
ALCUNI NUMERI DELLE OASI WWF:
sono 124 aree per circa 37.000 ettari di territorio
protetto. Per la gestione il WWF ha incarichi o convenzioni
con lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e con i
privati. In molte regioni rappresentano esperienze importanti
o uniche di gestione. Proteggono 32 habitat giudicati
meritevoli di conservazione da parte della Comunità Europea.
Proteggono 80 km di spiagge. Gestiscono il sistema di aree
umide più esteso e complesso d'Italia. Molte le oasi forestali
che proteggono gli ultimi tasselli di boschi planiziali e
idrofili e parti importanti di foreste mediterranee, come
quella di Monte Arcosu. Sono un rifugio importante per molte
specie: dal cervo sardo alla lontra, dal lupo al pelobate
fosco, dal capovaccaio alla rosalia alpina, dalla ninfea
bianca alla vallonea, dall'orchidea palustre alla stella
alpina appenninica.
Per ulteriori informazioni alla stampa:
Ufficio stampa WWF Italia, Sara Bragonzi tel. 0283133233- 329
8315718 s.bragonzi@wwf.it
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LA STORIA CI INSEGNA CHE
La Natura è stata spesso stimolatrice di pensieri e
riflessioni filosofiche, psicologiche e pedagogiche. Da
Rousseau a Bateson, Morin passando per Dewey, tanto per citare
solo alcuni pensatori, l’ispirazione proviene dalla Natura,
che attrae, suggerisce, insegna. La percezione della Natura o
la sua osservazione o la sua interpretazione hanno portato
all’elaborazione di teorie che furono e sono fondamentali per
il cambiamento e l’innovazione in campo educativo, psicologico
e comunicativo.
In pieno settecento, periodo di rigide
prescrizioni educative e di poca attenzione per l’infanzia,
Rousseau, postulava la necessità di lasciare che l’individuo
seguisse i propri istinti, inclinazioni, attitudini, poiché
esso è “buono” per Natura. Questa è vista anche come maestra
esterna all’individuo che insegna, corregge, aiuta. Questa
concezione, che a noi oggi può sembrare ingenua, allora aprì
nuove strade rispetto al rapporto educativo. Un altro passo
avanti fu fatto da Dewey, per il quale è determinante il
“rapporto”, la “relazione” con le condizioni ambientali, che
rendono l’educazione “attiva” proprio perché, questa si adegua
al rinnovarsi continuo di esse. La realtà, infatti non è un
tutto uniforme e immutabile, presenta fattori di cambiamento
continuo. Una buona educazione deve evidenziare questi
elementi e dichiarare che il rapporto tra uomo ed ambiente
naturale e sociale è incerto e soggetto a cambiamento. Ciò che
fa crescere e che “educa” è l’atteggiamento di “ricerca” che
costantemente dovrebbe guidare il percorso educativo. In ogni
suo scritto Dewey critica la scuola delle nozioni, ripetitiva
e astratta, proponendo invece una scuola pubblica e aperta,
democratica e libertaria, collegata con la vita.
Bateson, definito da alcuni “filosofo
naturale”, introdusse il concetto di “complessità” , di
“ecologia della mente” e di “ecologia estetica”. Temi su cui
occorre ancora riflettere seriamente per elaborare una cultura
dei limiti e delle responsabilità, sempre più urgenti per
riuscire ad affrontare i numerosi ed incombenti problemi
ambientali attuali. Morin approfondisce il concetto di
complessità, mutuandolo dalle scienze ecologiche e
traducendolo in campo educativo con una “democrazia cognitiva”
in cui i vari saperi si incorporano in un processo non
sommativo, bensì di organizzazione, in cui la complessità e
l’unitarietà dell’essere umano vengano riconosciute appieno.
Educare significa educare ad affrontare le incertezze, si
devono insegnare le strategie per affrontare i rischi,
l’inatteso e l’incerto. Infine occorre educare alla
comprensione, poiché è necessario per la nostra sopravvivenza,
in quanto la condizione umana consiste nell’essere
contemporaneamente individuo, specie e società.
PERCHE’ ANCHE OGGI LA NATURA FA SCUOLA ?
La natura è la migliore delle scuole, perché offre
opportunità illimitate a chi, educatore o insegnante, voglia
affrontare il rapporto educativo. E’ un ottimo campo di
indagine, di ricerca, di esperienze, ambito dove poter
esercitare e potenziare la sensorialità, la percezione,
l’operatività; può diventare luogo di relazioni, luogo
motivante, luogo di curiosità, di autonomia, di dialogo
interiore con il sé e LA NATURA E’ LA MIGLIORE DELLE SCUOLE di
dialogo con l’altro; si propone come spazio di suggestioni
poetiche, di sentimenti, stimolatore di emozioni.
