L’articolazione della spalla è struttura anatomica il
cui scheletro, composto da omero scapola e clavicola, si raccorda in due
articolazioni fondamentali: la gleno-omerale e l'acromion-claveare.
L'articolazione gleno-omerale possiede la particolarità di lavorare
sospesa nel vuoto ed è costituita dall’estremità sferoidale della testa
omerale che ruota su una superficie della scapola, detta glena
consentendo al braccio di compiere una rotazione vicina ai 360° nello
spazio.
L'articolazione acromion-claveare è formata dall’estremità della
clavicola e da una parte della scapola chiamata acromion; le due ossa si
affrontano mantenendo il reciproco rapporto mediante una spessa capsula e
robusti legamenti tesi fra di loro
Queste articolazioni, racchiuse da capsule fibrose, sono stabilizzate da
un apparato legamentoso e muscolare assai complesso che garantisce alla
spalla un ampio raggio di movimento nello spazio ed una potente e sicura
leva articolare.
Il complesso muscolare, che consente la rotazione del braccio e la sua
elevazione, è indicata come cuffia dei rotatori, cui è sinergico il
muscolo deltoide.
Le lesioni possono essere di due tipi:
da sovraccarico funzionale
(sollecitazione articolare abnorme e/o eccessivamente ripetuta)
raumatiche (cadute o colpi diretti);
lesione della cuffia dei
rotatori.
L’origine dei disturbi alla cuffia, oltre ad una causa traumatica
violenta, può nascere da un'irritazione dei tendini dovuta all’iperfunzionalità
cui segue una fase di infiammazione, edema ed iperemia tissutale (aumento
della vascolarizzazione nei tessuti articolari). Perdurando lo stimolo
irritativo, quindi aumentando l’edema, si restringe lo spazio articolare
causando un conflitto tra il tendine e la parete ossea sovrastante
durante il movimento; ciò perpetua la sofferenza del tendine facendolo
degenerare sino alla rottura, parziale o completa.
In tale caso si indicherà il danno come "lesione della cuffia dei
rotatori" cui conseguiranno lesioni della cartilagine articolare
dell’omero e talora dell’osso sottostante. Spesso l’alterazione
articolare conseguente alla lesione della cuffia produce l’irritazione
del capo lungo del bicipite brachiale e della guaina che l’avvolge nel
tratto in cui scorrono sulla testa omerale; l’infiammazione che ne
origina viene definita tenosinovite.
Sintomi
Il dolore alla regione antero laterale di spalla che aumenta con
l’attività sportiva e regredisce con il riposo è l’unico sintomo; con il
passare del tempo, il dolore diviene continuo disturbando anche il riposo
notturno.
Diagnosi
La diagnosi è basata su un’accurata visita confortata da successivi
esami quali ecografie/RMN.
Trattamento
Il trattamento è guidato dall’estensione e profondità della lesione.
Infatti, dal semplice riposo articolare associato a terapia fisica e
farmacologia si può arrivare all’indicazione chirurgica per i casi in cui
vi siano lesioni della cuffia che non abbiano risposto alla
fisiokinesiterapia ed alla terapia farmacologia o che siano di tale
entità da essere riparabili solo chirurgicamente.
Lesioni dell'articolazione acromion-claveare
Un urto diretto alla faccia laterale della spalla, o per caduta o per
investimento da parte di un avversario sportivo, è solitamente il
meccanismo che produce un danno la cui estensione e profondità possono
giungere, attraverso lo stadio di stiramento e parziale lacerazione, sino
alla completa rottura della capsula e di tutto il complesso legamentoso
dando così origine ad una lussazione acromion-claveare
Sintomi
Il dolore all’apice della spalla, di tale intensità da impedire ogni
movimento, è il sintomo principale delle lesioni di quest'articolazione;
in caso di franca lussazione dell’acromion-claveare si noterà una
deformità alla spalla legata allo spostamento della clavicola verso
l’alto, rispetto all’acromion.
Diagnosi
La diagnosi, oltre che sull’evidenza clinica, si pone con esame
radiografico standard e sotto stress dinamico che dimostrerà
l’allontanamento dei capi articolari per la lacerazione legamentosa.
Trattamento
La lussazione acromion-claveare viene curata chirurgicamente,
riservando l’uso di tutori e successiva fisiocinesiterapia per le lesioni
di grado minore.
