Comincia la stagione
balneare e Mondello, l'amata Mondello, si presenta con la stessa identità
degli anni passati.
Questo spinge la gente a chiedersi: quale sarà (e quando) il domani
della borgata?
Smetterà mai i panni che hanno fatto il loro tempo, per indossare
finalmente un abito nuovo, alla moda, cioè adeguato alle esigenze degli
attuali fruitori?
Tre le ipotesi sul
destino futuro di Mondello :
- Farla tornare ad essere esclusivamente una caratteristica
borgata marinara.
- Ridurla soltanto a centro turistico riservato ai palermitani.
- Elevarla a livello del turismo internazionale.
Esaminiamo una per una
le tre prospettive formulate sulla base dei desideri e dei suggerimenti
di chi la frequenta.
- Riportare Mondello
alle sue naturali origini, quelle appunto di borgata marinara con tutti
i suoi poetici richiami, è assolutamente impossibile per il semplice
motivo che, nel giro di oltre mezzo secolo, l'edilizia selvaggia le ha
mutato irrimediabilmente fisionomia. Per non parlare del disinteresse
dei residenti sotto il profilo ambientale.
- La seconda prospettiva
che prevede di riservare il centro ai soli palermitani, appare
realizzabile. Anzi, è già una realtà, dove tutto è in regola per
accontentare l'ospite cittadino: i posteggi non organizzati, la spiaggia
sporca, i servizi che funzionano male, quando funzionano, il verde
abbandonato, l'espansione dell'abusivismo commerciale, le strade
costellate di buche, l'illuminazione carente, l'impianto idrico vetusto,
le fognature che rimangono... un sogno, gli allagamenti alle prime gocce
d'acqua. Insomma, non manca nulla perché il turismo locale ci
"sguazzi dentro".
- E passiamo all'ultima
prospettiva riguardante la percentuale che può vantare Mondello di
trasformarsi in zona turistica a ricettività internazionale. La
percentuale non è poca né molta: è suscettibile di scendere o salire
a seconda della volontà politica dei nostri governanti finalizzata alla
creazione di quel pacchetto di opere indispensabili al quasi radicale e
auspicato cambiamento.
Tra le opere prioritarie
s'impongono: l'impianto idrico, le fognature e lo scolo delle acque
bianche.
Seguono subito dopo: la sistemazione viaria con la costruzione di almeno
un segmento stradale che colleghi la parte iniziale del paese con la
zona dell'albergo La Torre, nonché l'abbattimento di assurdi
"tappi" (soprattutto quelli delle vie Aiace, Palinuro e
Mercurio) che rappresentano una palla al piede della circolazione. In
fondo, questa ultima opera citata, fra l'altro, consentirebbe di
chiudere al traffico la via Regina Elena (la strada che costeggia il
mare), e anche la piazzetta del paese.
Indispensabile al
raggiungimento di un così ambito obiettivo turistico sarebbe anche una
gestione dell'arenile più moderna e in linea con le nuove richieste del
pubblico, una gestione che dovrebbe contemplare l'utilizzo della
spiaggia anche nelle ore notturne con balere e punti di riunione. Di
grande importanza risulterebbe una riprogettazione della piazzetta del
paese, sia per quel che riguarda le facciate delle palazzine, sia per
una più elegante pavimentazione e sia ancora per una sistemazione
armoniosa e accogliente del verde. Tutto questo presupporrebbe un
fondamentale rilancio della ricettività alberghiera non necessariamente
a cinque stelle, ma di livello medio con aumenti di posti letto, con
servizi al top e prezzi accessibili e in ogni caso concorrenziali. Qui
ci fermiamo. Anzi, no. Una piccola aggiunta: secondo voi abbiamo
scherzato ?