Contraccezione, Sicilia agli ultimi posti: solo il 13% delle donne assume la pillola

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Intervista a Ilenia Fonti
Ginecologa, Catania

Quali sono i metodi contraccettivi più utilizzati in Sicilia?
La Sicilia è una delle regioni meno virtuose nell’uso della contraccezione. Recenti stime AOGOI (Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) indicano che solo il 46% delle donne usano metodiche per il controllo della fertilità e di queste solo una piccola parte si avvale della pillola1. Purtroppo la maggioranza, il 54% si avvale solo di metodi di barriera o del coitus interruptus, con gli inevitabili fallimenti che questi comportano, con il conseguente ricorso alla pillola del giorno dopo o alle interruzioni volontarie di gravidanza.

Qual è l’atteggiamento prevalente delle giovani verso la contraccezione?
In primo luogo, a rivolgersi al ginecologo, magari accompagnate dalla madre o dal fidanzato, sono di solito le giovani donne con un livello d’istruzione più elevato. L’atteggiamento delle teenager è quello di curiosità per i nuovi metodi contraccettivi, mentre vi è maggiore riluttanza verso la pillola che incute timore anche e soprattutto per via dei temuti effetti collaterali, dell’ansia di doversi ricordare ogni giorno di prenderla o perché si assumono altri farmaci. Ma questo interesse alla contraccezione e alle pratiche alternative a quella orale è riferibile solo a una piccola quota della popolazione; nella grande maggioranza c’è scarsa attenzione e quindi poca conoscenza.

In Sicilia le ragazze sono adeguatamente informate rispetto alla contraccezione? Attraverso quali canali le ragazze si informano sui metodi contraccettivi?
Purtroppo nel nostro territorio le conoscenze relative alla gestione del proprio corpo e della sessualità non sono oggetto di specifici programmi educativi; anche nelle scuole si fa poca informazione, lasciata per lo più all’iniziativa delle singole insegnanti. Anche la rete consultoriale è molto carente, per cui le ragazze riescono a reperire le informazioni su internet o fruiscono di quelle comunicate dalle loro coetanee attraverso il passaparola. È poco frequente invece che le ragazze ricevano le basi di una corretta educazione sessuale e informazioni sulla contraccezione da parte della madre, perché nella nostra regione la comunicazione tra genitori e figli sui temi della sessualità non è abituale.

Quali sono i maggiori ostacoli rispetto all’uso del contraccettivo?
L’adolescente che si reca dal ginecologo per la prescrizione del contraccettivo pone come prima domanda il rischio dell’aumento di peso, la ritenzione idrica: queste sono le preoccupazioni delle ragazze di oggi e solo in seconda battuta chiedono informazioni sull’affidabilità del metodo, ma vogliono essere sicure di non sbagliare. Un altro ostacolo alla diffusione dei contraccettivi orali è la necessità di doverli assumere ogni giorno con regolarità; le ragazze di oggi tendono a dimenticarsene con facilità.

Oggi le donne hanno possibilità di scegliere metodi di contraccezione che le liberano dal peso dell’impegno e del gesto quotidiano: queste alternative vengono apprezzate dalle più giovani?
Le alternative contraccettive come anello e cerotto vengono apprezzate dalle giovani donne, dai 20 ai 35 anni, non altrettanto dalle adolescenti, che ancora non si sentono pronte, anche perché non hanno ancora una conoscenza adeguata del loro corpo

Quale peso ha il partner nella scelta del metodo contraccettivo? Quanto conta oggi per una giovane donna la volontà di decidere in prima persona anche in materia di sesso?
Nel mio ambulatorio spesso la donna è accompagnata dal partner, quindi c’è partecipazione da parte dei ragazzi, che vogliono essere coinvolti nella scelta della contraccezione, per vivere la vita di coppia in maniera più libera e consapevole. Spesso è proprio il partner a incoraggiare la donna nella scelta di metodi alternativi alla pillola.

Anche in Sicilia la donna ha fatto un percorso di emancipazione, ma la volontà di scegliere in modo autonomo e consapevole si è affermata soprattutto tra le fasce sociali più avvantaggiate. Quando il livello di istruzione non è alto, è più facile che la donna si lasci condizionare dal partner e che nelle scelte di contraccezione non metta al primo posto le sue esigenze.

1 “Sicilia indietro nell’uso dei contraccettivi”. Indagine AOGOI (Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), gennaio 2008.