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 Le feste di Sicilia - Sicily feasts ! 

La DESCRIZIONE DELLE MANIFESTAZIONI e le date sono puramente indicative e potrebbero variare di anno in anno, si consiglia pertanto di informarsi con gli enti turistici locali: clic qui>

1 PALERMO: il Festino di Santa Rosalia (15 luglio)

2 CEFALU': Festa patronale del SS. Salvatore (6 agosto)

3 MAZARA DEL VALLO: Festa patronale dì San Vito (3^ settimana di agosto)

4 PIANA degli ALBANESI: Pasqua secondo il rito greco-bizantino

5 TRAPANI: Processione dei Misteri di Trapani (Settimana Santa)

6 CATANIA: Festa patronale dì S. Agata (1-5 febbraio)

7 PATTI: Festa della Madonna del Tindari (8 settembre)

8 ACIREALE: II Grande Presepe 700esco nella Grotta (natale)

9 AGRIGENTO: Festa del Mandorlo in fiore (2^ settimana di febbraio)

10 CALTAGIRONE (CT): La Scala infiorata (maggio - giugno)

11 CALTANISSETTA: Riti pasquali. Processione della Real Maestranza
12 PIAZZA ARMERINA (EN): Il Palio dei Normanni (13-14 agosto)

13 NICOSIA (EN): Festa patronale di San Nicola (6 dicembre)

14 SIRACUSA: Festa patronale di Santa Lucia (13 dicembre)

15 NOTO (SR): Festa patronale di San Corrado (19 febbraio e ultima domenica di agosto)

16 RAGUSA Ibla: Festa patronale di San Giorgio (ultima domenica di maggio)

RAGUSA Superiore: Festa patronale di San Giovanni (24 giugno)

17 MESSINA: Festa patronale della Madonna della Lettera (3 giugno) Sfilata dei Giganti Mata e Grifone (12-14 agosto)

18 MONREALE: Festa patronale del SS. Crocifisso (1-3 aprile) Settimana di Musica Sacra (novembre)

19 CARINI: Invenzione della Croce (3 maggio)

20 MARSALA: Riti della Settimana Santa: / Misteri Viventi di Marsala (17-23 aprile)


1. PALERMO
U Fistinu i Santa Rusalia (15 luglio)
[Per approfondimenti click qui>]

Solenni festeggiamenti, mostra e processione del Carro sontuoso della Santa, spettacolo pirotecnico.

La Santa divenne patrona di Palermo per avere debellato, con il passaggio delle sue ossa per le vie della città, il diffondersi della peste che allora (1624) imperversava e che i 4 santi protettori, Cristina, Ninfa, Oliva ed Agata, non erano riusciti a fermare.

L'attrattiva dei festeggiamenti era ed è costituita, tutt'oggi, dal carro trionfale, una speciale macchina costruita con enormi travi, a forma di nave, e decorata con pitture che rappresentano gli episodi più significativi della vita della santuzza.

Il carro, con in cima la statua di S. Rosalia, percorre le principali vie del centro storico seguito da una enorme massa di fedeli e di turisti, affascinati dalla maestosità del carro stesso.

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2. CEFALÙ (PA)
Festa patronale del SS. Salvatore (6 agosto) 

Il Cristo Pantocratore della trasfigurazione si celebra il 6 agosto anche se i festeggiamenti, per l'aspetto profano che naturalmente comporta, iniziano il 2 agosto con il tradizionale dispiegamento della bandiera raffigurante il Cristo Pantocratore, tra i due torrioni del Duomo. La bandiera viene ammainata solamente il 10 agosto.

La data del 2 agosto richiama i privilegi ruggeriani che concedevano alla città il porto franco ovvero l'immunitas nundinarum,l'esenzione doganale per ogni anno nella solennità del SS. Salvatore. Al suono delle bombarde e al dispiegamento della bandiera i mercanti potevano entrare a Cefalù, via terra o via mare, in franchigia.

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3. MAZARA DEL VALLO (TP)
Festa patronale di San Vito, con la caratteristica processione dei quadri viventi (3^ settimana di agosto)

La manifestazione trae spunto dalla traslazione delle reliquie del Santo avvenuta nell'ultima domenica di agosto del 1742.

