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Corso di cultura e tecnica di montagna

Dinamiche psicologiche di gruppo
Tra gli argomenti programmati dal C.A.I. per il IV° corso di Tecnica e cultura di montagna è stato previsto un incontro su “Dinamiche psicologiche di gruppo” condotto dalla Dott.ssa M. Gabriella D’Angelo.

Obiettivo è quello di discutere su alcuni aspetti relativi al come nasce nell’uomo l’idea e il bisogno del gruppo e sul perché e quando il gruppo può essere definito produttivo e stimolante e, quando ciò non è realizzabile.

L' incontro è stato condotto con un metodo di tipo interattivo, attraverso l’uso del brainstorming e la simulazione di una decisione da concordare in gruppo per l’organizzazione di un trekking.

Lo scopo era quello di osservare le modalità relazionali e il ruolo di ciascuno nella scelta del gruppo. I temi trattati sono stati rivolti in particolare allo specifico psicologico del gruppo che si incontra per escursionismo. Sono state messe in evidenza alcuni aspetti che lo caratterizzano: il suo essere in uno stato di sospensione, in un’area intermedia (Winnicott), alla ricerca di un luogo collocabile nella mente tra reale e fantastico, tra razionale ed emotivo.

“Il gruppo in cammino”, così come è stato denominato questo gruppo dal conduttore, ha in comune la curiosità, la voglia di conoscere una meta considerata straordinaria e l’esclusività di condividerne l’osservazione con un gruppo specializzato.

Il suo patrimonio può essere identificato con la terra madre (fonte originaria di vita, la nostalgia per un sentire psico-corporeo primitivo legato alla sensorialità visiva olfattiva, tattile…..).

Rappresenta, inoltre, un contenitore buono che condivide un’ideologia: quella di apprezzare la natura, rifiutare la routine, ricercare la purezza e fuggire da una vita urbana soffocante, al riparo dalle ansie e dalle invidie.
In questo senso, si può parlare di un gruppo idealizzabile proprio perché di breve durata e non c’è il tempo di immettere meccanismi distruttivi.

Costituisce uno stato dialettico tra lo stare da soli o con gli altri. Può capitare, infatti, di isolarsi sapendo però che esiste un gruppo sullo sfondo.

L’immagine, che più di tutte sembra dare l’idea del gruppo che lavora, è quella di molti individui che insieme cercano di trovare un ritmo comune, di mantenere lo stesso passo, dove i passi dell’uno si concatenano con quelli dell’altro. Poiché il destino del gruppo dipende anche dal comportamento del singolo.

“L’uomo non dovrebbe mettersi a discutere né a fare affermazioni, ma dovrebbe sussurrare al proprio vicino ciò che ha scoperto e così succhiando da ogni germe di spirito la linfa della matrice immateriale, ogni uomo si farebbe grande, e l’ Umanità invece di essere una landa sconsolata di eriche e rovi con qua e là un raro pino o una lontana quercia sarebbe una democratica foresta di alberi”

(il materiale è stato interamente fornito dalla Dott.ssa Maria Gabriella D’Angelo)

Su Corso 2003 Psicologia di gruppo

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