Premessa
La ricchezza che può
essere attribuita al territorio, per la quale suscita
interesse nella mente dell'uomo, non è solo derivata dai
minerali più o meno pregiati di cui sono costituite le rocce
o dalle bellezze paesaggistiche della natura, o dalla somma
di industrie ed opere d'arte che ornano monumenti, chiese,
collezioni private e musei, essa è costituita anche da
ambienti naturali ed opere architettoniche sotterranee che,
celati agli occhi dei più come in uno scrigno, sono in
attesa che qualcuno possa aprirlo per acquisirne e
divulgarne tutta la loro preziosa valenza. Parte di questa
ricchezza quindi, pur conservandosi a poca distanza dal
nostro ambiente e talvolta proprio sotto i nostri piedi, non
sempre è valutata, poiché, per motivi solo di conoscenza non
è esposta alla "luce" dell'interesse umano.
Parliamo di un'eccezionale
opera sotterranea di "ingegneria idraulica", genericamente
denominata "Qanat" che in varie regioni del pianeta terra,
soprattutto asiatiche e mediterranee, dove si è sviluppata
in forma più estesa, ha permesso di intercettare la falda
acquifera, prelevarne l'acqua e trasportarla verso lontane
zone di utilizzo per usi irrigui e potabili, senza la
preoccupazione dell'evaporazione e favorendo così le
coltivazioni agricole in ambienti quasi proibitivi per la
temperatura e l'irradiazione solare.
L'opera architettonica si
è resa possibile, poiché la roccia inglobante è composta
prevalentemente da calcarenite o da tufo vulcanico, ossia
rocce sedimentarie poco consistenti e permeabili, facilmente
lavorabili attraverso l'uso di particolari arnesi a forma di
zappette. L'ampliamento e lo sviluppo di tali ambienti anche
se ricavati a diversi metri di profondità è stato facilitato
dal sistema piuttosto rapido di lavorazione, che ha permesso
di seguire a ritroso anche piccoli flussi ma non mancano
esempi di gallerie scavate in rocce calcaree molto più dure
o come si può notare nell'ultima cavità esplorata in rocce
di tipo conglomerato di ciottoli e sabbia, queste però meno
resistenti, pericolose ed a rischio di frana .
Prenotare
una visita chiamare il CAI Palermo
Tel/Fax 091 329407 - palermo@cai.it
Qanat, arte e cultura
Il volume da
cui sono stati tratti i testi presenti in questa sezione,
con l'autorizzazione della presidenza del Club Alpino
Italiano, sezione di Palermo.
Il volume è consultabile presso la sede
del CAI.