I festeggiamenti hanno due momenti peculiari: la processione storico-ideale del quadri viventi (una sacra rappresentazione della vita del Santo) e quella della statua d'argento che viene portata fino alla chiesa di S, Vito posta su un carro trainato dai pescatori.

Il festino ha inizio con l'annunzio, un corteo di personaggi in costume secentesco, preceduto dall'araldo e da un alfiere a cavallo, che sfila per le vie della città al rullo dei tamburi dando la notizia dell'inizio dei festeggiamenti.

Segue la processione dei quadri viventi che viene aperta dall'immagine dell'antico stemma del paese seguita dai carri allegorici che rappresentano le grandi virtù e l'esperienza di fede di San Vito: la famiglia di san Vito, Diocleziano con i pretoriani, Valeriane con i soldati, papa Marcellino con i sette diaconi ed, infine, San Vito con i fedeli Modesto e Crescenza.

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4. PIANA DEGLI ALBANESI (PA)
Pasqua nel rito greco-bizantino

La presenza degli Arbereshé in Sicilia risale alla fine del XV secolo. Da oltre cinquecento anni essi conservano gelosamente,, oltre alla lingua, il rito religioso. Il rito bizantino differenzia la chiesa di Piana degli Albanesi dalle altre chiese dì Sicilia e costituisce l'eredità più bella della chiesa orientale di Bisanzio. Il Venerdì Santo (E Prèmtjae Madhe) le cerimonie si aprono al mattino con il coro del Simenon Kremate a cui segue nella tarda serata la processione nel corso della quale sono eseguiti canti di altissima poesia e di toccante commozione: enkomiet (elogi) e vajtimet (canti funebri); il Sabato Santo (E Shtunìa e Madhe) il canto del Crìstós anésti (Cristo è risorto) in greco ed in albanese; la Domenica di Pasqua (Pashkét) si svolge il solenne pontificale in Cattedrale e sfilata di donne nel tipico costume albanese ('ncìlona) cui segue il sorteggio del brezi, la preziosa cintura del costume tradizionale.

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5. TRAPANI
I Misteri di Trapani (Settimana Santa) 

I Misteri sono costituiti da statue che riproducono, con impressionante realismo, le scene della Passione di Cristo. Queste statue, curate dalle maestranze cittadine, risalgono per lo più al '600 quando la loro realizzazione fu affidata ad artigiani specializzati nella tecnica del legno, tela e colla.

La processione dei Misteri di Trapanila inizio nel pomeriggio del Venerdì Santo e sì protrae fino alla mattina del Sabato per tutte le vie della città accompagnata dalle maestranze in abito nero e dalle bande musicali. È, senza dubbio, uno spettacolo altamente suggestivo ed avvincente che offre un forte coinvolgimento emotivo ai partecipanti ed agli spettatori.

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6. CATANIA
Festa patronale di S. Agata (1-5 febbraio)

Nella mattinata del giorno 3 sì raccolgono all'interno del Duomo le candelore (cannalorì), alte torri in legno di epoca barocca;

al centro hanno quattro grosse torce e sono addobbate con fiori, nastrini, luci e festoni. Attualmente sono 11, tante quante ne rimasero dopo il terremoto del 1693 che distrasse la città. La sera in piazza Duomo si danno convegno cantanti dei quartieri per innalzare inni di lode. Il giorno 4 si svolge la processione con al centro la I/ara che contiene le relìquie di S. Agata. Il giorno seguente la Vara esce dì nuovo dalla cattedrale accompagnata dalle candelore e da gente di tutte le età che indossa il tradizionale sacco, una tunica bianca con berretto di velluto nero.

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7. PATTI (ME)
Festa della Madonna del Tindari
(8 settembre) 

II culto della Madonna Nera di Tindari è molto antico ed ha travalicato da secoli l'ambito strettamente locale per spandersi in buona parte della Sicilia ed in altre regioni. Esso è legato alla storia del Santuario a sua volta erede dell'eremo che venne fondato nella zona intorno al III sec. d. C.

Accanto all'eremo sorse, poi, un Santuario ricostruito nel 1500 dopo la distruzione ad opera del pirata Barbarossa, quello stesso che qualche anno dopo sarebbe stato sconfitto a Tunisi dall'imperatore Carlo V.

