Escursionismo: il WWF questa domenica in trekking a Levanzo

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La sezione escursionismo del WWF Sicilia Nord Occidentale Domenica 30 aprile visiterà l’Area Marina Protetta Isole Egadi, la più estesa d’Europa, e in particolare propone un percorso di Trekking libero a tutti a Levanzo con visita alla Grotta del Genovese e, nel pomeriggio, a Favignana al Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine di cui il WWF è uno dei gestori.

Per partecipare alla giornata archeologico-ambientale basta presentarsi ai due appuntamenti fissati uno a Piazzale Giotto Parcheggio ore 7.00 con partenza ore 7.15 e uno a Trapani, al porto per prendere il traghetto alle ore 8:40. I biglietti possono essere fatti sul posto. La quota di partecipazione per i non soci è di 5 euro, per i soci 3 euro.

Le ovvie spese extra sono il traghetto/aliscafo per raggiungere le isole (25 euro circa) e la visita guidata alla grotta del genovese (10 euro).

Il percorso è media difficoltà per un totale di circa 12 km. Obbligatori gli scarponcini, acqua e colazione al sacco.

Occorre solo dare l’adesione alla partecipazione tramite i canali indicati nel sito dove trovare dettagli, referenti e informazioni: http://www.wwfsicilianordoccidentale.it

Su FB: https://www.facebook.com/wwf.palermo .

Inoltre è attivo un Gruppo WhatsApp escursionismo: https://chat.whatsapp.com/EZuTiX1KzfnGhKjkv4KG4A .

L’isola di Levanzo fa parte delle Egadi, di fronte a Trapani, ad ovest della Sicilia. In questa stagione c’è la fioritura della macchia mediterranea tipica delle Egadi. Piccola per superficie (4 km2), è dal punto di vista storico principalmente conosciuta per la sua grotta con pitture preistoriche (Grotta del Genovese) e per la battaglia navale che si è tenuta sulle sue coste tra Romani e Cartaginesi nel 241 a.C., durante la prima guerra punica. Tranne questi due elementi, abbiamo poche notizie che ci consentano di tracciare la storia dell’isola nell’Antichità. Almeno conosciamo il suo nome: Plinio la chiama Bucinna (HN, III, 8, 92) e Ptolemeo Phorbantia (Geografia, III, 4, 17). Anche le attestazioni archeologiche sono piuttosto scarse. Possiamo ricordare la scoperta di un’iscrizione funeraria (CIL X, 7493) relativa ad un bimbo morto a tre anni. Per quello che riguarda le strutture, solo una grande cisterna in cocciopesto al centro dell’isola e l’impianto di salagione di Cala Minnola sono conosciuti. La grotta del genovese contiene tesori di delicatissime e raffinatissime rappresentazioni di figure animali accanto a qualche figura umana molto schematizzata. Un primo ciclo di età Paleolitica circa 34 figure incise sulla roccia con grazia squisita dal tratto delicato ma estremamente realistico, incisi con palpitante senso della realtà, con tratto deciso e continuo che fa risaltare con evidenza l’anatomia dell’animale, di straordinaria eleganza e bellezza, rappresentano chiaramente cervi, dolci cerbiatti, felini, tori, vacche, asini selvatici e altro. Le prime del genere rinvenute in Italia e che costituiscono il complesso di figure parietali preistoriche più interessanti del nostro paese; e un secondo ciclo di età Neolitico di circa 81 figure dipinte in nero e una sola dipinta in rosso, raffiguranti animali, idoli, figure umane (la donna a violino), disegni di armi (pugnali) e altro.
Il Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine dell’ AMP Isole Egadi è gestito in collaborazione con le associazioni onlus WWF Italia e Legambiente.
Realizzato con il contributo del Ministero dell’Ambiente e del Fondo Italiano per la Biodiversità.
Il Centro è in fase di rafforzamento, per essere trasformato in un vero e proprio Centro di Recupero, nell’ambito del progetto LIFE+12 Tartalife, finanziato dalla Commissione Europea, di cui l’AMP Isole Egadi è partner.

Altre informazioni per partecipare:
http://www.wwfsicilianordoccidentale.it
https://www.facebook.com/wwf.palermo

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