A Segesta la rassegna Dionisiache 2018 chiude con “La pazzia di Orlando” l’opra dei pupi del grande Enzo Mancuso

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La compagnia Enzo Mancuso

Palermo, 3/9/2018. Passione, Emozione, Tradizione, Cultura… Bellezza… tutto questo hanno vissuto, ieri sera, gli spettatori dell’ultima rappresentazione teatrale delle Dionisiache di Segesta.

Il fatto che a chiudere la rassegna sia l’Opera dei Pupi Siciliani non è un caso: è Patrimonio Immateriale dell’Umanità proclamata anni fa dall’UNESCO.

Il fatto che l’Opera dei Pupi sia stata condotta da un grande non è neppure un caso: la famiglia Mancuso ha una tradizione centenaria dal nonno al papà, Enzo Mancuso con i suoi splendidi figli, il nipote e il grande Giovanni Rappa hanno estasiato gli spettatori, grandi e piccini, rappresentando un pezzo di storia narrata da Ludovico Ariosto nello storico romanzo L’Orlando Furioso: LA PAZZIA DI ORLANDO.

La scenografia del Teatro Antico di Segesta non può non esaltare l’animo di chi si trova in questo luogo, l’organizzazione quasi perfetta, la possibilità di, ordinatamente, prendere posto, la semplicità del palchetto… un colpo d’occhio che suscita emozione e rispetto.

Dopo i saluti degli organizzatori, del direttore artistico della Rassegna Calatafimi Segesta Festival Nicasio Anzelmo, della direttrice del Parco Archeologico Rossella Giglio e del Sindaco di Calatafimi Segesta Vito Sciortino, Nofrio e Virticchiu i pupi popolari della tradizione popolare palermitana aprono la scena ed è subito simpatia… si crea un immediato feeling col pubblico formato da turisti di ogni parte del mondo e naturalmente siciliani…

E lo spettacolo dei pupi diventa arte… quando Nofriu e Virticchiu decidono di aprire il palcoscenico e togliere il pannello che scopre tutta la scena… lo spettacolo diventa totale… si apprezza la bravura e l’attenzione degli artisti, la possibilità di capire come funziona… cosa c’è dietro… e la cosa viene apprezzata con un lungo applauso di condivisione.

Poi Nofriu e Virticchiu lasciano la scena alla storia… si alternano Re, Paladini, Regine, strani personaggi, ambigui figuri, Santi, cavalli alati e strani uccelli.

Applausi su applausi… ma il pubblico attento a seguire la storia sta in silenzio… i colpi di tacco del maestro puparo fanno partire, nei cambi di scena, il pianino movimentato dal più piccolo Mancuso che sta imparando in fretta mentre il fratello più grande e il nipote sono già sul palcoscenico e armeggiano con disinvoltura i pupi… i “pagani”, i Paladini cristiani… quelli che vengono tagliati in due dalla durlindana del prode Orlando, mosso sempre e solo dalle abilissime mani di Enzo Mancuso: Orlando è suo… solo suo !!!

Ma la storia continua… Astolfo va addirittura sulla luna con San Giovanni evangelista per recuperare il senno di Orlando ormai impazzito per aver perso l’amore di “Angelica… Angelicaaa… Angelicaaaaaaa” questo nome gridato a squarciagola da Mancuso sembra penetrare nelle rocce millenarie del Teatro di Segesta, riecheggiando nella valle sottostante… facendo apparire quello che oltre duemila anni fa avveniva in questo luogo unico al mondo.

I Paladini uniti recuperano Orlando che rinsavito, si mette a capo della spedizione contro gli infedeli la cui sede cristiana di Biserta doveva essere riconquistata… I pannelli che alternano le scene dipinti a mano dal grande puparo sono bellissimi… 

Ogni tanto una battuta in siciliano, scandita dalle risate e applausi dei presenti, tende ad alleggerire la trama che comunque sempre tragedia è…

E così quando la battaglia ha l’esito scontato della presa di Biserta da parte dei cristiani Enzo Mancuso finisce il capitolo dell’Orlando Furioso con un assolo da manuale… qui esce fuori tutta la passione e l’esperienza del puparo che ha assorbito tutta l’esperienza di centinaia di anni di studio dei antichi canovacci… di passione e di tradizione di famiglia… occorre stare molto attenti a percepire la cadenza del ritmo con cui la storia viene raccontata: adesso Enzo è solo nella scena… senza pupi tra le mani solo con una bacchetta che muove come una spada… da grande Puparo quale è diventa un abile Cantastorie… e basta entrare nel ritmo carpirne la cadenza… ed entri nel mondo della favola… entri nella battaglia… vivi quell’attimo di misticismo, sembri quasi presente quando Orlando con la sua magica arma riesce a sconfiggere i pagani e a ridare il regno ai cristiani… poi improvvisamente… una battuta in siciliano ti sveglia… è finita ! 

Lungo applauso per un grande spettacolo !

L’Associazione Carlo Magno ha un teatrino a Palermo in centro storico a due passi dal porto di Palermo. E’ l’unico teatro dei pupi che ha un programma di spettacoli regolari tutto l’anno. Per tutte le info e gli spettacoli l’aggiornatissimo sito in più lingue è all’indirizzo www.mancusopupi.it

Articolo, foto e video: ©Giorgio De Simone