Dopo quasi 5 secoli, tra il 1957 ed il 1975, è stato riedificato l'odierno grandioso tempio in stile romano, ingentilito dall'arte cristiana. Da molti secoli il Santuario è meta quotidiana di pellegrini che vi si recano a chiedere una grazia, un miracolo, a riscoprire la sarenità dell'animo e, forse, soltanto per una gita in un luogo bellissimo.

La Festa della Madonna si svolge tra il 6 e l'8 settembre. 

Chi ne ha fatto il voto parte a piedi dalle contrade più lontane seguendo la strada statale o, più spesso, viottoli e antichi fratturi tracciati sui fianchi delle colline a picco sul mare da altri pellegrini qui venuti nel corso dei secoli. Viaggiano prevalentemente di notte per sottrarsi al sole che, anche in settembre, da queste parti picchia implacabile ma anche perché spesso occorrono molte ore di cammino per raggiungere il Santuario. Lungo la strada cantano canzoni mariane e quando la fatica li ha vinti procedono silenziosi ma determinati.

La sera del 7 settembre sì svolge la processione del simulacro della Madonna. Poi per la campagna si spandono i fuochi dei bivacchi: è tradizione, infatti, che i pellegrini pernottino all'addiaccio trascorrendo le ore in canti, antichi balli popolari, rievocando i numerosi miracoli attribuiti all'intercessione della Madonna Nera. Tutti hanno al collo le collane di nocciole abbrustolite che sono un'esclusiva di Tindari.

L'8 settembre, dopo le funzioni religiose, inizia il ritorno. Ma la Madonna Nera non resta sola. Per tutto l'anno migliaia di persone saliranno al colle per chiedere il miracolo o per ringraziare per quello ricevuto.

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8. ACIREALE
Grande Presepe 700esco nella Grotta (dicembre-gennaio)

Lo compongono 50 personaggi con facce e mani modellati in cera, nel corso del tempo, da valenti artigiani locali. La leggenda avvolge la chiesetta della Grotta, consacrata a S. Maria della Neve. Sin dal 1600 nei pressi dell'antro sorgeva una chiesetta dedicata a S. Maria dei Raccomandati dove con molto disagio i sacerdoti vi celebravano Messa per la diffusa credenza che la Grotta fosse orrido albergo di demoni e paurose bestie. Un giorno del 1741 un gruppo di sacerdoti fu sorpreso da una violenta bufera e non trovò di meglio che ripararsi nella Grotta dalla paurosa nomea.

Nel gruppo dei sacerdoti vi era tale don Mariano Valerio che, in una sorta l'illuminazione ebbe l'idea di fare di quella spelonca un luogo sacro dedicato alla natività. Una serie di miracoli intervenuti intorno alla Grotta la resero amata dagli acesi.

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9. AGRIGENTO
Festa del Mandorlo in Fiore (2^ settimana di febbraio)

Nata quale rito agreste negli anni trenta nel piccolo centro di Naro, e chiamata La festa di l'Annata nova, la festività aveva lo ^ Scopo di propiziare i buoni raccolti e la precoce fioritura del mandorlo.

Nel 1953 la Sagra fu trasferita nella cornice della Valle dei Templi di Agrigento (VI sec. a.C.) per darla risonanza internazionale, senza nulla togliere alle caratteristiche originarie di festa popolare.

Alla presenza degli alberi dì mandorlo fioriti di rosa, segnali di una precoce primavera, sì alternano, la sera, sul palcoscenico predisposto di fronte al Tempio della Concordia, gruppi folcloristici sia siciliani che di altre regioni d'Italia e d'Europa, all'insegna della fratellanza, messaggio che la ricorrenza festiva vuole mandare a tutti i popoli della terra attraverso il rito della fiaccola dell'amicizia, mentre le luci di scena fanno assumere contorni irreali a fregi e colonne.

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10. CALTAGIRONE (CT)
La Scala infiorata (maggio-giugno) 

Lungo i 142 gradini della monumentale Scala di S. Maria del Monte, incrostata di ceramiche, un grande disegno realizzato con vasi fioriti è un atto di omaggio alla Madonna di Conadomini, titolare della Chiesa posta in cima alla Scala e la cui festa viene celebrata il 31 maggio con una folcloristica processione 'A rusedda cui partecipano riccamente addobbati carri siciliani e trattori.

