Everolimus e il cambio di paradigma nel tumore al seno avanzato: più efficace la terapia ormonale, più lontana la chemioterapia

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Intervista a Sabino De Placido
Direttore Struttura Complessa di Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Napoli

Oggi si parla di cambiamento di paradigma nella terapia del tumore al seno avanzato: il nuovo scenario appare legato alla possibilità di andare oltre il tradizionale binomio chemioterapia-ormonoterapia attraverso un farmaco come everolimus, adesso indicato per le forme di tumore al seno ER+/HER2-negativo. In cosa si concretizza questo cambiamento nella pratica clinica?
Per noi oncologi un’aspettativa di vita sempre più lunga e la qualità di vita come parte integrante della terapia sono le frontiere della lotta contro il tumore alla mammella. L’introduzione di nuovi farmaci a bersaglio molecolare, come everolimus, che, agendo solo minimamente sulle cellule sane, sono caratterizzati da un minore carico di effetti collaterali, ha modificato la pratica clinica.
Infatti everolimus, inibitore orale di mTOR, in associazione all’exemestane si è dimostrato superiore in termini di sopravvivenza libera da progressione rispetto alla sola ormonoterapia nelle pazienti con tumore della mammella avanzato responsivo ai recettori ormonali, con un ottimo profilo di tollerabilità, il che rende tale trattamento un’opzione valida nell’approccio a tali pazienti, prevalentemente in quelle che potrebbero non tollerare trattamenti tossici.

Quali benefici e vantaggi assicura questo nuovo approccio di trattamento alle pazienti in termini clinici e di qualità di vita?
L’associazione everolimus-exemestane, come evidenziano i dati dello studio BOLERO-2, ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione rispetto alla sola terapia ormonale, con una qualità di vita in termini di tossicità sovrapponibile tra i due schemi di trattamento. Questo in termini clinici si traduce nella possibilità di trattare in maniera efficace le pazienti con un trattamento orale e ben tollerato, posticipando l’approccio chemioterapico a una fase più avanzata della storia naturale della malattia.

Quali tipologie di pazienti potranno beneficiare di questa nuova indicazione di everolimus?
Il trattamento con everolimus in associazione ad exemestane trova indicazione nelle pazienti con carcinoma mammario avanzato positivo per i recettori ormonali precedentemente trattate con inibitore delle aromatasi non steroideo. Il beneficio clinico si è evidenziato in tutti i sottogruppi di pazienti sia nell’ambito dello studio clinico, che ne ha portato alla registrazione, sia nella nostra pratica clinica, ed in particolare la modalità di somministrazione, nonché il buon profilo di tollerabilità del farmaco fanno di everolimus un’opzione terapeutica efficace per le pazienti che potrebbero non tollerare trattamenti tossici quali la chemioterapia, le pazienti anziane o con altre patologie associate.