Chador, imam e harem: tre parole chiave per capire
l’Iran di oggi, Paese che è passato dal regime filo-occidentale dello
Scià a quello della rivoluzione islamica di Khomeini, che ha imposto una
repubblica fondata sulla teocrazia islamica. Oggi l’Iran è sotto gli
occhi del mondo per le molte tensioni politiche di cui è oggetto dentro
e fuori dai propri confini e in particolare per la corsa al riarmo
nucleare. Per due anni, Marcella Croce ha osservato con attenzione
l’Iran, Paese sul quale in realtà si continua a essere molto
disinformati, raccogliendo notizie di prima mano nel vasto territorio
ancora ignoto che si stende «oltre il chador». Come si sopravvive nella
repubblica islamica? È piuttosto semplice: anche i musulmani ferventi
(persino molti mullah) non amano affatto le imposizioni governative e
scavano un abisso più o meno profondo fra il mondo della propria
famiglia e la vita pubblica esterna, dove regna l’opportunismo. Le donne
più spregiudicate vanno a vedere i defilé di moda, sono ben truccate, e
hanno solo uno straccetto in testa; le più tradizionali indossano il
chador nero più integrale, e le studentesse di ogni tipo di scuola o
università sono obbligate ad andare in giro vestite come suore. Ogni
episodio della vita è stato per l’autrice occasione per imparare a
riconoscere le caratteristiche essenziali di questa splendida cultura,
ma anche le aberrazioni della repubblica islamica che tiene vigili i
Paesi dell’Occidente con le sue minacce.
MARCELLA CROCE è nata a Palermo. È laureata in
letteratura inglese e ha conseguito il master e il dottorato in
letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (Usa).
Studiosa delle tradizioni popolari siciliane, ha tenuto conferenze negli
Stati Uniti. Per due anni ha insegnato letteratura italiana, all’interno
dei programmi del Ministero degli Esteri italiano, in Iran. Attualmente
insegna letteratura italiana agli studenti giapponesi di Kyoto.
Contributi e interviste audio su:
http://oltreilchador.googlepages.com