Mostra di presepi - Natum Videte
La secolare tradizione presepistica della città, che ancora oggi è pienamente vissuta, è riassunta da questa mostra in cui, accanto ad alcuni esemplari storici e ad un percorso che ripropone gli aspetti più salienti di tale arte, vengono esposte le più significative opere contemporanee delle botteghe calatine.

Percorsi presepistici - Caltagirone città del Presepe
In cripte di conventi, in absidi di chiese, in atrii di palazzi barocchi, presepi monumentali costruiti in piena fedeltà alla locale tradizione che vuole la Natività di Gesù rappresentata in una scenografia povera ed ambienti popolari, sono animati da figurine in terracotta create interamente a mano dalle botteghe calatine che per secoli si sono tramandate sapienza artigianale e devozione popolare.

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11. CALTANISSETTA
Processione della Real Maestranza (Riti della Settimana Santa)

La città rivive la celebrazione della Passione di Cristo in un clima di intensa partecipazione collettiva e di fervore religioso secondo un rituale ed una simbologia che rappresenta l'espressione più tipica dell'anima popolare nissena.

La Settimana Santa nissena entra nel vivo il Mercoledì con l'originalissima processione della Real Maestranza: si tratta di una spettacolare sfilata di 400 persone delle più antiche corporazioni artigiane; a guidare la sfilata è il capitano eletto ogni anno tra i vari , rappresentanti delle categorie artigiane.

Vestito secondo la tradizione settecentesca, il capitano si fa carico del lutto e del dolore di tutti. Ma, comunque, l'appuntamento più significativo della settimana santa nissena è la sera del Giovedì Santo quando entrano in scena le Vare, ovvero I Misteri.

Sulle Vare vengono montati imponenti gruppi realizzati in legno, cartapesta e gesso; ogni gruppo, curato da una corporazione di artigiani, rappresenta un momento della Via Crucis. A tutt'oggi le Vare (o I Misteri) sono diciotto: la Cena che riproduce il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, l'Orazione nell'orto, la Cattura, il Sinedrio che comprende 12 personaggi radunati per decidere sulla sorte del Figlio di Dio, la Flagellazione, L'Ecce Homo, la Condanna, la Prima Caduta, il Cireneo, la Veronica, la Crocifissione, la Deposizione, la Pietà, la Traslazione, la Sacra Urna, L'Addolorata.

Ogni gruppo è accompagnato dalle bande musicali provenienti da ogni parte dell'Isola. Il Venerdì Santo è legato alla tradizionale processione del Cristo Nero, posto dentro un baldacchino dorato e portato a spalla dai fiati amari, i figli del popolo di scarsa fortuna. La Domenica di Pasqua chiede le celebrazioni dei riti della Settimana Santa.

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12. PIAZZA ARMERINA (EN)
Il Palio dei Normanni
(13-14 agosto)

Sfilata in costume d'epoca e Giostra dei Cavalieri che rievoca l'ingresso del Conte Buggero nella città nel 1062. Uomini e donne in costume d'epoca sfilano per le strade in corteo; la manifestazione si conclude con la Giostra del Saraceno cui partecipano dei cavalieri appartenenti a vari quartieri cittadini.

L'ingresso delle truppe normanne nella città antica avviene dall'attuale via Garibaldi ed il corteo, composto oltre che dalle milizie, dalla cavalleria e dai cavalieri dì giostra in rappresentanza dei quartieri della città, dal conte e dal suo séguito di paggi e palafrenieri, si dirige verso piazza Duomo.

Qui i rappresentanti della città, i dignitari e le rispettive dame, il Gran Magistrato e la Gran Dama attendono l'arrivo delle truppe ed all'arrivo di Buggero, annunziato da squilli di trombe e rulli di tamburi, il Gran Magistrato della città lo saluta assicurando la fedeltà di Piazza e gli dona le chiavi della Città. Il conte, accettato il dono, si reca a far omaggio alle dame sul palco e da qui assiste allo spettacolo degli sbandieratori.

Il giorno successivo le truppe normanne ed i cavalieri dei quartieri della città si recano al campo S. Ippolito dove si svolge il Palio, in tré prove, a cui partecipano i cavalieri rappresentanti i quartieri Monte, Castellina, Casalotto e Canali che dovranno affrontare quattro prove. Alla fine della giornata il corteo si ricompone e porta in trionfo per la città il Vessillo ed i vincitori.

