Aziende e società scientifica insieme per la prevenzione del melanoma

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Intervista a Pierluigi Antonelli
Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia

Quali sono le ragioni che hanno spinto MSD Italia a sostenere la campagna “Il Sole per amico”, promossa da IMI, per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione del melanoma?
I tumori della pelle, in generale, costituiscono una grave minaccia per la salute di milioni di persone e per la stessa sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Tra i tumori della pelle, il melanoma, pur presentando un’incidenza pari al 5% del totale, si caratterizza per un significativo incremento negli ultimi 10 anni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato nell’ordine del 30%. Il melanoma, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato responsabile di oltre 7.000 decessi negli ultimi cinque anni, con una prevalenza maggiore nella popolazione maschile.
Alla “pericolosità sociale” della patologia non è, purtroppo, associata una pari attenzione in termini di prevenzione dei tumori cutanei. E ciò è particolarmente vero per ciò che riguarda l’infanzia che rappresenta un momento di rischio per la futura insorgenza del melanoma; le scottature prese da bambini – quando si gioca a lungo sotto il sole – costituiscono un importante fattore di rischio in quanto la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza.
Emerge, quindi, la necessità di una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione primaria del melanoma e, certamente, il soggetto più autorevole per la sua realizzazione non può che essere la società scientifica di riferimento, ovvero l’Intergruppo Melanoma Italiano.
Merck & Co. e MSD Italia credono fermamente che anche i soggetti imprenditoriali, secondo un principio di sussidiarietà orizzontale, abbiano il dovere di prendersi cura di beni comuni, come la ricerca e la salute, in ciò esercitando appieno la loro responsabilità e cittadinanza d’impresa.

Qual è attualmente l’impegno in ricerca di MSD?
La Ricerca, è da sempre nel DNA di MSD: per l’entità del suo impegno finanziario, 7 miliardi di dollari ogni anno, pari al 18% del proprio fatturato; siamo la quinta Azienda al mondo per investimenti in R&S davanti a colossi come General Motors, IBM, Ford, due volte gli investimenti di un gigante hightech come Apple; per i suoi 15.000 ricercatori; ma, soprattutto, per le 179 nuove molecole che abbiamo immesso in commercio in tutti questi anni, contribuendo, come nessuna altra azienda farmaceutica al mondo al progresso scientifico.
Anche in Italia, MSD ha investimenti significativi in Ricerca: 91 diversi protocolli di ricerca, avviati nel periodo 2008-2013, che hanno coinvolto 551 centri sul territorio e ben 5.700 pazienti; siamo la terza Azienda in Italia secondo i dati dell’Osservatorio sulle Sperimentazioni Cliniche dell’Agenzia Italiana del Farmaco. In questo modo partecipiamo attivamente alla strategia globale di ricerca della casa madre, focalizzandoci soprattutto su aree terapeutiche quali l’oncologia, la virologia, il diabete e l’acute care in ambito ospedaliero.
Alla luce di queste considerazioni, Merck & Co., per conto della sua filiale italiana MSD, ha deciso di accettare la richiesta di contributo liberale pervenuta dall’Intergruppo Melanoma Italiano.

Come nasce e si è sviluppata fino ad oggi la collaborazione tra MSD e l’Intergruppo Melanoma Italiano?
La collaborazione con l’Intergruppo Melanoma Italiano nasce nel 2014 quando la nostra Azienda ha deciso di accettare la richiesta della società scientifica di un contributo liberale per il finanziamento di 9 borse di studio.
Adesso Merck & Co. – sempre per conto della sua filiale italiana – sostiene la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione primaria del melanoma promossa dall’Intergruppo Melanoma Italiano. La campagna, il cui obiettivo primario è quello di accendere i riflettori sul rischio melanoma e sulle concrete possibilità di prevenirlo, diffondendo la cultura della prevenzione tra la popolazione generale con un focus particolare sui bambini in età scolare e sui loro genitori, consentirà di realizzare sinergie virtuose con le Istituzioni nazionali e regionali e con il mondo della scuola.
L’Intergruppo Melanoma Italiano ha ritenuto che una campagna di questa portata dovesse avere un endorsement istituzionale coinvolgendo i membri del nostro Parlamento per sensibilizzarli sull’importanza di promuovere l’informazione e la prevenzione dei tumori cutanei.
Come MSD siamo pertanto particolarmente orgogliosi di questa partnership con l’Intergruppo Melanoma Italiano, sostenuta da un contributo liberale complessivo per le due iniziative sopra citate di oltre 800.000 dollari, contributo mai erogato dalla mia Azienda in passato e, a che mi risulti, da nessun’altra Azienda.

Il melanoma rappresenta uno degli ambiti più promettenti della ricerca in Oncologia per la messa a punto di nuove terapie. Quali sono i progressi più recenti e le prospettive?
Attualmente per alcune forme tumorali particolarmente aggressive, come il melanoma metastatico, le opzioni terapeutiche sono davvero molto limitate. Fortunatamente negli ultimi anni la ricerca oncologica sì è orientata su quella che viene definita immuno-terapia oncologica e che rappresenta un nuovo paradigma di cura.
Da oltre un secolo, infatti, gli scienziati cercano di sfruttare le difese immunitarie dell’organismo per combattere le cellule tumorali. In questo intento è riuscita la ricerca scientifica MSD che, attraverso la definizione di una terapia fortemente innovativa, designata dalla stessa FDA quale “Breakthrough Therapy”, riesce ad inibire specifici recettori che, migliorando la risposta autoimmune dell’organismo, consentono di combattere alcuni tumori umani fra cui il melanoma.
Con questa nuova tipologia di farmaci, si aprono nuove prospettive nel trattamento di molte forme tumorali particolarmente aggressive, non solo del melanoma. Questa nuova molecola (pembrolizumab), infatti, è in fase avanzata di sperimentazione in diversi trials clinici per il trattamento di oltre 30 tipi di tumori differenti, tra cui il tumore del polmone, della vescica, gastrico, della testa e del collo, il carcinoma mammario, le neoplasie ematologiche ed il mesotelioma.
I risultati sul melanoma, sul tumore del polmone ed il mesotelioma presentati negli ultimi congressi internazionali (ASCO Chicago 2014, AACR Philadelphia 2015) sono davvero promettenti. Il significativo aumento dei tassi di sopravvivenza e l’attività antitumorale duratura ci spingono ad andare avanti in questa sfida con incessante passione.
Il farmaco è stato approvato dall’FDA per il trattamento di pazienti con melanoma metastatico ed è disponibile per il commercio negli Stati Uniti; in Europa è stato avviato un ampio programma di uso compassionevole al quale stanno partecipando anche molti centri italiani.

Quale contributo possono dare le Istituzioni all’impegno alla lotta contro il melanoma?
Le Istituzioni hanno, prima di tutto, il diritto e il dovere di essere informate sull’impatto socio-sanitario del melanoma e sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’evoluzione delle terapie.
Una volta acquisita conoscenza sulla patologia e sulla sua rilevanza sociale, mi auguro che le istituzioni possano fornire un contributo rilevante per favorire la sensibilizzazione della popolazione.
Da ultimo, ritengo che le Istituzioni possano svolgere un ruolo importante anche nel favorire l’accesso dei cittadini alle terapie innovative nel più breve tempo possibile, minimizzando tutti i possibili ritardi non imputabili ad una seria e rigorosa valutazione scientifica.