Il
dolore come sentimento è rappresentato nei canti della Settimana
Santa; canti, lamintanzi, ladate, che
accompagnano le processioni del Venerdì Santo, con rèpitu,
chianti, triulu, lamentu.
In
quasi tutti i paesi si festeggia la Settimana Santa, un
insieme di celebrazioni rituali con processioni, alcune
molto suggestive ed intense come a Trapani dove sono
rappresentati i "Misteri", con i "mortori,
e le "scinnenze", o bizzarre come i giudei
di S. Fratello o i Diavuluna di Prizzi.
La
musica di queste processioni è a carattere mesto e
luttuoso, con le lamentanze, i lamenti, o parti di la Simana
Santa, cioè canti più voci o monodici di tradizione orale,
di grande importanza e varietà.
Questi
lamenti per lo più vengono eseguiti il Venerdì Santo
in forma polivocale, da parte di squadre di cantori speciali
detti lamentatori, con un cantore solista, ed un
accompagnamento vocale a più voci.
Il
Miserere, lo Stabat Mater, il Gloria, Vexilla, il Magnificat,
vengono proposti in libere volgarizzazioni dal latino
storpiato, in italiano ed in siciliano; a volte sono
accompagnati dalle traccole. I testi sono a carattere
narrativo, raccontano la Passione di Gesù, il dolore di
Maria.