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13. NICOSIA (EN)
Festa patronale di San Nicola (6 dicembre)

Vescovo di Mira, Nicola nacque verso il 270 nell'attuale Turchia. Il suo culto in Sicilia si deve, essenzialmente, ai bizantini e si diffuse oltre che a Nicosia anche a Gioiosa Marea, Palazzo Adriano e a San Marco d'Alunzio ed a molte colonie albanesi.

Comunemente raffigurato vestito da vescovo con tré globi d'oro, in occasione dei festeggiamenti a lui dedicati, vengono distribuiti, quale atto devozionale, i cosiddetti panuzzi di San Nicola.

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14. SIRACUSA
Festa patronale dì S. Lucia (13 dicembre) 

Manifestazione Lucia di Svezia (13-20 dicembre)
I festeggiamenti per la Santa si svolgono in forma sommessa e in tono molto devozionale. I preparativi della festa cominciano già alcuni giorni prima per addobbare con luminarie le strade dove dovrà passare il simulacro della santa. Sistemata su un fercolo la statua viene condotta a spalla da sessanta portatori guidati da un capo-portatore che indica loro, al suono di una campanellina, quando devono girare o fermarsi. Il fercolo è seguito da una carrozza imperiale tirata da quattro cavalli e scortata da cocchieri in livrea in cui, un tempo, vi trovavano posto le autorità austriache, e dai fedeli in costume d'epoca. Giunta alla Basilica di S. Lucia, la statua della Santa viene esposta per 8 giorni alla venerazione dei fedeli fino al giorno 20 in cui viene riportata nella cappella della Cattedrale. Anche in Svezia il 13 dicembre è un giorno solenne; già i Vichinghi festeggiavano il ritorno della luce dopo mesi di oscurità (il 13 dicembre cadeva, infatti, il solstizio d'inverno che segna la fine della lunga notte), Nel medioevo, nella regione di Varrnland una fanciulla, vestita di bianco e col capo cinto da una corona di luci, svegliava i dormienti offrendo una coppa di Malvasia in onore di S. Lucia. Solo nel 1927 tale festività ha assunto carattere nazionale con la proclamazione, attraverso un concorso, della Lucia di Svezia nel corso di una fastosa cerimonia che sì tiene a Skansen (Stoccolma) nel corso della quale avviene l'incoronazione di Lucia alla presenza dei reali di Svezia. Per ragioni : promozionali la Lucia di Svezia, viene invitata, ogni anno, a Siracusa dall'Azienda Autonoma di Turismo nel corso della Settimana Svedese in cui, tra le tante iniziative culturali previste nell'anno giubilare, si svolge la mostra La tradizione dei Presepi a Siracusa ed in Sicilia.

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15. NOTO (SR)
Festa patronale di S. Corrado (19 febbraio ed ultima domenica di agosto)

Nella ricorrenza della morte del Santo (19 febbraio) l'urna del Patrono viene portata in processione in tutto il paese, fin dentro i vicoli dei quartieri popolari. Il culto per S. Corrado si diffuse quando le sue reliquie, grazie all'intervento di papa Leone X, nel 1515, furono poste in un'urna d'argento ed esposte alla venerazione dei fedeli. La prima processione ebbe luogo nell'Antica Noto, nel 1525, prima della sua distruzione avvenuta a seguito dell'evento sismico del 1693. Dal 1643 S. Corrado viene festeggiato due volte l'anno, nella ricorrenza della sua morte (19 febbraio 1351) e l'ultima domenica di agosto quando la processione del Santo si esprime in tutta la sua spettacolarità dall'uscita dell'urna d'argento dalla Cattedrale, portata a spalla dalla confraternita di S. Corrado, al suo rientro con il rito della trasuta di San Currau (l'entrata dì San Corrado). È questo il momento più spettacolare della processione in cui si susseguono antichi e folcloristici riti tra gli applausi e l'incitamento dei fedeli. Durante la processione viene invocata la guarigione mentre i genitori portano i figli più piccoli a ridosso dall'urna per permetterne un contatto diretto ai bambini.

