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 Parchi e riserve in Sicilia

 

 

 

Bosco di Aglisotto, Pioppo (Palermo)

ID: 17
Denominazione Riserva: Riserva Naturale Orientata "Biviere di Gela"
Provincia: CALTANISSETTA
Ente Gestore: L.I.P.U.
Sede Riserva: C/O Strada Provinciale N.51 Gela-Scoglitti, Casella Postale n. 150 - 93012 GELA (CL), SICILIA
Tel / fax: Tel. Uffici 3456612743 - Cell. 3455755044 - Fax 09331936017
e-Mail: direttore@riservabiviere.it; lipugela@hotmail.com
web: www.riservabiviere.it
Direttore: Sig. Emilio Giudice
Referente:  
Descrizione: Testi di Valerio Cimino (WWF) - Il Lago Biviere di Gela è oggi, dopo la distruzione di altre importanti zone umide, il più grande lago costiero ed una delle più importanti zone umide della Sicilia. E' situato a circa 8 Km ad est dell'abitato di Gela. Riceveva le acque del fiume Dirillo, oggi convogliate alla diga di Ragoleto al servizio dell’industria chimica, mentre l’altro suo immissario, il torrente Valle Torta, è spesso prosciugato dalla siccità. Lo specchio d'acqua ha una superficie di circa 120 ettari ed ha un origine del lago Biviere è molto antica (Pleistocene): si tratta dell'ultimo lembo della palude che si estendeva tra il rilievo di Manfria e i primi contrafforti del tavolato Ibleo. L'orografia della zona permette ancora oggi di riconoscere il tombolo che si estendeva tra la foce del fiume Gela e quella del Dirillo. Una palude creata da un tombolo costiero che ha isolato un braccio di mare. Il Biviere, che allora era chiamato "Stagno Gelonio" oppure "Lago Cocanico", è citato come l'unico lago della piana di Gela dagli storici e scienziati romani Plinio il vecchio (II sec. d.C.). La cronaca riporta anche una serie di interventi volti alla tutela di questo ambiente: l'inserimento del lago Biviere in un elenco di aree di speciale protezione per la conservazione degli uccelli acquatici predisposto dal Consiglio d'Europa, il divieto di caccia, la dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'Ass. Reg. ai Beni Culturali ed Ambientali e alla Pubblica Istruzione, l'inserimento tra le zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar grazie alla presenza nella zona di contingenti elevati di popolazione migratoria di Mignattaio (Plegadis falcinellus) e di Spatola (Platalea leucorodia). La Fauna L'importanza del Biviere è dovuta alla avifauna migratoria e nidificante ed alla, poco studiata, popolazione di insetti tra cui spiccano alcuni coloratissimi Odonati (libellule) e alcuni Ditiscidi (Coleotteri acquatici). Lo specchio d'acqua è preferito da Moriglioni (Aythya ferina), Morette tabaccate (Aythya nyroca), Germani reali (Anas platyrhyncos), Fischioni (Anas penelope), etc. Le zone paludose ospitano gli "uccelli di ripa" come il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) (nidificante), l'Avocetta (Recurvirostra avosetta), la Pittima reale (Limosa limosa) la rara Pernice di mare (Glareola pratincola). Sono state osservate anche alcune specie rare come il Gabbiano roseo (Larus genei), il Gabbiano corso (Larus audouinii), la Volpoca (Tadorna tadorna), il Piro piro fulvo (Tryngites subruficollis), il Piro piro terek (Xenus cinereus), lo Svasso collorosso (Podiceps grisegena), il Chiurlottero (Numenius tenuirostra), il Fenicottero (Phoenicopterus ruber), il Fistione turco (Netta rufina) dal becco rosa e, da poco tempo, anche il Cigno reale (Cygnus olor). Regolarmente vi svernano l'Upupa (Upupa epops), la Spatola, il Chiurlo maggiore (Numenius arquata), il Totano moro (Tringa erythropus), la Pettegola (Tringa totanus), la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Beccaccino (Gallinago gallinago), il raro Frullino (Lymnocryptes minimus), il Falco di palude (Circus aeruginosus), il Pettazzurro (Luscinia svecica). Il Biviere di Gela è il primo approdo per i migratori provenienti dal sud e rappresenta quindi un luogo di sosta privilegiato. Uccelli di passo sono i