La Sindrome del
Tunnel Carpale è la neuropatia più frequente riscontrata, dovuta alla
compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso un canale sito
nel polso e formato dalle ossa carpali. Nel tunnel passa il nervo
mediano assieme ai tendini delle dita. In certe condizioni il canale si
restringe e strozza il nervo. Ciò avviene soprattutto nelle donne ed in
condizioni di sovraffaticamento o degenerazione infiammatoria degli
elementi che costituiscono il canale: ossa, legamenti e tendini.
E' stato
dimostrato che continui di movimenti di flessoestensione del polso, possono
dar luogo ad una infiammazione che riduce le dimensioni del tunnel
determinando la compressione del nervo mediano.
Nelle
fasi iniziali la Sindrome del Tunnel Carpale si manifesta con formicolii,
sensazione di intorpidimento o gonfiore alla mano, prevalenti alle prime
tre dita della mano e in parte al quarto dito, specie al mattino o durante
la notte, infatti durante il riposo notturno, la iperflessione o
iperestensione, determina un aumento di pressione all’interno del tunnel,
con conseguente aumento della pressione all’ interno del tunnel e
compressione del nervo mediano.
Il
rapporto medio delle incidenze Uomini/Donne è di 1 : 4.
La decade più rappresentata per i entrambi i sessi è quella compresa fra 50
e 60 anni.
Quando
il paziente riferisce formicolio o dolore, spesso irradiato
all'avambraccio, prevalentemente notturno o mattutino, la diagnosi di
Sindrome del Tunnel Carpale è ritenuta la più probabile.
E' consigliabile effettuare sempre una visita specialistica e l'esame
ENG elettroneurografico.
Durante i periodi freddi la sintomatologia si esacerba e migliora durante i
periodi caldi, pur non modificandosi la gravità della patologia.
La
terapia della Sindrome del Tunnel Carpale può essere:
conservativa o
chirurgica.
Secondo le indicazioni dell'American Accademy of Neurology
(AAN,1993), il trattamento conservativo è da tentare se non ci sono deficit
della forza o della sensibilità o severe anomalie all'esame EMG/ENG. E'
importante, comunque, non operare il paziente troppo tardi, in quanto
possono permanere esiti; il paziente in terapia conservativa deve pertanto
essere controllato.
Conservativa:
Talvolta
è sufficiente cambiare modalità di svolgimento dell'attività lavorativa per
avere un miglioramento. Si avvale di sedute fisiokinesiterapiche, che
possono migliorare i sintomi , ma non agiscono sulla causa della patologia;
farmaci antinfiammatori non steroidei, hanno scarsa efficacia, farmaci
steroidei, hanno efficacia limitata nel tempo; infiltrazioni efficaci sui
sintomi, ma con due grossi “effetti collaterali”: un dimostrato danno
fibrotico del nervo e il rischio che il paziente posticipi troppo
l'intervento con esiti permanenti; stecche per il polso (splint) efficaci,
ma poco tollerate, solitamente usate solo di notte e che pertanto non
incidono sulla causa della sindrome.
Chirurgica:
L'intervento prevede il taglio del legamento traverso del carpo (tetto del
tunnel carpale), talvolta associato a una neurolisi. Può essere effettuato
con tecnica tradizionale o endoscopica, in anestesia locale o brachiale,
mediamente con convalescenza di circa venti giorni, un po' più breve se
effettuato in via endoscopica, tuttavia non sembrano esserci criteri
univoci per scegliere l'uno o l'altro tipo di intervento. La convalescenza
è solitamente compresa fra 2 e 4 settimane.
Dott. Salvatore Massimiliano SALZANO
Spec.
Medicina dello Sport
ATT.: questo materiale è a disposizione di chi lo trovi utile. Si noti che queste
informazioni sono di carattere generale e non sono sostitutive di un parere
medico qualificato.