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16. RAGUSA Ibla
Festa patronale di S. Giorgio (ultima domenica di maggio) 

L'antica Hybla Heraia festeggia il suo giovane patrono S. Giorgio, di origine normanna, con una tradizione che risale al 1630 quando i giurati dì Ragusa lo elessero a patrono della città non tenedo conto ne di San Giovanni Battista ne di Santa Gaudenzia il cui culto aveva origini ben più antiche. In processione, per le vie della città, viene portata la santa cassa, conservata all'interno del Duomo a lui dedicato che, per l'occasione, viene addobbato con stendardi e varie luminarie mentre la statua del Santo viene posta al centro della chiesa perché i fedeli possano adeguatamente venerarla. La domenica pomeriggio, dopo la messa solenne, detta statua, invero non molto pesante, seguita dal corteo di fedeli e dalla banda musicale viene portata in processione al ritmo di danza e, di tanto in tanto, lanciata in aria e subito ripresa a volo. San Giorgio è raffigurato vestito da soldato con una lunga lancia pronta a colpire il drago ai suoi piedi. Prima di rientrare in parrocchia è invalso l'uso, negli ultimi anni, della visita di San Giorgio alla Parrocchia sede del suo antico rivale, San Giovanni Battista, patrono di Ragusa Superiore, rivalità nata dopo che il terremoto del 1693.

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RAGUSA Superiore
Festa patronale di S. Giovanni Battista (24 giugno)

Nella tradizione popolare la ricorrenza del 24 giugno solstizio d'estate e giorno della nascita di San Giovanni Battista, viene chiamata il natale d'estate per similitudine alla nascita di Gesù in corrispondenza del solstizio d'inverno, il 24 dicembre.

La festa liturgica del 24 giugno, giorno della nascita del Santo (è l'unico santo ad essere celebrato liturgicamente nel giorno della sua nascita), fu voluta dalla chiesa per contenere i tanti riti pagani che in quel giorno, solstizio d'estate, venivano praticati in onore di divinità varie. Uno dei tanti riti pagani legati alla festa di San Giovanni sopravvive, in forma solenne, ad Alcara Li Fusi, in provincia di Messina, in occasione della Festa del Muzzuni ma in tante altre località della Sicilia la vigilia della festa i giovani sono soliti danzare e saltare attorno ai cosiddetti fuochi di San Giovanni. Dopo la celebrazione liturgica con una messa solenne ha inizio la sfilata in processione dei carri raffiguranti alcuni episodi della vita del santo. Alla sfilata dei carri fa seguito la processione delle statue in cartapesta degli Apostoli mentre ai bordi delle vie percorse dalla processione vengono venduti dei pani, a forma di buccellati, per sostenere, almeno in parte, le spese della manifestazione.

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17. MESSINA
Festa patronale della Madonna della Lettera (maggio)

II pomeriggio del 3 giugno la statua della Madonna della Lettera, fusa a Roma verso la fine dell'800 da Pietro Calvi su sculture del messinese Lio Gangeri, posta su un'artistica vara d'argento viene portata in processione.

Mentre la mano destra è alzata a benedire, nella sinistra la Madonna stringe una copia della lettera (spedita ai messinesi) mentre il Capello con cui la lettera era pervenuta legata ai messinesi è collocato in una pisside. Alla processione oltre all'immensa folla di fedeli partecipa il sindaco e tutte le autorità civili e militari

LA LETTERA DELLA MADONNA (Tra storia e tradizione)
Intorno al 40 d. C. a Messina giunse San paolo per predicarvi il Vangelo e trovò la popolazione ben disposta a lasciarsi convenire. Forse echi della nuova religione erano giunti in precedenza portati a Messina, allora crocevia di intensi traffici soprattutto con il medio oriente, dai numerosi mercanti che vi approdavano. San Paolo, quindi, trovò un terreno già preparato ad accogliere ciò che lui si accingeva a seminarvi. Comunque sia, ben presto tutta la città si conventi al Cristianesimo e quando, a metà del 42, San Paolo si accinse a far ritorno in Palestina lo accompagnò una delegazione di ambasciatori che si spinse fino a Gerusalemme dove venne presentata alla Madonna. Fu allora che Maria, nel congedarsi dai legati, diede loro una lettera,' da consegnare ai concittadini, in cui si dichiarava protettrice di Messina.

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MESSINA
Sfilata dei Giganti Mata e Grifone (12-14 agosto) 

I Giganti di Messina, detti con voce popolare 'u Gilanti e 'a Gilantissa, sono Mata e Grifone. Sarebbero stati loro a fondare la città per quanto tale ipotesi non abbia alcuna rispondenza storica. Molto più verosimilmente i due personaggi avrebbero fatto la loro comparsa nella storia cittadina nel corso della dominazione araba. Ed il Gigante sarebbe stato, appunto, un principe musulmano che avrebbe sposato la Camarota per mettere pace nella città appena conquistata ed ancora riottosa al nuovo giogo.