Lesioni dell'articolazione gleno-omerale
Quest’articolazione, che possiede la particolarità di lavorare sospesa
nel vuoto, è costituita dall’estremità sferoidale della testa omerale che
ruota su una superficie della scapola, detta glena consentendo al braccio
di compiere una rotazione vicina ai 360° nello spazio.
Oltre alla capsula articolare, ad una struttura di contenimento
appoggiata al bordo glenoideo scapolare, detta cercine, ed ai legamenti
la stabilità articolare è affidata ad un complesso di muscoli che
sovrapponendosi in vari strati mantengono "centrata" la testa omerale
sulla glena scapolare durante il movimento.
Come per l’acromion claveare una sollecitazione del braccio, durante uno
sforzo od un contrasto, provoca una lesione delle struttura capsulare,
legamentosa e muscolare che può condurre alla lussazione dell’omero,
ovvero alla perdita del fisiologico contatto tra omero e scapola.
A differenza dell’acromion claveare, la cui lussazione avviene in un solo
piano dello spazio, la lussazione omerale, grazie all’ampiezza dell’arco
di movimento, può prodursi in diversi piani (anteriore, posteriore,
ascellare…). In realtà nello sportivo il 95% delle lussazioni gleno
omerali è anteriore e si produce per un trauma prodotto mentre il braccio
è alzato ed extrarotato
Lussazione scapolo-omerale anteriore
L’aspetto clinico è caratteristico per la deformità che si evidenzia
alla spalla lussata, oltre che per l’atteggiamento obbligato Diagnosi
La diagnosi si pone con esame radiografico.
Trattamento
Le manovre per la riduzione della lussazione, ovvero per riportare
l’articolazione alla normalità, devono essere eseguite da personale
medico esperto. Infatti, sia la lesione in sé, come le manovre di
riduzione, se non ben condotte, per la particolare anatomia della
regione, possono causare lesioni assai serie ai nervi e ai vasi con
lesioni permanenti alla spalla.
Dopo la riduzione della lussazione è necessario un periodo di
immobilizzazione di quattro settimane per consentire la cicatrizzazione
della lesione, seguita da fisiocinesiterapia per il recupero articolare
Recidive
Talora, in seguito ad un episodio di lussazione, si verificano con
frequenza e per movimenti banali ripetuti casi di lussazione
gleno-omerale dovuti alla lassità dei tessuti coinvolti nel primo
episodio di lussazione; in tale caso si definirà la lussazione di spalla
come "abituale o recidivante" e l’unica terapia che potrà essere efficace
è quella chirurgica.
La spalla, come dicevo, è un insieme d'articolazioni che conferiscono al
braccio la più ampia mobilità articolare dell'apparato locomotore.
Se pensiamo alle spalle, dobbiamo avere presente gli
elementi ossei che le compongono:
OMERO
SCAPOLA
CLAVICOLA
STERNO
Anche se impropriamente, aggiungerei RACHIDE, di cui parleremo in un
prossimo incontro.
Il DELTOIDE si divide in tre fasci:
DELTOIDE ANTERIORE
DELTOIDE LATERALE
DELTOIDE POSTERIORE
Il fascio anteriore rappresenta lo spicchio frontale. S'inserisce
superiormente al primo terzo prossimale della clavicola e inferiormente
all'omero (osso del braccio).
ALLENAMENTO:
Abduce (allontana) l'omero dal tronco frontalmente fino a 110°
Sconsiglio alle ragazze di allenare in modo esclusivo questo distretto
muscolare per due motivi:
Non è esteticamente bello per una ragazza presentare un rigonfiamento
anteriore in posizione superiore e laterale rispetto il seno.
E' un distretto muscolare che è stimolato sempre con l'allenamento dei
muscoli pettorali; è sufficiente la stimolazione accessoria.
Il fascio laterale rappresenta la porzione centrale del deltoide e
laterale della figura umana, le spalline per intenderci. E' la parte che
indica le spalle. L'inserzione superiore è rappresentata dall'acromion e
quell'inferiore dalla zona laterale superiore dell'omero.
ALLENAMENTO:
Per l'allenamento dei deltoidi laterali è facile commettere errori
per svariati motivi.
La sua azione è quella d'abdurre l'omero da 0 a 90°, sollevare il braccio
lateralmente da 0 a 90°.
