EPATITE C: LA CURA È IN RETE. È ATTIVA LA RETE ONLINE DELLA REGIONE SICILIA PER IL TRATTAMENTO DI OLTRE 2.000 SICILIANI.

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Successo del modello di rete “Hub & Spoke” per gestire le nuove terapie antivirali per l’epatite cronica da virus C con criteri di appropriatezza, priorità e trasparenza. La Sicilia è la prima Regione in Italia a realizzare una rete di comunicazione via web, che integra 40 centri sul territorio, che hanno già registrato nel portale online oltre 2.000 cittadini siciliani affetti da epatite cronica da virus C.

Caltanissetta, 19 dicembre 2014 – Presentati oggi i risultati di “Rete HCV Sicilia”, il primo progetto italiano di tipo Hub & Spoke realizzato grazie al web, con una piattaforma di comunicazione online che riunisce 11 centri regionali di alta specializzazione (Hub), 16 unità operative e 25 ospedali periferici (Spoke) sul territorio siciliano, impegnati nella gestione integrata dei pazienti con epatite C. Al centro del nuovo modello di lavoro, affrontato oggi a Caltanissetta nell’incontro di implementazione, è il sito web www.retehcvsicilia.it che consente alle strutture coinvolte di profilare nel dettaglio ciascun paziente e di tracciarne il percorso di trattamento. Il progetto web, avviato dall’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia nel giugno 2014, conta oggi un registro online di oltre 2.000 pazienti. Il portale ha permesso l’allineamento del lavoro dei centri Hub e quello dei centri Spoke, per garantire appropriatezza, priorità e trasparenza dei trattamenti, ottimizzando l’assistenza al paziente e la gestione delle risorse economiche del sistema sanitario. Il progetto WEB è uno dei rami della rete epatologica partita in Sicilia ad aprile 2013.

“La costituzione delle reti aperte per la gestione di malattie croniche ad alto impatto sociale e di difficile gestione sanitaria è un obbiettivo primario della politica assistenziali della nostra Regione da alcuni anni. – spiega Lucia Borsellino, Assessore dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia – Il nostro sistema sanitario regionale deve mirare a una medicina value-based, che consente di misurare la qualità degli esiti sanitari sulla base della spesa sostenuta e dei risultati di salute ottenuti. La straordinaria appropriatezza raggiunta con la rete epatologica siciliana ci stimola a proseguire su questa strada che consideriamo un modello esportabile a tutte le terapie ad alto costo. Sono fiera che quello siciliano sia considerato un modello di best-practice”.

“Con l’arrivo delle nuove terapie antivirali, lo scenario di trattamento dell’epatite C è in rapido cambiamento e la sostenibilità rappresenta senza dubbio la sfida più complessa per il nostro sistema sanitario. – spiega Fabio Cartabellotta, medico epatologo coordinatore del network e dirigente medico dell’ospedale Bucchieri La Ferla di Palermo – L’ottimizzazione delle risorse impone la necessità di gestire la somministrazione dei nuovi farmaci sulla base di criteri di priorità e secondo principi di appropriatezza medica, equità e trasparenza. La rete integrata via web attivata dall’Assessorato della Regione Sicilia prevede la realizzazione di un registro aggiornato dei pazienti su tutto il territorio regionale e permette di valutare tutti i pazienti secondo gli stessi parametri di accesso alle nuove terapie”.

Responsabile scientifico della rete è Antonio Craxì, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo e Direttore dell’Unità di Gastroenterologia al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, che commenta: “Le terapie antivirali nei prossimi mesi si arricchiranno di nuovi farmaci e cambieranno in positivo il futuro di tanti pazienti siciliani. Se combinate in modo appropriato, le terapie disponibili riusciranno a guarire dall’infezione del virus C quasi tutti i pazienti. I farmaci che useremo sono però molto costosi, sarà quindi necessario stabilire dei criteri di appropriatezza terapeutica per garantire il maggiore beneficio ai pazienti che ne hanno un bisogno maggiore. Per questo, la costituzione di un registro online è uno strumento importante nell’ottica di garantire a tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro area di residenza, il più adeguato percorso terapeutico secondo un principio di equità”.

Si stima che siano almeno 20 mila i cittadini siciliani con una diagnosi di epatite C, una malattia epatica di origine virale con costi sociali notevoli. “Il registro online realizzato grazie alla rete Hub & Spoke offrirà anche l’occasione per scattare una fotografia aggiornata dell’epatite C in Sicilia. – conclude Cartabellotta.