Altrettanto imprecise sono le origini della passeggiata che tutt'oggi Mata e Grifone compiono a Messina dal 12 al 14 agosto.

Il primo giorno, quasi in forma privata, la coppia regale, convenientemente agghindata, esce dal deposito dove vive per il resto dell'anno e si reca nella vicina Camaro in omaggio alle origini di lei. Il giorno successivo il corteo, preceduto e seguito da gruppi folcloristici e da bande musicali, percorre la zona sud del centro cittadino fino alla sede municipale.

Il 14 agosto, ancora una passeggiata, ma questa volta nella zona nord della città con ritorno a largo Minutoli dove i Giganti rimarranno sino alla fine di agosto, nel ricordo dell'antico festino che una volta si svolgeva a Messina.

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18. MONREALE (PA)
Festa patronale del SS. Crocifisso
(maggio) 

La Festa del Crocifìsso viene celebrata con grande fervore, ininterrottamente, dal 1625, sia dai monrealesi che dagli abitanti dei comuni vicini.

Un comitato permanente provvede, annualmente, all'organizzazione dei festeggiamenti a cui partecipa anche l'amministrazione comunale con un contributo in denaro.

Secondo una vecchia leggenda il Crocifisso giunse a Monreale dopo essere stato recuperato da una nave turca, da parte di. alcuni mercanti siciliani.

La Croce, che attualmente sosta nella 600esca Chiesa della Collegiata, è ricoperta da sette veli di cui cinque rappresentano alcuni passi della Passione del Cristo.

Il momento clou dei festeggiamenti si ha con la calata dei veli quando i fedeli si raccolgono in preghiera alla caduta di ogni singolo velo fino a quando, con la caduta dell'ultimo velo, compare il Crocifisso, in un momento di forte commozione religiosa.

Il Crocifisso è portato in processione per le vie del paese da una confraternita che si tramanda tale diritto da padre in figlio. Una particolarità di tale festa è la distribuzione dei fiori che ornano la Croce, ritenuti miracolosi e, talvolta, mangiati credendo nelle loro ' proprietà taumaturgiche. Tale usanza è legata ad un episodio occorso all'arcivescovo Veniero che guarì dalla peste mentre celebra messa. Ai piedi della Croce che stava sull'altare erano sparsi abbondanti fiori, specialmente rose. 

MONREALE (PA): Settimana di Musica Sacra (novembre) 

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19. CARINI (PA)
Festa patronale del SS. Crocifisso
(14 settembre) 

Alle ore 21,00 dalla Chiesa Madre prende il via la Processione con il simulacro del Cristo che attraversa le principali strade del centro seguendo un rituale percorso, accompagnata dalla banda municipale. Dopo una breve sosta presso la chiesa di San Lorenzo seguita da una folla di fedeli e turisti e verso mezzanotte fa ritorno alla Chiesa Madre.

CARINI (PA): «Presepe Vivente al Castello (dicembre) 
Il Presepe verrà realizzato all'interno del Castello mentre negli ambienti limitrofi saranno rappresentati gli antichi mestieri delle casalinghe e degli artigiani, facendo in tal modo rivivere l'antico borgo medievale.

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20. MARSALA (TP)
Processione dei Misteri Viventi di Marsala
(Riti della Settimana Santa)  

Si articolano mediante personaggi umani che, in vari quadri, rappresentano le fasi (i Misteri) della Passione di Nostro Signore. La processione prende il via dalle Casazze, vecchi edifici genovesi che già nel 1260 ospitavano le confraternite che, in occasione della Passione di Cristo, sfilavano flagellandosi.

Il Giovedì Santo, gli otto gruppi che compongono i Misteri, sfilano per le vie della città secondo un itinerario ormai tradizionale. La processione si conclude con la rappresentazione della Passione e Morte di Cristo e della sua Resurrezione.

Elemento caratterizzante di questa manifestazione è la sfilata delle Veroniche, giovinette elegantemente vestite e, letteralmente, ricoperte di ogni sorta di gioielli.

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