Antonello da Messina: le recensioni alla mostra in corso all’Abatellis

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La storica mostra a Palazzo Abatellis fino al 10 febbraio 2019: tutti i dettagli clicca qui

Sebastiano Tusa
Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana

Una mostra costituisce sempre il punto di arrivo di un progetto.
La mostra di Antonello da Messina a Palazzo Abatellis ha inteso riunire per la prima volta a Palermo, nel museo e nella città dove si trova l’Annunciata, il dipinto più di sintesi dell’intera opera di Antonello, importanti dipinti del maestro. Non si tratta di una logica numerica: il rapporto di Antonello con la Sicilia è infatti uno dei temi di ricerca più problematici anche in relazione alla sua eredità formale e culturale in senso lato e riguarda non solo le origini e il distacco dall’isola ma anche i ritorni. Sebbene quello di Antonello sia uno dei nomi assoluti del Rinascimento, patrimonio di tutti, al centro di iniziative ed esposizioni di richiamo in ogni luogo, tuttavia è vero che la sua figura e la sua opera con grande profitto siano da porre all’attenzione degli studiosi e di un vasto pubblico qui, in Sicilia, e a Palazzo Abatellis in particolare.
L’eccezionalità delle opere inserite nel percorso museale della Galleria, il cui spazio espositivo di fatto partecipa in toto alla mostra, si unisce a quella dei prestiti concessi per l’occasione, per offrire una rilettura di Antonello da Messina attraverso l’analisi dei rapporti, delle similitudini e delle differenze con le opere dei maestri che certo dovettero avere un peso fondamentale nella sua formazione, estesa dalla cultura mediterranea alla figuratività italiana e nordica. I capolavori in mostra restituiscono al visitatore il mondo del pittore fin dalle sue origini, ripercorrendo le tappe della sua formazione, presumibilmente a Napoli e dunque all’interno del crogiolo culturale del vasto bacino del Mediterraneo di cui fu parte la Sicilia stessa. Con geniale sintesi, da queste ed altre suggestioni Antonello elaborò la sua cifra certa e inconfondibile, divenendo uno dei protagonisti di respiro internazionale nel panorama artistico già al suo tempo.
In tal senso, la mostra vuole costituire una straordinaria occasione di valorizzazione del nostro patrimonio, mirante alla promozione della conoscenza e dello sviluppo dell’arte in Sicilia e al di fuori dell’isola, con riguardo al suo ampio respiro in un nesso strettissimo con il contesto internazionale.


Sergio Alessandro
Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana

In Sicilia, a distanza di quasi trent’anni dalla mostra di Messina, Palermo ospita per la prima volta una mostra dedicata ad Antonello da Messina.
Palazzo Abatellis custodisce l’icona assoluta dell’arte di Antonello, la celebre Annunciata, che nella sua perfezione formale ne sintetizza l’essenza, ragione sufficiente per riunire in questa sede altre prove del grande pittore, cui molte se ne aggiungono: il percorso museale della Galleria che segue lo sviluppo dell’arte in Sicilia nella feconda stagione nella quale egli si trovò ad operare, con tutto il portato delle relazioni, degli influssi e degli scambi all’interno dell’ambiente artistico isolano; l’opportunità di riunire in un edificio storico afferente alla stessa cultura figurativa del suo tempo i capolavori del pittore, in stretta correlazione e con straordinario effetto evocativo. Nell’anno di Palermo capitale della cultura, denso di manifestazioni e stimolanti aspettative, la mostra si impone maggiormente all’attenzione di un vasto pubblico.
Indagando con nuovi percorsi critici l’affermarsi di uno dei geni assoluti dell’arte, dalle suggestioni mediterranee all’acquisizione di linguaggi centro-italiani e nordici fino all’affascinante, personalissima sintesi, la mostra costituisce una occasione unica per vedere esposti, in un’ampia e ricca rassegna, alcuni dei maggiori capolavori del pittore e nel contempo si evidenzia come un punto di verifica dei più recenti studi sulla figura del grande messinese, offrendo altresì spunti per ricerche future.
Questo straordinario evento di altissimo profilo culturale non sarebbe stato possibile senza l’impegno di tutta l’Amministrazione regionale dei Beni culturali, a partire dai musei demaniali, il Museo regionale di Messina e la Galleria di Palazzo Bellomo di Siracusa che partecipano con le opere delle loro collezioni.
L’iniziativa si pone nel segno del costante recupero della memoria storica e dei percorsi della cultura in Sicilia, obiettivi preminenti dell’azione di questo Dipartimento.


