
Gli indispensabili interventi per un rilancio basato
sulla rivalutazione delle prerogative della borgata
La situazione della nostra borgata appare attualmente
abbastanza critica:
molte attività commerciali sono costrette a segnare il passo se non
addirittura a fermarsi a causa del forte calo degli affari; la pesca non
è più un settore base della nostra economia perché i pescatori da tempo
si contano sulle dita e i giovani non hanno più intenzione dì
intraprendere questo lavoro; le autorità mostrano di incontrare
difficoltà nel risolvere i problemi fondamentali, cioè quelli
indispensabili per una soddisfacente gestione di quel poco che finora si
è riusciti a realizzare; il sistema viabile risulta carente e la chiusura
al traffico della borgata rappresenta una palla al piede dello sviluppo
turistico, che di giorno in giorno subisce un regresso allarmante. Tutto
ha origine da quando alcuni amministratori del passato, eliminando le
baracche dei polipari, si erano illusi di aver trovato il
toccasana che avrebbe cambiato in meglio le condizioni di Mondello. Se è
vero che quelle baracchette impedivano la visione panoramica del
golfo, è altrettanto vero che avevano se non altro il merito di creare un
richiamo folcloristico unico e molto apprezzato. Nel periodo non facile
che attraversiamo e in cui si tende a rivalutare mestieri e tradizioni,
sarebbe stato opportuno trovare il modo (e il luogo) per salvaguardare
questo patrimonio, questa caratteristica attrazione, che in qualsiasi
altra parte del mondo non solo sarebbe stata mantenuta, ma anche
protetta. E ora, scendiamo nei dettagli, elencando quanto c'è da fare
perché la borgata volti pagina in prospettiva di un rilancio adeguato
alle sue incomparabili potenzialità. E cominciamo dal problema relativo
alla chiusura al traffico. Questo provvedimento che si presenta di
utilità sociale, possiede tutti gli elementi della impraticabilità dovuta
alla mancanza di un'asse di collegamento alternativo tra l'ingresso del
paese e la zona terminale, oltre la piazza. Le varie ordinanze sindacali
si sono rivelate inutili ai fini della crescita di Mondello; anzi l'unico
effetto prodotto dall'ordinanza di chiusura il sabato e la domenica o
quella serale di quattro ore in periodo estivo, è stato, purtroppo, di
scoraggiare l'utenza dal frequentare la borgata. È ovvio che se le
iniziative attuate, non vengono supportate da un efficace piano
organizzativo sono destinate a fallire. Ed è proprio ciò che è successo.
Ora, dato che, per il buon nome di Palermo, dei suoi cittadini e dei suoi
amministratori, una splendida località come Mondello non può e non deve
languire, occorre un serio impegno politico al fine di studiare e
realizzare...
... UN PIANO CHE PREVEDA:
Lo sviluppo della riserva marina di Capo Gallo.
La sostituzione delle vecchia rete idrica.
Il completamento della rete fognaria.
La costruzione di un mega-posteggio filtro all'angolo
tra via Venere e via Margherita di Savoia, collegato con Valdesi,
Partanna, Addaura e Mondello per mezzo di navette comunali, affiancate da
trenini, carrozzelle, biciclette o quant'altro approntato dall'iniziativa
privata.
L'allargamento dei marciapiedi in via Piano Gallo
(dalla sede della delegazione di spiaggia fino all'hotel La Torre),
creando una sorta di lungomare.
La costruzione di un asse di collegamento da nord a sud
del paese in modo da consentire la piena pedonalizzazione della piazza.
La sistemazione di strade e marciapiedi nel tratto
antistante l'ex impianto di carburante Esso e oltre.
La costruzione di un porticciolo turistico antistante
il ristorante "Il gabbiano".
L'offerta di incentivi per la costruzione di hotel e
pensioni così da conferire al centro balneare l'aspetto tanto vagheggiato
di paese-albergo.
Il cambiamento della data di apertura delle spiagge
libere: da Pasqua, in cui si ha un notevole afflusso di turisti al 31
ottobre di ogni anno.
L'attuazione del cosiddetto "piano colore" nella piazza
di Mondello.
L'eliminazione dei tappi stradali nelle vie Aiace,
Mercurio e Palinuro.
La pulizia periodica del "ferro di cavallo".
Il riordino di tutto il verde pubblico con particolare
attenzione per i pini del lungomare.
E, infine, che ogni iniziativa del tempo libero abbia
come riferimento il mare. Si prenda esempio da alcune località a noi
limitrofe. E scriviamo ciò con una punta d'invidia. Gli amministratori di
questi centri sono riusciti con impegno e passione, a fare di tutto per
renderli al turista sempre più affascinanti e soprattutto più
accoglienti. Oggi nessun imprenditore investirebbe a Mondello perché il
rischio sarebbe troppo alto. Ecco perché lanciamo un appello alle
autorità: Mondello non deve continuare a languire, occorre il coraggio e
la fermezza d'intervenire con decisioni e provvedimenti atti a restituire
alla borgata quel prestigio in gran parte perduto.
Lucio Amorosi, giugno 2004