Caso Englaro. Dite la vostra

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E’ proprio un difficile caso etico quello di Luana Englaro, una ragazza che sopravvive da anni in coma vegetativo. E’ l’ennesimo caso che riapre brutalmente la polemica sulla morte cerebrale. Le leggi in vigore prevedono il criterio della totale assenza di funzioni cerebrali che vengono accertate dai medici per almeno sei ore consecutive attraverso una serie di accertamenti specialistici e dell’elettroencefalogramma che deve essere piatto. Ma accanto alle certezze scientifiche vi è tutta una serie di riflessioni etiche, morali, pietistiche e religiose che mettono in dubbio le certezze della scienza, anche in forza di qualche errore che sempre in questi casi è possibile e che hanno dato luogo a risvegli improvvisi anche dopo anni non altrimenti spiegabili se non con un errore di diagnosi iniziale o con qualche altra particolarità del caso che non trova unanime spiegazione.
Allora vogliamo dare la parola ai nostri lettori: cosa pensate sia più giusto fare? Ha ragione il padre di Luana (che vuole interrompere tutte le forme di sostentamento al corpo della figlia)? O ha ragione chi vuol salvaguardare la vita in ogni sua forma, anche la più estrema?
A voi la parola. Potete inviare i vostri messaggi alla email: giorchiu@tin.it
In seguito darò comunicazione delle vostre risposte.