Arte: altare del Gagini allo Spasimo. Partiti i lavori di resturo

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Al via questa mattina, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e degli assessori alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, Emilio Arcuri, e alla Cultura, Andrea Cusumano, il restauro conservativo dell’Altare del Gagini allo Spasimo.
Dopo tanti anni dal ritrovamento, l’altare smontato in circa cinquanta pezzi e custodito negli ambienti dello Spasimo verrà restaurato e ricomposto all’interno della “Cappella Anzalone” o “Cappella di Santa Maria del Riposo”. Il progetto prevede il ripristino degli elementi che lo compongono, con interventi di tipo conservativo, e la loro ricomposizione in una struttura temporanea per l’esposizione all’interno della Cappella Anzalone, posta in fondo alla navata sinistra della chiesa, ritenuto sito idoneo diverso da quello originario destinato all’opera del Gagini.
Tale scelta è stata imposta dalle attuali condizioni della Cappella Basilicò, assoggettata agli effetti negativi del terrapieno che ricopre parzialmente le murature della navata meridionale della chiesa di Santa Maria dello Spasimo.
“Un atto dovuto nei confronti della storia di Palermo e dei palermitani – ha dichiarato il sindaco Orlando – e un atto dedicato alla dottoressa Antonietta Spataro, che è stata insieme all’Amministrazione comunale fortemente convinta che bisognasse ricostruire i pezzi di questa splendida opera d’arte. Un altro esempio di una città che edifica il futuro sulle radici del proprio passato”.
“Stiamo ricomponendo un altare di cui in passato è stato fatto un uso incongruo – hanno dichiarato gli assessori Arcuri e Cusumano – e ricostruendo una parte della storia dello Spasimo, fatta di splendori e di decadenze”.
L’intervento prevede l’anastilosi delle parti originarie con poche integrazioni necessarie che saranno affidate a riproduzioni volumetriche, evidentemente differenziate per materiale, solamente per gli elementi mancanti la cui documentazioni iconografica e fotografica ne attesta con certezza l’esistenza.
Le fasi del restauro saranno precedute dalla verifica delle caratteristiche intrinseche dei materiali e dalla esecuzione di specifici saggi indirizzati al controllo della compatibilità di prodotti e materiali da utilizzare, nonché all’indagine sulle metodologie di intervento e sulle tempistiche di applicazione delle sostanze chimiche. Le operazioni verranno condotte in situ, all’interno dello Spasimo, nella stessa Cappella Anzalone, al fine di limitare gli spostamenti dei pezzi. I lavori sono stati affidati all’Impresa A.T.I. Giovanna Comes Restauro Opere d’Arte – Nuova Cogiter s.r.l, per un importo netto di circa 70 mila euro. La conclusione dell’intervento è prevista a gennaio 2019.
Cenni storici
Nella Cappella Basilicò (fondo della navata destra della chiesa), in origine dal 1519 e fino al 1573, furono collocate l’edicola commissionata al Gagini e la tavola di Raffaello Sanzio denominata “Spasimo di Sicilia” pervenuta definitivamente alla Corona di Spagna nel 1661.
Successivamente, in occasione di alcuni trasferimenti in altre sedi, l’edicola è stata associata ad ulteriori manufatti decorativi attribuiti ad Angelo Italia (decorazioni e mensa con volute e ghirlande) e a Giosuè Durante (decorazioni del 1782).
Le mutate condizioni residenziali dei Padri Olivetani alla fine del sec. XVI determinarono un primo spostamento dell’Altare nella Chiesa di Santo Spirito dove rimase fino al 1782, anno in cui fu smontato e trasferito nella Chiesa di Santa Maria della Grotta, al Collegio Massimo della Compagnia di Gesù, con grave perdita di elementi e aggiunte e adattamenti del Durante (viene aggiunto anche il rilievo marmoreo di San Luigi opera del Marabitti).
In epoca più recente l’altare fu trasferito al Museo Nazionale dell’Olivella di Palermo e, negli anni ’50, a Bagheria, nella villa San Cataldo dove fu smembrato e, in parte, collocato all’aperto (colonne, capitelli, trabeazione).
Dal 1997 l’Altare è conservato all’interno del Complesso monumentale dello Spasimo, dove è stato sottoposto a trattamenti controllati di pronto intervento con imbibizioni di silicato di etile e di emulsioni acriliche, per bloccare localizzati fenomeni di esfoliazione e disgregazione superficiale.
Un contributo importante per il censimento dei frammenti, la promozione del restauro e la ricollocazione dell’altare, è venuto dagli studi e dall’impegno civico della prof.ssa Maria Antonietta Spadaro.