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Panoramica aperta... di Maria A. Attardo

Potrebbe essere aperta al traffico quest'estate (2004 n.d.r.) la Via Monte Erecta, meglio conosciuta come la "Panoramica" di Monte Pellegrino, vale a dire la strada che porta al santuario partendo da Viale Regina Margherita, cioè dal versante Mondello.

Ormai da anni la strada, a causa delle condizioni di instabilità di tutto il perimetro della montagna, con il conseguente rischio di crolli di massi che rendono pericoloso il transito, alterna periodi di apertura al traffico ad altri di chiusura.

Ma l'attuale amministrazione comunale si sta impegnando per riaprire una volta per tutte la strada e per realizzare delle opere di consolidamento che possano definitivamente risolvere il problema.

La Panoramica era stata chiusa al traffico nell'agosto del 2003 in seguito ad alcune frane causate da forti temporali. Il 24 novembre scorso l'Assessore comunale al Traffico, Lorenzo Ceraulo, ha firmato un'ordinanza per la riapertura della strada.

La Panoramica torna a disposizione di cittadini e turisti - commentava l'Assessore Ceraulo - anche se con le opportune prescrizioni di sicurezza che, in particolari condizioni, potranno comportare nuovi divieti di circolazione. La riapertura al transito della via Monte Ercta è un fatto molto importante per tutta la città, oltre che per quanti giornalmente salgono fino alla vetta del Monte Pellegrino per svolgere attività lavorative o per recarsi al Santuario. Ci stiamo impegnando per migliorare il più possibile le condizioni di sicurezza.

Tale riapertura è stata resa possibile, - ci spiega Giovanni Avanti, Assessore comunale all'Ambiente ed alla Protezione Civile - dopo alcuni interventi di messa in sicurezza grazie ai quali sono stati eliminati dei massi pericolanti a ridosso della strada. Tali interventi, benché effettuati in economia e con fondi soltanto comunali, hanno prodotto effetti soddisfacenti e negli ultimi mesi non si sono più verificati crolli. Quindi, sulla base di successivi accertamenti delle condizioni di stabilità delle scarpate, dei versanti e delle pareti rocciose che sovrastano la via Monte Ercta, abbiamo deciso la riapertura al traffico veicolare e pedonale della strada.

Ma, visto che il pericolo non è stato definitivamente rimosso, tale riapertura al transito è stata concessa a certe condizioni: è stato stabilito per i veicoli un limite di velocità di 40 chilometri orari; sono stati installati dei cartelli che indicano il pericolo di caduta massi; ma soprattutto ci si è riservati di ripristinare il divieto di transito in caso di condizioni meteorologiche avverse o in caso di evento sismico. Cosa che dallo scorso novembre ad oggi è avvenuta più volte, in occasione delle forti piogge invernali o anche dei forti venti primaverili.

È la Protezione Civile, di volta in volta, a dare le necessarie indicazioni alla Polizia municipale e a disporre le eventuali verifiche tecniche sul posto.

Allo stato attuale, gli assessorati al Traffico ed alla Protezione Civile stanno studiando un metodo per meglio disciplinare questa alternanza di chiusure e riaperture. Si pensa di installare, all'inizio della via Monte Ercta, cioè in viale Regina Margherita dove chi vuole salire al Santuario imbocca la Panoramica, un semaforo che possa essere azionato manualmente sul rosso fisso ogni qualvolta un particolare evento meteorologico o di altra natura possa far ritenere opportuna la chiusura della strada.

Quest'estate quindi, tempo permettendo, palermitani e turisti potranno tornare a godersi lo splendido spettacolo del golfo di Mondello dalla Panoramica.

Ma cosa si può fare o si sta facendo per cercare una soluzione definitiva al problema ?

A questa domanda risponde il deputato di Alleanza Nazionale Antonino Lo Presti, eletto a Palermo, nel collegio nr. 9, che comprende tutta la fascia costiera dall'Acquasanta a Capaci.