L'angolo retto non è casuale. Esiste un blocco articolare ai 90°
d'abduzione rappresentato dalla sporgenza del trochite sul bordo
superiore della glenoide. Se non intervenissero altre catene muscolari
una maggiore abduzione lusserebbe la spalla.
E' importantissimo comprendere questo passaggio per non commettere
l'errore di elevare il cingolo scapolare allo scopo di aiutare il
movimento di alzate laterali. Spesso questo avviene. L'effetto di questo
diffusissimo errore è un tono accentuato dei trapezi, muscoli
antiestetici per eccellenza in un corpo femminile e risultati deludenti
per i deltoidi laterali.
NELL'ESERCIZIO DI ALZATE LATERALI, NON ABDUCETE
(allontanate) IL BRACCIO DAL TRONCO OLTRE I 90°.
Spesso un carico eccessivo ed uno scarso controllo durante l'esecuzione
di quest'esercizio implicano una sinergia dei trapezi superiori ancora
prima che l'abduzione raggiunga i 90°, per questo motivo:
OSSERVATE IL VOSTRO MOVIMENTO ALLO SPECCHIO E FATE ATTENZIONE A NON
ELEVARE IN MODO SIGNIFICATIVO IL CINGOLO SCAPOLARE (ALZARE LE SPALLE)
DURANTE IL MOVIMENTO DI ABDUZIONE. ALL'OCCORRENZA DIMINUITE IL CARICO DEI
MANUBRI FINO AI MINIMI TERMINI.
Una seconda insidia è rappresentata dall'estrarotazione dell'omero.
Abbiamo affermato che l'inserzione inferiore è rappresentata dalla zona
laterale superiore dell'omero. (osso del braccio).
Se rotiamo quest'osso, nella fattispecie estrarotiamo, (immaginate di
usare un cacciavite a braccio esteso), spostiamo il punto d'inserzione
inferiore all'indietro, modificando tutti i vettori di resistenza alla
stimolazione prodotta.
E' il caso di tutti i movimenti di spinta in verticale: lento dietro,
lento avanti, lento al multy power ecc.
Tutti questi esercizi sono realizzati in abduzione superiore a 90° e su
un piano non adatto alla più corretta linea assiale di spostamento. Mi
spiego meglio, immaginate il deltoide laterale come un elastico fissato
su un punto fisso (acromion) e su un segmento (omero). Per avvicinare i
due punti è necessario che il segmento (omero) non ruoti sul suo asse.
E' PER QUESTI MOTIVI CHE GLI ESERCIZI A SPINTA VERTICALE (lento avanti,
lento dietro, lento con manubri ecc.) NON SONO UTILI A STIMOLARE
ADEGUATAMENTE IL DELTOIDE LATERALE.
CARICANO LA COLONNA E STIMOLANO IL TRAPEZIO SUPERIORE, DISTRETTO
MUSCOLARE "ODIATO" DAL PUBBLICO FEMMINILE.
Ultima analisi di questo apparentemente facile
esercizio, riguarda l'esecuzione del movimento in relazione alla sinergia
del trapezio centrale, per la chiusura dell'articolazione
SCAPOLO-TORACICA.
IMPUGNATE DUE MANUBRI, ELEVATELI LATERALMENTE DI POCHI GRADI (30/40) E
CONTEMPORANEAMENTE PORTATE LE SPALLE ALL'INDIETRO (posizione sull'attenti
dei militari). E' QUANTO NON DOVETE FARE.
PER ISOLARE IL DELTOIDE LATERALE E' NECESSARIO LIMITARE TUTTE LE
POSSIBILI SINERGIE.
OSSERVATEVI ALLO SPECCHIO, ESEGUITE L'ESERCIZIO E CONCENTRATEVI SULLO
SPICCHIO DEL DELTOIDE LATERALE.
ALZATE LE BRACCIA LATERALMENTE FINO A 90° IN MODO "PERFETTO".
NON AIUTATEVI CON LA STERNO-CLAVICOLARE ALZANDO LE SPALLE.
NON AIUTATEVI CON LA SCAPOLO-TORACICA PORTANDO LE SPALLE INDIETRO.
LATERALMENTE IL BRACCIO CHE Si' MUOVE (omero) DOVRA' ESSERE IN ASSE CON
LE FIBRE DEL DELTOIDE LATERALE.
