I COLLOQUIA raccontano il Mare Nostrum. Venerdì 17 febbraio: Manar Hammad, l’archeologo di Palmira

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Venerdì 17 febbraio:  Manar Hammad, l’archeologo di Palmira
Scriveva Leonardo Sciascia che “le riflessioni sul Mediterraneo oscillano tra uomo e mito, realtà e immaginazione, storia e invenzione letteraria”, che compongono un discorso unitario che insieme implica e trascende la storia, la geografia, l’etnicità e persino l’appartenenza nazionale. Con questa convinzione nascono i COLLOQUIA, uno dei tanti cuori di BAM, la Biennale Arcipelago Mediterraneo che è già in corso a Palermo, promossa dall’Assessorato comunale alla Cultura.
BAM è un festival di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli e alle culture dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, con lo scopo di favorirne e promuoverne il dialogo. I COLLOQUIA nascono come ciclo di conferenze racchiuse sotto sezioni tematiche “Arcipelago” che apriranno uno squarcio su temi importanti: conflitti, arte, patrimonio, radici, letterature, Europa. 

Il primo dei COLLOQUIA è fissato per venerdì (17 febbraio) alle 10 al Museo internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino: protagonista, Manar Hammad, archeologo e architetto libanese, che vive e insegna in Francia, tra i massimi esperti del sito di Palmira su cui ha guidato una campagna di scavo nel 2010. Sollecitato dallo scrittore Gianfranco Marrone, affronterà il tema “Palmyre entre constructions et destructions” e mostrerà alcuni scatti recenti e approfondimenti inediti sullo straordinario sito, protetto dall’Unesco, devastato dal conflitto in corso. A cura del Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino. Saluti di Maria Concetta Di Natale, direttore Dipartimento Cultura e Società Università degli Studi di Palermo; Mario Zito direttore Accademia di Belle Arti di Palermo.

Palmyra tra costruzione e distruzione di Manar Ammad
Il santuario di Bel a Palmyra è stato costruito non solo per rafforzare i legami tra la città e la sua divinità suprema, ma anche per unire le diverse componenti tribali della popolazione locale. Baalshamin fu eretto per onorare l’arrivo dell’imperatore Adriano. Il Grande Arco e il Tetrapyle erano di una simmetria sorprendente, gli spettacolari atti distruttivi delle milizie dello Stato islamico in Iraq e Siria hanno non solo lo scopo di colpire l’immaginario occidentale, ma anche di destabilizzare il “teatro” siriano, staccare gli individui dal loro ambiente originale per combatterlo.

I COLLOQUIA seguiranno lo svolgersi della Biennale: sono previsti molti appuntamenti, tra gli ospiti più attesi il Premio Nobel Wole Soyinka. Chiusura il 10 marzo allo spazio Zac del Cantieri Culturali alla Zisa con ARCIPELAGO EUROPA. Quale Europa per il nuovo millennio? incontro conclusivo per riflettere sul futuro e sull’identità dell’Europa a partire dalla dimensione culturale e politica del Mediterraneo.

Nonostante la difficoltà di offrire una definizione unitaria di Mediterraneo, si può pensare ad un luogo composto da sfumature diverse che simbolicamente corrispondono, fra l’altro, ai suoi suoli e alle coltivazioni che li caratterizzano, alle lingue parlate, alle religioni professate e alle politiche praticate. Tutti questi elementi e altri ancora, contribuiscono alla composizione del “colore” della millenaria cultura mediterranea che ha dato origine alle tre maggiori religioni monoteistiche, i cui punti di contatto sono tanto numerosi quanto gli scontri a cui hanno dato vita nel corso dei secoli.  Le diverse voci sono come un canto polifonico, compongono un arcipelago complesso su cui è aperto il confronto. E i Colloquia si preparano ad ospitare punti d’osservazione diversi, dalla filosofia all’antropologia, dalla linguistica all’esperienza della pratica artistica per provare a tracciarne la complessità del presente.  

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