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 Parchi e riserve in Sicilia

 

 

 

Bosco di Aglisotto, Pioppo (Palermo)

ID: 9
Denominazione Riserva: Riserva Naturale Integrale "Monte Conca"
Provincia: CALTANISSETTA
Ente Gestore: C.A.I. - Club Alpino Italiano
Sede Riserva: Via Pietro Nenni 4, 93010 Milena (CL)
Tel / fax: tel /fax 0934933254
e-Mail: riserva.monteconca@infoservizi.it
web: www.riserva.m.conca.it
Direttore: Sig. Vincenzo Biancone
Referente:  
Descrizione: Testi di Valerio Cimino (WWF) - Il monte Conca è l’unica Riserva Naturale già istituita in provincia di Caltanissetta. E’ un rilievo calcareo sito presso Campofranco non molto elevato (437 m s.l.m.). la cui origine geologica risale al periodo Messiniano (Miocene superiore), circa 5-6 milioni di anni fa, come quella di tutte le formazioni dell' "altopiano solfifero gessoso" che interessano una vasta area che va dal fiume Imera meridionale al fiume Platani. Il massiccio gessoso del monte Conca poggia su argille impermeabili di formazione più antica. Il versante nord, dalle pareti verticali, è lambito dal fiume Gallo d'oro che pochi chilometri più avanti si immette nel fiume Platani. Un'antica strada lastricata percorre la base del rilievo fino ad un ponte sul fiume, crollato di recente. Si tratta di una struttura seicentesca che ha inglobato una struttura più antica, forse di epoca romana. M. Conca ospita anche dei resti neolitici e dei fortilizi medievali. La Fauna e la Flora Il monte, per la sua struttura geologica e per la pendenza dei suo versante nord, non è coltivato ma è coperto da una fitta vegetazione spontanea prevalentemente erbacea ed arbustiva. Sparsi qua e là pochi Olivi (Olea europaea) e qualche Mandorlo (Prunus dulcis). In primavera fiorisce la bianca infiorescenza dell’orchidea spontanea "Uomo nudo" (Orchis italica) per la forma dei suoi piccoli fiori, e la Damigella (Nigella sativa) dai caratteristici grandi fiori violacei. Molto comune è l'Euforbia (Euphorbia sp.) ed il Tagliamani (Ampelodesmos mauretanica). Oltre a questi, tantissimi altri fiori colorano le ripide pendici del monte: il rosso Papavero (Papaver rhoeas), la Bocca di leone (Antirrhinum siculum), la Perlina minore (Bellardia trixago), le coloratissime margherite (Asteraceae), lo spinoso Tarassaco (Taraxacum officinalis), ed altri. Le rive del fiume sono invece accompagnate dai Tamerici (Tamarix africana) e dalle Cannucce di palude (Phragmites australis) che ospitano i nidi di Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus). Si sente incessante il soave canto dell'Usignolo di fiume (Cettia cetti) e, a tratti, il ritmico trillo del minuscolo Beccamoschino (Cisticola juncidis), mentre dai Tamerici il Pendolino (Remiz pendulinus) lancia il suo fischio. Sulle pareti più alte e inaccessibili nidifica la Poiana (Buteo buteo), mentre nei dintorni è presente il Gheppio (Falco tinnunculus). Le grotte La caratteristica più rilevante di monte Conca sono le sue grotte. Il rilievo presenta una struttura monoclinalica costituita da vari strati gessosi a cui sono intercalati calcari. La roccia calcarea è interessata da grotte e cavità. Due di queste sono cavità pseudocarsiche o grotte tettoniche formatesi lungo discontinuità della massa rocciosa per fratturazione o fessurazione. Una terza grotta è sospesa sulla parete nord ad una cinquantina di metri sopra il livello del fiume. Si tratta probabilmente di un antica risorgenza (Paleorisorgenza) cioè una cavità da cui emergeva una sorgente. E' costituita da una galleria quasi orizzontale non completamente esplorata. Le grotte principali sono l'"Inghiottitoio" e la "Risorgenza" (detta anche "Grotta di Carlazzo") che costituiscono un sistema idrico interno al monte attualmente attivo. L'acqua viene raccolta, nelle stagioni piovose, dall'inghiottitoio situato a sud e sgorga, a nord, dalla risorgenza, perennemente attiva. Ciò fa pensare che la risorgenza non sia alimentata esclusivamente dall'inghiottitoio. L'inghiottitoio è ubicato sul versante sud al termine di una valle cieca, inizia con una galleria rettilinea ed orizzontale a cui seguono quattro "Pozzi" che giungono ad una profondità di circa 100 metri, quindi la galleria torna orizzontale e, dopo 400 metri, termina con un sifone non percorribile popolato da Anguille (Anguilla anguilla). Nella zona dei pozzi sono presenti delle Stalagmiti. La risorgenza si apre sul versante nord, presso un'ansa del fiume Gallo d'oro. E' interessata da una falda perenne che in passato veniva utilizzata attraverso un pozzo sito presso lo sbocco. Si trova ai piedi di una parete rocciosa dove si verificano frequentemente frane di crollo, al di sotto della Paleorisorgenza. La falda sgorga al contatto fra i gessi e le argille impermeabili su cui poggia. La cavità è costituita da due gallerie sovrapposte. Quella inferiore è attraversata dalla falda acquosa e non è transitabile ma si ricongiunge alla superiore nell'ingresso, attraverso un laghetto e alla fine tramite un pozzo poco profondo. La galleria superiore è percorribile, ha un andamento curvilineo ma sullo stesso livello ed è lunga 250 metri. La sezione della grotta è a "8", a causa della fusione di due condotti circolari. Termina con una fessura impraticabile ma percorsa da una corrente d'aria. Conclusioni Le grotte di monte Conca sono state studiate dal Gruppo Speleologico del Club Alpino Italiano di Palermo che ne ha disegnato le sezioni e che è stato individuato dalla regione Siciliana come Ente Gestore della riserva. La visita delle grotte suddette presenta dei rischi e difficoltà per i non esperti in speleologia e rende necessario l'uso di attrezzature specialistiche. Monte Conca merita comunque una visita per lo stupendo e vario paesaggio che offre. Può essere piacevole passeggiare lungo la strada antica, ormai ridotta a viottolo che percorre la montagna alla base.

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