La natura, in quanto sistema complesso, è il
banco di prova per eccellenza per studiare le relazioni che la
caratterizzano. Queste assumono un ruolo fondamentale per la
comprensione e il cambiamento. Nel loro continuo evolversi,
fan sì che la conoscenza superi gli stereotipi, diventando
fattore di crescita critica. Non solo, la Natura, in quanto
sistema, diventa sia ambito di studio di tante discipline
diverse sia stimolatrice di percorsi con finalità
transdisciplinari fortemente educative. Inoltre è la migliore
maestra per ottenere “saperi”adatti per il futuro. La natura
stimola il pensiero e le strategie d’azione per il futuro
nell’ottica di un cambiamento di stili di vita sostenibili. Lo
spettacolo della natura offre paesaggi, rumori, o silenzi,
profumi, colori e suoni che stimolano la creatività,
facilitano le intuizioni, creano i presupposti per ‘liberare’
la mente. Il rapporto di conoscenza, di studio, di attenzione
verso la natura stimola le istituzioni, comprese quelle
scolastiche, all’uso di strategie e di discipline che possano
dare strumenti per affrontare il rischio, l’incertezza, per
prevenire, proprio perché “si conosce” , per gestire, in
quanto “ci si pone in atteggiamento umile” di ascolto e di
attenzione, per essere preparati anche psicologicamente ad
affrontare problemi e disastri. La natura stimola il confronto
tra istituzioni, perché solo in un’ottica di partecipazione,
collaborazione, condivisione si possono affrontare le
emergenze presenti e future.
LE OASI WWF PER L’EDUCAZIONE AMBIENTALE
Oltre a conservare la biodiversità e a rappresentare
modelli di gestione di are protette le Oasi e i rifugi del WWF
svolgono un altro ruolo essenziale: quello dell’educazione e
sensibilizzazione ai temi ambientali, ed in particolare quelli
legati alla vita selvatica. Non e’ un compito facile, ma e’
una delle componenti piu’ importanti: l’educazione
all’ambiente e la diffusione dei temi della conservazione sono
alla base della buona gestione di un’area protetta. Sono
migliaia i giovani che in questi anni hanno potuto conoscere
il ‘lavoro sul campo’ del WWF e vivere i primi contatti con la
natura, partecipando alle attivita’ didattiche o di soggiorno.
L’educazione ambientale, da oltre 30 anni, è ‘pane quotidiano’
nella gestione delle Oasi che rappresentano aree formidabili
per le scuole come campo di studio e di avvicinamento alla
natura.
Le aree sono organizzate e strutturate per
facilitare il contatto diretto con la natura tra i visitatori,
in particolare i più giovani. In 120 Oasi sono presenti
percorsi-natura (con pannelli, bacheche e altre strutture
didattiche), 60 sono dotate di Centri visita, dove poter
raccogliere informazioni sugli habitat e le specie dell’area
ma anche sull’intero sistema delle Oasi, 17 sono le
foresterie, 15 i Giardini (dove vengono inseriti cespugli o
siepi che richiamano le farfalle) o gli orti botanici, dove
vengono coltivate piante rare (ad esempio orchidee) o
riprodotti i principali ambienti vegetali italiani. Nelle Oasi
vi sono anche 7 aree faunistiche dove vengono allevate specie
rare e rappresentative (come capriolo, lontra, cervo sardo)
per progetti di reintroduzione e per offrire ai visitatori un
contatto diretto con la vita selvatica. In molte aree gestite
dal WWF sono stati acquisiti e restaurati complessi
monumentali di grande valore: torri, casali, masserie, malghe,
cascine. Queste strutture sono state recuperate e adibite a
Centri visita (in tutto sono 60) o Musei delle Oasi: 14 le
piccole strutture museali presenti.
Sono quasi 200.000 i bambini e i ragazzi che
ogni anno visitano le Oasi del WWF. 18.500 gli alunni dei
Panda Club (le classi iscritte al WWF) che si sono recati
almeno una volta nelle 19 Oasi maggiormente impegnate nei
programmi di educazione ambientale (come Burano, Orbetello,
Monte Arcosu, Macchiagrande, Valle Averto, Vanzago, Le Cesine
ecc). Vi hanno svolto attivita’ didattico/formative, settimane
verdi, o semplici visite guidate di mezza giornata. Molte Oasi
WWF sono anche sede di campi avventura per ragazzi e bambini,
nell’ambito delle proposte di turismo sostenibile che il WWF,
attraverso Panda Avventure o altre agenzie o cooperative
locali, realizza da oltre vent’anni. Nel 2004 circa 60.000
alunni di circa 2.500 classi hanno svolto attivita’ di
educazione ambientale nei Centri di educazione ambientale del
WWF (alcuni all’interno delle Oasi), centinaia i docenti ed
educatori coinvolti nelle attivita’.
