Eventi: festa 4 novembre a Palermo

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4novembreIl 4 novembre, una data storica per l’Italia. Novantasette anni orsono, si completava con la fine della prima Guerra Mondiale il ciclo delle campagne nazionali per l’Unità d’Italia. Un cammino lungo, durato settant’anni, dalla prima Guerra d’Indipendenza in avanti.

Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popo-lazione di tutte le regioni d’Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un’unica Bandiera le sorti della penisola.

Le celebrazioni del 4 Novembre sono cadenzate da una serie di appuntamenti inderogabili cui partecipano le maggiori cariche dello Stato e delle Forze Armate. Imprescindibile l’omaggio al Milite Ignoto tumulato in Roma presso l’Altare della Patria, così come la cerimonia presso il Sacrario Militare di Redipuglia. Presso questi due monumenti si terranno cerimonie a ricordo del sacrificio di tanti Italiani in Uniforme caduti per il nostro Paese.

LE FORZE ARMATE
NEL GIORNO DELL’UNITÀ NAZIONALE

Palermo 4 novembre 2015. Le Forze armate di concerto con l’Ufficio territoriale del governo e la Guardia di finanza, celebrano il “Giorno dell’unità nazionale, giornata delle forze armate”.

Questo il programma:
 piazza Vittorio Veneto:
• ore 09.30: cerimonia di alzabandiera e deposizione di corona di alloro al monumento ai caduti da parte del prefetto, del generale Dalzini, comandante militare della Sicilia, e delle principali autorità militari e civili cittadine. Sarà presente il gonfalone della città di Palermo decorato di medaglia d’oro al valor militare. Un reparto interforze con fanfara della legione carabinieri Sicilia renderà gli onori militari.
• a seguire: il generale Dalzini, accompagnato dalle massime autorità presenti, donerà un drappo tricolore agli alunni dell’istituto comprensivo di Sferracavallo intitolato alla medaglia d’oro alla memoria, tenente Carmelo Onorato, Caduto a Cefalonia il 24 settembre 1943.
• ore 18.00: cerimonia di ammainabandiera.
 caserma generale Euclide Turba, nell’omonima piazza, e
caserma generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, in c.so V. Emanuele:
• ingresso libero dalle 09.30 alle 15.30. Il pubblico potrà assistere a dimostrazioni operative e vedere in mostra e in azione alcuni mezzi in dotazione alle forze armate ed alle forze di polizia. All’interno della caserma Dalla Chiesa saranno inoltre visitabili le chiese di S. Giacomo dei militari e di Santa Maria Maddalena, oltre alla sala della memoria.
 piazza Verdi:
• ore 18.30: sulle scalinate del teatro Massimo, fanfare militari si alterneranno in concerto.
Infine, a rappresentare simbolicamente la presenza delle Forze armate nella vita quotidiana dei palermitani, già dalla mattina del 1 novembre, esercito, marina, aeronautica, carabinieri, guardia di finanza, croce rossa italiana ed associazioni combattentistiche ed arma hanno allestito vetrine scenografiche presso alcuni esercizi commerciali di via Ruggiero Settimo e dintorni.

Sintesi storica

Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno.

L’idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l’opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani. La scelta fu fatta da una popolana, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall’esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta fu collocata sull’affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato.
Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione avesse modo di onorare il Caduto simbolo.

La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa e le bandiere di tutti i reggimenti, mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d’oro fu portato a S. Maria degli Angeli.

Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull’Altare della Patria.

Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d’oro con la seguente motivazione:
“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria.”

Ecco il testo del Bollettino della Vittoria, il documento ufficiale emesso dal Comando Supremo che annunciava la disfatta nemica. Il testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme d’Italia “Ovunque sia a portata”, senza cioè il bisogno di arrampicarsi su sedie o scale per raggiungerlo; l’unica parte sempre lucida è costituita dalle parole “…è finita.” divenute profetiche per generazioni di militari di leva.

“Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12
La guerra contro l’Austria – Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.
La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d’armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale del fronte avversario. Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, dell’VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già gloriosamente conquistate, che mai aveva perdute.
L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Firmato Diaz.”