in stucco, due statue allegoriche di lato alla
facciata e vasi sull’attico rappresentano le poche tracce di
barocco all’esterno.
Villa Rammacca
Costruita intorno alla metà del XVIII
secolodal principe di Rammacca, Bernardo Gravina, si trova alle
falde del monte Catalfano.
Ad essa si accede da un lungo viale che attraversa un giardino
ricco di piante esotiche. Di estrema semplicità nelle sue linee architettoniche, il
palazzo presenta sul fronte della corte un’ampia terrazza, tutta
ammattonata con maiolica colorata, e con balaustra in pietra di
tufo d’Aspra, che domina tutta Bagheria.
Villa Valguarnera
Il palazzo, ultimato nel 1783, pare
fosse costruito su disegni dell’architetto Sucameli, per volontà
della principessa Maria Anna di Gravina principessa di Cattolica
nel 1712. Ancora incompleto alla morte della sua fondatrice,
l’attuale corpo di fabbrica fu ripreso e completato dagli eredi
di Gravina, ma sarà la Principessa donna Maria Anna Valguarnera,
le cui iniziali sovrastano i vari cancelli della villa, che la
definirà nello stato attuale. Varcato l’enorme cancello di ferro, sorretto da due pilastri in
pietra d’Aspra, inizia il lungo viale. All’interno del piano
nobile vi è un grande salone ovale decorato con affreschi e
dipinti degli illustri antenati della famiglia Valguarnera
Sovrasta la villa Valguarnera una piccola collinetta detta
“Montagnola” che domina Bagheria e tutto il territorio
circostante.
Villa Galletti Inguaggiato È una delle ville settecentesche
meglio conservate della città di Bagheria. Costruita intorno al
1770 dal marchese di Santa Marina, Giovanni pietro Galletti, è
opera dell’architetto Andrea Giganti. Realizzato in tufo ed a
pianta rettangolare,il palazzo è addossato da un corpo a C che
forma la corte posteriore, rimasta poi interrotta nella sua
trasformazione in stile Luigi XIV. Il palazzo è un tipico
esempio della fusione tra l’austerità neoclassica e il
decorativismo barocco.
Villa San Cataldo Costruita agli inizi del Settecento
dalla famiglia dei principi Galletti di San Cataldo, fu poi
radicalmente trasformata alla fine dell’Ottocento, sia
internamente che esteriormente, e decorata in stile neo gotico
come oggi appare. Dell’originaria struttura settecentesca non
resta che la chiesetta e l’ampio giardino all’italiana. Agli
inizi del Novecento la villa fu ceduta alla Compagnia di Gesù
dei padri gesuiti che ne fecro la sede per l’istituto delle
Missioni Estere. Nel 1998 la villa è stata acquistata dalla Provincia regionale
di Palermo
Villa Villarosa La Villa è stata costruita per volontà
di Don Placido Notarbartolo, duca di Villarosa , intorno al
1770. La villa è una costruzione rettangolare a due piani, e presenta
all’ingresso principale un grande portico in stile corinzio, ad
otto colonne, al quale si accede da un’ampia scalinata in tufo
arenario. Di particolare eleganza è il prospetto rivolto verso Bagheria;
Lo stile dell’edificio è ispirato al neo-classicismo, con
richiamo ai canoni dell’arte greca, e privo di elementi
barocchi. Nel 1911 la villa fu data in affitto ad un collegio di padri
Gesuiti che realizzarono all’interno una serie di interventi che
modificarono l’assetto originario Attualmente è gestita da
privati per la realizzazione di banchetti e convegni.
Palazzo Butera Posto proprio in fondo al magnifico
corso omonimo, il Palazzo Butera fu edificato nel 1658 da
Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e di Leonforte,
Il castello, di stile medievale, è protetto ai due lati da due
torri merlate e presenta due ampie scalinate: una al fronte sud
e l’altra al lato est. I due fronti avevano un cortile
antistante, costeggiato da casette basse e strette. Il portale
sopra la scalinata est è di stile cinquecentesco.Recentemente il
Palazzo è stato acquistato dal Comune che sta avviando rilevanti
opere di restauro
Palazzo Cutò
Il palazzo fu costruito nella prima
metà del Settecento per volere del principe Luigi Naselli di
Aragona e ad esso si accede dall’antica via Consolare. L’emblema araldico della casata è rappresentato dai busti di
leoncello posti a decorazione dei timpani delle finestre. Gli ambienti, con le loro vistose decorazioni e rivestimenti in
marmo rosso, assumono un tono di elegante gusto estetico,
accentutato dai visibili resti di pregiate decorazioni che
rivestono le volte dei soffitti. Il palazzo, costituito da un grande complesso quadrilatero, è
sormontato da una vasta terrazza coperta, dalla quale il
principe godeva un panorama molto suggestivo. Pare che egli
solesse ammirare, insieme ad amici della nobiltà palermitana, i
fuochi d’artificio che venivano preparati nel golfo della Conca
d’Oro, in occasione del “Festino” di S. Rosalia a Palermo. Oggi il palazzo è sede della biblioteca comunale e del Museo
delle Cere e del Giocattolo
Palazzo Larderia Costruito nel 1752 dal principe di
Larderia, Francesco Litterio Moncada, il palazzo sorgeva in
mezzo ad un vasto e profumato agrumeto, che però con gli anni è
stato interamente occupato dall’edilizia. Oggi il palazzo si mostra soffocato in mezzo ai fabbricati
rurali, tra vicoli e viuzze che impediscono la netta visione
dello austero monumento. Tutti i prospetti di Villa Larderia
sono stati realizzati con materiale delle cave di tufo di Aspra. Oggi il palazzo è di proprietà delle Suore collegine di Maria
Vergine Assunta.
|
|