VI CONSIGLIO LA PRIMA VOLTA L'ASSISTENZA DI UN PERSONAL TRAINER IN GRADO
DI CORREGGERVI SULLA BASE DELLE VOSTRE UNICHE CARATTERISTICHE ARTICOLARI
E STRUTTURALI.
IL MOVIMENTO NON E' UGUALE PER TUTTI!
La nostra è un'attività sportiva unica nel suo genere.
Noi utilizziamo strumentazioni esterne per ottenere modificazioni
interne.
Ci comportiamo come uno scultore che aggiunge materia dove i suoi occhi
vedono la realtà invisibile che si compie per effetto della sua
creatività.
In tutte le attività sportive tradizionali succede il contrario. Il
soggetto è la prestazione fine a se stessa, mentre il corpo umano è uno
strumento per produrla.
Attraverso questa filosofia, usiamo strumenti in palestra
consapevolmente, con un progetto preciso. Non spostiamo semplicemente dei
pesi.
Il fascio posteriore:
Avete notato che gli atleti con una scarsa mobilità articolare della
Scapolo-Toracica (difficoltà a portare le spalle indietro), presentano
deltoidi posteriori piuttosto tonici?
Il deltoide posteriore s'inserisce superiormente a livello del bordo
superiore della spina della scapola. Per il suo accorciamento è
indispensabile che la scapola non si muova.
Gli esercizi utili alla sua stimolazione sono tutti quelli in cui l'omero
(braccio) si avvicina alla scapola in asse con le fibre del deltoide
posteriore.
Alzate a 90°, alzate con il trono inclinato in avanti con appoggio su
panca inclinata, Pulley con barra dritta ecc.
INDIPENDENTEMENTE DAGLI ESERCIZI SELEZIONATI, CHE TERRANNO CONTO DELLE
TIPOLOGIE STRUTTURALI ED ARTICOLARI, L'ACCORGIMENTO FISIOLOGICO
FONDAMENTALE E' DI NON ROTARE LE SCAPOLE VERSO LA COLONNA PER EFFETTO
DELLA CONTRAZIONE DEL TRAPEZIO CENTRALE.
I CARICHI DOVRANNO ESSERE MODERATI, IL DELTOIDE POSTERIORE E' UN MUSCOLO
PICCOLO CHE AGISCE SU UN BRACCIO DI LEVA SVANTAGGIOSO.
IL MONCONE DELLA SPALLA NON DEVE PASSARE DALL'ANTEPOSIZIONE (spalle
avanti) ALLA RETROPOSIZIONE (spalle indietro), DURANTE L'ESECUZIONE DEGLI
ESERCIZI. ESECUZIONE CHE PREVEDE L'AVVICINAMENTO DELL'OMERO ALLA SCAPOLA
IN ASSE CON LE FIBRE DEL DELTOIDE POSTERIORE.
ALCUNI ESERCIZI PER UA BUONA FUNZIONALITA’ DELLA
SPALLA:
Esercizio: Alzate frontali alternate con manubri
Muscoli interessati: deltoide.
Articolazioni interessate: articolazione della spalla.
Esecuzione: impugnare due manubri di peso opportuno, assumere una
posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, i piedi paralleli
e i manubri tenuti lungo i fianchi.
Sollevare un braccio frontalmente fino a raggiungere una posizione
orizzontale, ritornare alla posizione di partenza e sollevare l'altro.
Continuare in alternato.
Esercizio: Alzate laterali in piedi con manubri
Muscoli interessati: deltoide.
Articolazioni interessate: articolazione della spalla.
Esecuzione: impugnare due manubri di peso opportuno, assumere una
posizione eretta, con le gambe leggermente divaricate, i piedi paralleli
e i manubri tenuti lungo i fianchi.
Sollevare contemporaneamente le braccia lateralmente fino a raggiungere
una posizione orizzontale, ritornare alla posizione di partenza e
ripetere.
Esercizio: Alzate posteriori, busto a 90°, con manubri
Muscoli interessati: deltoide.
Articolazioni interessate: articolazione della spalla.
Esecuzione: impugnare due manubri di peso opportuno, assumere una
posizione con busto a 90° e gambe divaricate, piedi paralleli e manubri
tenuti davanti al busto.
Sollevare le braccia lateralmente fino a raggiungere una posizione
orizzontale, ritornare poi alla posizione di partenza e ripetere.
Dott. Massimo SALZANO
Spec. Medicina dello Sport