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 ENNA

 

 

ENNA, il capoluogo, è noto per il Castello di Lombardia, ottimamente conservato, che, nel corso dei secoli, subì numerose migliorie e che deve la sua attuale sistemazione a Federico II di Svevia. Di grande interesse storico è la Torre di Federico, di forma ottagonale, ubicata in mezzo ad un verdeggiante giardino circondato, in passato/da una muraglia della stessa forma. Una sintesi di molti secoli di arte e di cultura è data dal Duomo, nella cui struttura si trovano influssi gotico-catalani, rinascimentali e barocchi. Interessanti sono anche i due musei: il Museo Alessi, che custodisce documenti di grande importanza storica e di grande valore artistico, che abbracciano un arco di tempo che dalla preistoria giunge sino ai nostri giorni; il Museo Varisano, che accoglie in cinque ampie sale soprattutto reperti indicativi di forme di vita delle genti indigene al momento della ellenizzazione del territorio.

  • Info Utili
    Municipio, Piazza Coppola, centralino Tel. 0935.40111
    Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo, Piazza N. Colajanni 6, Tel. 0935.500875
    Azienda Provinciale per l'Incremento Turistico, via Roma 411, Tel. 0935.528228
  • Castello di Lombardia
    Chiuso per restauri - Tel. 0935 500962
  • Duomo
    Aperto tutti i giorni. Orario: 9.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00
  • Museo Alessi
    Aperto tutti i giorni, escluso lunedì. Orario: 9.00 - 13.00 / 16 00 - 19.00 - Tel. 0935 503165
  • Museo Varisano
    Aperto tutti i giorni Orario 9 00 - 19 00 - Tel. 0935 528100
    La Sicilia delle Miniature e della Musica. Aperto tutti i giorni, escluso il lunedì Orario: 9.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00 - Tel. 0935 22429

Testimonianze artistiche
Castello di Lombardia - E In più importante testimonianza delle fortificazioni che cingevano Henna. Edificato sulla cittadella che fece meritare ad Henna l'appellativo di "Urbs inexpugnnbilis", fu definito da Strabene la più bella fortezza della Sicilia, ed è di origini antichissime.

Quello che oggi si visita è il risultato di numerosi rifacimenti cui ogni conquistatore sottopose la fortezza. Tra gli interventi più importanti quello degli arabi, che lo trasformarono in una roccaforte a tutti gli effetti, quello degli svevi, che diedero definitivo assetto alle opere murarie esterne, quelli compiuti da Federico d'Aragona che lo scelse come propria dimora. Il suo nome deriva probabilmente dalla guarnigione lombarda cui i normanni affidarono il controllo del castello, anche se, ad onor del vero, gli Arabi definivano Lombardia la costa orientale dell' Adriatico e le zone della Calabria occupate dai normanni e, pertanto, non si può escludere un'origine diversa del nome.

La pianta irregolare della fortezza, che è tra quelle meglio conservate della Sicilia, ricorda i castelli federiciani in Puglia, in particolare quello di Lucera, e la sua area complessiva è di 26.000 mq circa. Il castello è diviso in tre cortili - di San Nicola, della Maddalena, di San Martino - separati da robusti muraglioni rinforzati da torri, cosicché la capitolazione di un cortile non pregiudicami la resistenza degli altri. Il cortile più interessante è quello di San Martino: vi si trovano i resti degli appartamenti reali, di una chiesa, della sala regia, nonché un oratorio rupestre sotterraneo che conferma l'antichità del luogo fortificato, sicuramente anteriore all'attuale castello. Da questo cortile si accede alla torre Pisana detta anche "delle aquile" per via della presenza, anticamente, di numerosi rapaci sui suoi merli.

  • La Torre Ottagono
    Posta a guardia della zona meridionale della città, è rimasta intatta e si erge solitaria al centro di un giardino pubblico. Di questa torre, chiamata anche "di Federico II", gli storici non sono riusciti ancora a stabilire con certezza l'età: c'è chi sostiene che risalga all'imperatore svevo Federico II, chi a Federico d'Aragona, chi, ancora, a epoca manfrediana.

La teoria più affascinante, però, è quella che la identifica con l'antico centro geodetico della Sicilia. Dall'alto dei 24 m di questa torre, infatti, antichi astronomi, facendo perno su questo centro, avrebbero dato vita alla delimitazione dell'isola e alla creazione del suo sistema viario. Più tardi gli arabi si sarebbero serviti dello stesso punto di partenza per dividere l'isola in tre valli.

Il pianterreno presenta strette monofore ogivali, il primo piano due ampie finestre rettangolari decorate, aperte nel 1457. Il terzo piano nimica di copertura. Vi si sale da una scala a chiocciola ricavata nello spessore del muro (che è di 3,30 m) e dalla cima come, del resto, da ogni punto di Enna, si può ammirare un amplissimo panorama.

  • Il Duomo
    È il monumento principale di Enna. Fu fondato forse sui ruderi di un tempio dedicato a Proserpina verosimilmente prima del 1307, anno di nascita dell'infante Pietro, in occasione della quale la madre, la regina Eleonora, espresse la volontà di far restaurare "il tempio principale della città". Quasi del tutto distrutto da un incendio nel 1446, fu ricostruito a partire dal 1451: i lavori proseguirono per tutto il Cinquecento.

Domina la facciata cinquecentesca un alto campanile del Seicento su due ordini di lesene. Sul fianco destro due portali: uno, opera cinquecentesca di Jacopino Salemi, di gusto rinascimentale, decorato al centro da un bassori-lievo raffigurante S. Martino ed il povero; l'altro, detto Porta Santa, in stile gotico. Sempre all'esterno sono notevoli le absidi ed il transetto, originari del Trecento, ed un arco che faceva parte dell'ambulacro cimiteriale della chiesa, unico superstite di un porticato a chiostri.

L'interno è a croce latina con tre navate divise da colonne di alabastro nero con basamenti e capitelli riccamente ornati. La seconda a destra e la seconda a sinistra, in particolare, sono autentici capolavori di Gian Domenico Gagini.

Meritano attenzione particolare, inoltre, le tre cappelle che si aprono nel transetto: quella di sinistra, dedicata al SS. Sacramento, appare nuovamente, dopo i lavori di restauro, nell'originale concezione trecentesca; la cappella di destra è dedicata alla patrona di Enna, la Madonna della Visitazione, il cui simulacro, custodito per l'appunto nella cappella, viene condotto in processione ogni anno il 2 luglio; la cappella centrale, del XVI secolo, è dedicata alla Vergine Assunta, ed è riccamente decorata in ogni sua parte con stucchi, statue e quadri illustranti vari momenti della vita della Madonna. Il soffitto della chiesa, infine, costituito da tre differenti tipi di cassettoni intagliati, è una vera e propria opera d'arte in legno di noce: pregevole, in particolare, quello che sovrasta la navata centrale ed il transetto, opera dello scultore Scipione di Guido, che vi lavorò, con i suoi assistenti, per cinque anni. A lui si devono anche le cantorie della navata centrale ed il coro dell'altare maggiore.

  • IL LAGO PERGUSA si trova a pochi chilometri da Enna. Cantato da Ovidio e da Claudiano, con il suo autodromo e la sua pineta attrezzata, richiama sia gli appassionati di motori sia gli amanti della natura.

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