Siamo diventati poeti...
di Lucia Rocca
Da un po’ di tempo a questa parte attraversando la città si notano
delle scritte, ben visibili ad una certa distanza, sui muri e sui
monumenti della nostra città.
Si passa da scritte in geroglifico, arabe,
non so cos’altro a dei disegni che rappresentano qualcosa che in quel
momento ha ispirato l’ignoto autore. Non capisco perché prendiamo sempre
il peggio di mode o correnti che arrivano da altre nazioni.
Ovunque
andiamo, in qualunque posto c’è la voglia irrefrenabile di lasciare
tracce del nostro passaggio.
Bar, locali, monumenti, muretti, parapetti
e perfino sulle foglie delle piante grasse di alcuni giardini, ville e
sui tronchi degli alberi. Non vengono risparmiati gli uffici pubblici e
le scuole poiché non siamo stati abituati a pensare che tutte le
strutture pubbliche vengono gestite e pensate in base al fatto che è la
collettività a pagarne le spese di gestione.
Ci lamentiamo sempre che le
cose a Palermo non funzionano, che tutto è precario, sporco, ma non
penso proprio che siano gli angioletti calati dal cielo a venire di
notte a fare queste porcherie nella nostra città !
Siamo però capaci di
dire: "Signora , io sono stata a Milano ma che le sembra che è così
come Palermo? Là se entra nei gabinetti ci po manciari! Chi boli mettiri
i spitali ri daffora cu chiddi nostri? Mi, là e tutta natra cosa! ".
Mi
ricordo che tempo fa in una sala d’attesa di un ospedale c’era una
bambina che giocava con il telefono pubblico, dissi alla mamma che non
era il caso perché se fosse servito a qualcuno per telefonare
urgentemente l’avrebbe trovato guasto.
Rispose con tanta
disinvoltura: "nca me figghia unn'avi a iucari?" .
Mi ha fatto tanto
piacere sapere che una scuola tedesca non ha consegnato i diplomi ad una
classe, che avrebbe lasciato la scuola perché l’ultimo anno, fino a
quando non avrebbe ripulito e tinteggiato l’aula, per riconsegnarla come
l’avevano trovata al momento del loro ingresso in quella scuola. Questi,
sono esempi da seguire da parte dei presidi o degli addetti ai lavori.
Ci sarebbe da parlare per ore ma io una denuncia adesso voglio fare e
vorrei riflettere con voi su una cosa.
Avete sicuramente notato tutti
quei lenzuoli o striscioni appesi sui cavalcavia delle strade di Palermo
con delle scritte più o meno simpatiche. Si, li avete visti ! Ma avete
notato cosa succede dopo alcuni giorni ? Sono sempre là. Ma in che
condizioni ? Avete pensato che se malauguratamente si staccano e cadono
giù dal cavalcavia e finiscono su una moto di passaggio o sul parabrezza
di una macchina, cosa potrebbe succedere ? Vi giuro non vorrei trovarmi
da quelle parti !!
Meditate gente, meditate !
Qualcuno potrà ora dire: "mi, chi è pricipitusa chista !!!"
Ricordate il vecchio e saggio detto
che recita: "doppu ca arrubbaru a santa Chiara ci misiru i grari !!!!!
"