ALCUNI PROGETTI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
NELLE OASI
Sono le Oasi “cittadine” di Palo (vicino Roma) di Miramare
(Trieste) e del Cratere degli Astroni le mete piu’ frequentate
dai bambini e ragazzi dei Panda Club, le classi iscritte al
WWF che seguono specifici programmi di educazione ambientale.
L’Oasi di Palo laziale, nel comune di Ladispoli, ha ospitato
nel 2004 oltre 3.500 alunni soprattutto delle medie inferiori.
3.400 invece gli alunni dei Panda Club che lo scorso anno
hanno visitato l’Oasi napoletana “Cratere degli Astroni”.
Scuole di ogni ordine e grado hanno seguito seminari,
escursioni guidate nel territorio dell’Oasi e nel Parco
Regionale dei Campi Flegrei, corsi monografici su tematiche
naturalistiche. L’Oasi degli Astroni è teatro del progetto
“Giovani esploratori del bosco”, rivolto ai soci Junior dai 6
agli 11 anni e articolato in laboratori che si svolgono in
primavera, e che comprendono attività di esplorazione,
osservazione, raccolta e catalogazione di reperti, attività
ludiche e di laboratorio (grafico-pittoriche, manipolative).
Il Centro di Educazione all’ambiente marino della Riserva
naturale marina di Miramare è da anni la sede di programmi di
educazione ambientale legati alla conoscenza dell’ambiente
marino, caratterizzati da una modularità che consente agli
operatori del CEAM di organizzare le attività di
approfondimento in base al tempo che la classe ha a
disposizione e all’età degli alunni: visita al centro,
soggiorni residenziali, settimane azzurre alla base dei
progetti. Durante il periodo estivo nella riserva si
realizzano Campi avventura, soggiorni estivi per adolescenti
con attività di snorkeling nelle acque della riserva ricche di
specie di pesci e invertebrati. Oltre 7.150 le presenze di
turismo scolastico nell’anno 2003.
Un migliaio i ragazzi soprattutto delle elementari e medie che
la scorsa primavera hanno partecipato alle attività nell’Oasi
WWF di Policoro, in provincia di Potenza. Durante le visite i
ragazzi hanno avuto modo di conoscere l’impegno dei volontari
in favore della fauna selvatica: l’Oasi accoglie infatti un
Centro di Recupero fauna selvatica, la cui osservazione è
stata inserita nel progetto “Educazione alla tutela della
biodiversità e protezione dell’ambiente costiero e delle
tartarughe marine”.
Il rifugio WWF del Bosco di Alvisopoli svolge attività di
educazione ambientale da oltre 10 anni, anche se solo nel 2000
viene ufficialmente istituito il Centro di Educazione
ambientale, grazie al contributo della Provincia di Venezia:
le proposte per le scuole, che ogni anno coinvolgono circa 900
studenti, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, vanno
verso la conoscenza del territorio affrontato per temi quali
il bosco, il fiume, le zone umide, la spiaggia e i rifiuti
attraverso, soprattutto per i più piccoli, attività di
animazione.
Nell’Oasi marchigiana Ripa Bianca di Jesi le proposte
educative del CEA, prevedono anche programmi per la fascia di
età 5-7 anni legati all’elemento fantastico come sfondo
facilitatore dell’apprendimento. I programmi “Alla scoperta
del regno magico di acquazzurra” “Capitan natura a caccia dei
tesori..sotto-nascosti” che prevedono percorsi
multisensoriali. Dedicata soprattutto ai bambini di età
compresa tra i 3 e i 6-7 anni i programmi di educazione
ambientale realizzati nell’Oasi blu Scogli di Isca, che nei
mesi di marzo-giugno 2004 hanno ospitato più di 800 bambini e
ragazzi di ogni ordine e grado. Gli animali marini abitatori
dell’area protetta marina sono diventati così protagonisti di
favole: Bernardo il paguro, Bruna la cernia, Paolo il polpo
vengono impersonati dagli animatori con ilo supporto delle
marionette.
Le attività di educazione ambientale presso
l’Oasi di Cà Brigida Verucchio di Rimini, dove è stato
allestito anche un museo naturalistico, sono da sempre
obiettivo primario della sezione riminese. Alla base dei vari
progetti didattici l’idea di una didattica attiva attraverso
l’impiego di simulazioni, ricerca-azione, esperienze concrete
e riflessioni. Sono nati cosi progetti quali la poesia
dell’albero e la natura in concerto o “Suoni nella notte”,
laboratori portati avanti grazie ad un percussionista che
utilizza mezzi “classici” e naturali.