A marzo - dice - mi sono fatto promotore di un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio con la quale si denunciavano i fenomeni di grave dissesto idrogeologico individuati da uno studio della Protezione Civile del Comune di Palermo. Le conclusioni cui sono pervenuti i tecnici comunali delineano un quadro preoccupante. Prima dei recenti lavori di messa in sicurezza, nell'arco di appena diciotto mesi, si era verificata una serie allarmante di crolli, rafforzando ulteriormente l'ipotesi che gli eventi in questione potrebbero presentarsi con sempre maggiore frequenza e con livelli di pericolosità sempre più elevata.

Tali fenomeni, nel tempo, - si legge nell'interrogazione - hanno rallentato la tenuta di numerosi costoni. Per tale ragione, purtroppo, i palermitani da tempo non possono più fruire della bellezza di questa montagna che offre visioni incomparabili e coloro che abitano alle sue pendici rischiano addirittura l'incolumità, per il pericolo che grossi massi possano precipitare su strade e abitazioni. Il Comune di Palermo e la Regione Sicilia hanno fatto il possibile, ma non è stato sufficiente in quanto mancano le risorse necessarie. Signor ministro, ecco perché la città di Palermo si rivolge anche a lei, affinché restituisca ai palermitani un bene di incomparabile valore naturalistico e paesaggistico.

La risposta del ministro non ha tardato, anche perché l'interrogazione è stata discussa in question time, cioè in diretta televisiva. Pur sottolineando la ridotta disponibilità di fondi a livello nazionale, si è dichiarato disponibile ad aprire un "tavolo di trattative" sulla questione.

Come ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio, - ha detto l'on. Altero Matteoli - consapevole del grave rischio che grava sulla pubblica incolumità, ritengo doveroso dare una risposta positiva alle richieste del Comune di Palermo e della Regione siciliana, mettendo a disposizione parte delle somme necessarie, tenuto conto che al momento sono disponibili per l'intero territorio nazionale solo 25 milioni di euro per affrontare le situazioni di emergenza, come è certamente quella indicata dagli onorevoli interroganti.

Per definire nel concreto l'intervento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio proprio ieri la Direzione Generale per la difesa del suolo ha convocato una riunione, invitando tutte le autorità competenti al fine di trovare una rapida soluzione al problema sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello economico.

Immediato quindi un primo risultato: un incontro a cui hanno partecipato l'onorevole Lo Presti e l'assessore Avanti. Un altro è previsto a breve termine, sicuramente prima dell'estate. Scopo di questa seconda riunione è di ottenere gli stanziamenti necessari ad effettuare degli interventi definitivi di messa in sicurezza e consolidamento del costone.

Abbiamo già stimato - dice l'assessore Avanti - una cifra di 50 milioni di euro per il consolidamento di tutto Monte Pellegrino, abbiamo anche già individuato i fondi ed avviato l'attività di progettazione degli interventi necessari. Adesso attendiamo la convocazione di questa riunione da cui avere, e ci contiamo, la certezza della disponibilità delle risorse necessarie.

Potrebbe concludersi così un'annosa vicenda che a lungo ha privato i palermitani dell'accesso a quel monte cui sono tanto legati. Sulla vicenda - dice l'onorevole Lo Presti - si sono accumulati gravi ritardi a causa del disinteresse della precedente amministrazione comunale che non si è mai preoccupata di trovare soluzioni al problema. Noi ci stiamo provando e sono convinto che, grazie alla sinergia tra l'amministrazione comunale, il Ministero dell'ambiente ed il deputato del collegio, riusciremo a sbloccare una situazione incancrenita da almeno 15 anni.

Certo interventi di consolidamento di una intera montagna per un importo di 50 milioni di euro richiederanno tempi lunghi, ma..., come si dice, ...chi ben comincia è già a metà dell'opera.

Associazione Mondello Azzurra - ©2004


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