ciconiformi come la bianca Garzetta (Egretta garzetta), l'Airone cenerino (Ardea cinerea), l'Airone rosso (Ardea purpurea), la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) ed anche alcuni rapaci come i poco comuni Falco pescatore (Pandion haliaetus) e Gufo di palude (Asio flammeus). Nella zona di Gela vi è stata una della rare osservazioni nel periodo estivo di Biancone (Circaetus gallicus), un rapace che si nutre principalmente di rettili. Un'altra presenza interessante è la Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto) che nidifica persino nel centro urbano di Gela mentre fino a poco tempo fa era considerata una visitatrice accidentale con sole due osservazioni a Linosa e Pantelleria. Tra gli anfibi ricordiamo il Discoglosso (Discoglossus pictus), un anuro fino a qualche tempo fa molto diffuso ma oggi sta diventando sempre più raro anche per la competizione con la Rana Verde (Rana esculenta s.l.) ed il Rospo comune (Bufo bufo). Molti e interessanti sono gli insetti che popolano il Biviere e tra questi assumono particolare rilievo gli Odonati e i Ditiscidi. Le libellule sono diurne, lunghe fino a 15 centimetri, dai colori che vanno dall'azzurro al nero al rosso. In primavera è possibile vederle volare accoppiate a formare la sagoma di un cuore. Presso il Biviere sono state ritrovate un terzo delle specie di libellule presenti in Sicilia ed anche specie endemiche ed africane. I Ditiscidi sono, invece, dei Coleotteri perfettamente adattati all'ambiente acquatico, nuotano velocemente mentre a terra sono piuttosto lenti. Vivono solo in acque poco profonde, vicino alla riva, e in specchi di acqua ferma. Sono dei predatori, molto numerosi sia dal punto di vista qualitativo (più di 30 specie) che quantitativo. La Flora La vegetazione del lago Biviere è quella caratteristica degli ambienti palustri. Nell'acqua vegetano il Ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum), la Brasca delle lagune (Potamogeton pectinatus) e la Brasca comune (Potamogeton natans). Quest’ultima preferisce le acque profonde ed è perciò meno visibile. Queste piante indicano che le acque del lago hanno un bilanciato apporto in nutrienti (oligotrofiche). Lungo le rive ritroviamo la Lisca maggiore (Typha latifolia) (oggi quasi scomparsa), la Lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris), la Cannuccia di palude (Phragmites australis) ed anche la Lisca marittima (Bolboschoenus maritimus), caratteristico di ambienti salmastri. Le variazioni artificiali e brusche del livello delle acque hanno un influenza negativa su tutte le specie legate all'acqua. Attorno al lago esiste un'abbondante vegetazione a Tamerici (Tamarix sp.) sia in forma arbustiva che arborea, che ospita i nidi di Pendolino (Remiz pendulinus), di Nitticora (Nycticorax nycticorax) e di svariati altri uccelli. La tutela e l'uso Il Biviere è una delle zone naturalisticamente più interessanti della Sicilia, ma la eccessiva vicinanza al centro abitato di Gela rende difficile la protezione dell’ecosistema e la riduzione dell’impatto antropico. Gran parte dell'area è di proprietà demaniale quindi potrebbe essere tutelata efficacemente. Il Consorzio di Bonifica della Piana di Gela che gestisce le acque potrebbe garantirne un livello costante evitando i danni alla zona ecotonale, cioè quella fascia di transizione tra ambienti sommersi ed emersi che è la più ricca di specie animali e vegetali. L’area presenta notevoli potenzialità turistiche che andrebbero valorizzate creando appositi sentieri e punti di osservazione della fauna. Il "Piano di Risanamento ambientale dell'Area ad alto rischio di Crisi ambientale di Gela", approvato di recente, prevede un intervento di risanamento ambientale del Biviere di Gela. Si auspica, pertanto, l'estensione dell'area protetta anche alle zone dunali e retrodunali (i cosiddetti "macconi") ricchissime di fauna e flora.

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