Leoluca Orlando
Sindaco di Palermo

La mostra su Antonello da Messina inaugura in chiusura di questo importante 2018 che ha visto Palermo protagonista come Capitale Italiana della Cultura. Dedicata ad uno dei più significativi artisti del quattrocento italiano che seppe fondere nella sua ricerca pittorica la lezione nordica della pittura fiamminga con le istanze rinascimentali italiane. Antonello è un esempio di artista ed intellettuale che seppe fondere più anime del continente europeo in un unico ideale di bellezza, ed il cui apprendistato era partito dalla nostra terra, tra Messina e Palermo.
Raccontare questa fondamentale esperienza artistica del nostro passato, in una terra che vide nascere le prime forme di umanesimo, è anche un modo per comprendere il nostro presente e per rispondere alle esigenze di una cultura unitaria per l’Europa ed il nostro patrimonio comune. Un patrimonio fatto di arte, cultura, bellezza ma certamente anche di ideali e visioni che proprio all’Umanesimo sono ispirate. E’ importante chiudere quest’anno da Capitale della Cultura, che è anche l’Anno Europeo del Patrimonio, con questa fondamentale testimonianza del nostro passato. La mostra farà da ponte tra il 2018 ed il 2019, inaugurando la prospettiva di una nuova stagione per la cultura della città. Palermo delle culture.


Evelina De Castro
Direttore Polo Regionale di Palermo per i siti culturali Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis

Il felicissimo logo di Palazzo Abatellis, che da alcuni decenni ormai rappresenta la Galleria Regionale della Sicilia, racchiude all’interno della lettera A maiuscola i tre nomi: Abatellis, Antonello, Annunciata.
L’immagine rende bene l’idea forte della mostra o meglio, quella che per chi ha aderito da qui, da Palazzo Abatellis, all’iniziativa proposta da Mondo Mostre per la cura di Giovanni Carlo Federico Villa, costituisce la chiave di lettura più ricca di significati, ben consapevoli tuttavia che il tema Antonello da Messina e la possibilità di esporre le sue opere è, stante la sua grandezza, patrimonio di tutti, in ogni luogo e in ogni tempo.
Si potrebbe forse affermare che la misura della mostra sta anche nel conquistato equilibrio fra la dimensione assoluta di Antonello (con termine enfatico e da me abusato in questo frangente, ma utile nel senso etimologico di essere slegato da luogo e tempo e vivere di respiro proprio) e la pregnanza della sua arte in relazione al luogo Palazzo Abatellis.
La Galleria di Palazzo Abatellis è all’apice della museologia e della museografia del Novecento, nata all’indomani della mostra del 1953 dedicata ad Antonello a Messina e in tal senso, dalle prime sale del piano nobile fino alla sala dell’Annunciata, trasformando in permanente il percorso mostra temporanea dell’esposizione di Messina. Questo ramo portante si “affaccia” sul perno monumentale e misterioso che è il grande murale del Trionfo della Morte, autunno del Medioevo… antefatto, di fatto baricentrico fra l’Annunciata di Antonello da Messina – ma anche e di più i tre Dottori della Chiesa – e la Eleonora d’Aragona di Francesco Laurana. La distribuzione della odierna mostra e le opere esposte, pur frutto di numerose variabili, alcune del tutto impreviste e divergenti rispetto ai progetti iniziali, come sempre accade, tuttavia rispetta, anzi dialoga e mette in valore la logica forte della Galleria, ma nello stesso tempo propone un itinerario nell’arte di Antonello da Messina che vive di vita propria.