Al Teatro Franco Zappalà, incredibili emozioni: dal 24 al 26 febbraio il capolavoro di Pietro Mascagni: Cavalleria Rusticana

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Al Teatro Franco Zappalà, di Via Autonomia Siciliana 123/a, Palermo, dopo lostraordinario successo di pubblico riscosso dalla prima opera lirica andata in scena nell’ambito della I Rassegna di opere dell’unico teatro privato della città di Palermo che produce l’opera lirica, dal 24 al 26 febbraio si rinnova
l’appuntamento con un’altra straordinaria produzione. In scena, Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.
La genesi di quest’opera è particolarmente curiosa: Mascagni vinse infatti un concorso che l’editore indisse per
giovani autori che non avevano mai visto rappresentare un proprio lavoro. Scrisse l’opera in pochissimo tempo aiutato dalla corrispondenza epistolare del suo librettista, il quale si ispirò per la stesura del testo alla novella del siciliano Verga. I due arrivarono al completamento dell’opera giusto in tempo per essere ammessi al concorso.
Selezionata e immediatamente rappresentata, ebbe subito un enorme successo e Cavalleria Rusticana vide la luce della ribalta prima della morte dell’autore, soltanto in Italia, ben quattordicimila volte.
Si tratta di un’opera in un unico atto è ambientata in un paese siciliano. È il mattino del giorno di Pasqua: il giovane Turiddu, prima di partire per il servizio militare, giura il suo amore a Lola. Al suo ritorno però scopre che Lola si è sposata con Alfio, il carrettiere del paese. È un duro colpo per Turiddu, che la ama ancora. Per vendicarsi dell’affronto subito e superare il difficile momento, corteggia Santuzza, una giovane del paese ma, dopo averla
sedotta, inizia a trascurarla perché passa il suo tempo ad aggirarsi nei dintorni dell’abitazione di Alfio, assente per lavoro, nella speranza di potere incontrare Lola. Santuzza, addolorata e preoccupata, cerca Turiddu per avere spiegazioni sul suo comportamento. Si reca anche da Lucia, madre di Turiddu, e le racconta tutto: i suoi sentimenti per il figlio e il suo distacco. All’arrivo di Turiddu tra i due giovani scoppia un’accesa lite, alla quale assiste anche Lola che passa lì vicino per recarsi in chiesa per la messa di Pasqua. Senza più ascoltare le parole di Santuzza, Turiddu segue Lola. Santuzza allora, offesa, decide di vendicarsi e, appena incontra Alfio di ritorno dal lavoro, gli riferisce che Lola gli è infedele. Finita la messa, Turiddu offre da bere agli amici all’osteria della madre. Offre un bicchiere anche ad Alfio il quale, sdegnato, lo rifiuta e, nel gesto di abbracciarlo, gli morde l’orecchio sfidandolo in questo modo a duello. Prima di recarsi alla sfida mortale, Turiddu saluta la madre Lucia e le chiede di avere cura di Santuzza. Il
famoso epilogo del duello è rappresentato dalle grida di una popolana che urla: ”Hanno ammazzato compare Turiddu!”
Dell’opera, oltre le famose arie di essa, rimane indelebile nella memoria di tutti l’intermezzo sinfonico divenuto celebre anche al di fuori dell’ambito operistico. Al cinema ha fatto da colonna sonora a scene del Padrino – parte III o di Toro Scatenato di Martin Scorsese, è stato rielaborato in versione dance e ripreso da Vasco Rossi come intro al suo live del 2007 infine è stato utilizzato negli spot pubblicitari di Enel e Ferrero Rocher.
A Cavalleria rusticana, seguirà un concerto verdiano.
Immenso cast. Tornano a calcare le tavole del palcoscenico del Teatro Franco Zappalà, dalla terra che fu di Puccini
il soprano Cristina Ferri nel ruolo di Santuzza e il baritono Carlo Morini nel ruolo di Alfio. Interpreta Turiddu il tenore
Alberto Profeta, Lola è Donatella De Caro e Mamma Lucia è Valentina Miserendino.
Maestro del coro stabile del Teatro è il M. Giuseppe Messina, Dirige l’orchestra il M. Mario Menicagli del quale vale
la pena tracciare con delle brevi note il profilo artistico: il Maestro Menicagli è stato solista e violino di spalla dei
Teatri di Pisa, Livorno e Lucca. Diplomato presso il Centro Europeo di Toscolano come autore di testi sotto la guida
di Mogol ha composto parodie sulla musica lirica: tra queste “Mimì e le altre” e “Bacco, tabacco e lirica”, più volte
rappresentate in molti teatri nazionali. In veste di Direttore d’orchestra, ha collaborato con il pianista jazz Danilo Rea,
prima in una produzione che lo ha visto impegnato con l’Orchestra “Arturo Toscanini” di Parma e nel 2011 nella
realizzazione di un cd. Ha diretto, tra gli altri, artisti del calibro di Stefano Bollani, Antonella Ruggiero, Kenny
Wheeler, Ron, Lucio Dalla, Irio De Paula, Alirio Diaz, Marco Fornaciari, Maurizio Colonna. Dal 2011 dirige l’apertura
della Stagione lirica del Teatro Goldoni di Livorno. È direttore dell’Istituzione Comunale Clara Schumann dalla sua
fondazione ed è stato il Direttore Artistico del Festival Effetto Venezia di Livorno per le edizioni 2010 / 2014.
Le scenografie sono di Giovanni Vallone, gli allestimenti scenici di Abukoush Jalal Mousa Mohammad, costumi di
Domenica Alaimo, Audio di Carlo Gargano, Luci di Michele Cardella. La sapiente e attenta regia è del M. Franco
Zappalà
La prima dello spettacolo andrà in scena Venerdì 24 febbraio alle 21 ,15 e vedrà due repliche: sabato 25 febbraio
alle 17,30 e domenica alle 1 8,00.
I biglietti avranno i seguenti costi:
€ 35,00 biglietto intero – € 30,00 ridotto CRAL – € 25,00 ridotti militari e ragazzi (fino a 1 2 anni)
Per info dalle 16,00 alle 19,00: tel. 091 543380 – 091 326784

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