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Fiume Oreto: la commissione consiliare ambiente convoca le associazioni

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Freitag 5 Gennaio si riunirà la III commissione consiliare del Comune di Palermo che si occupa anche di Ambiente.

Il WWF Sicilia Nord Occidentale ha ricevuto l’invito alla partecipazione e ha aderito.

In una nota stampa il Presidente del WWF Sicilia Nord Occidentale Pietro Ciulla sottolinea la linea del WWF in merito alla tematica Fiume Oreto. La stessa nota è stata inoltrata al Presidente della III commissione Paolo Caracausi.

Il WWF è da decenni impegnato per la causa del fiume Oreto. Abbiamo fatto convegni importanti su questo problema e pressiamo continuamente le Istituzioni, nella fattispecie i tre Comuni interessati di Palermo, Altofonte e Monreale e la Regione Sicilia.

Dai risultati fin qui ottenuti le risposte delle suddette Istituzioni non sono state affatto sollecite e positive. Ricordo le riunioni con la commissione urbanistica del Comune di Palermo, i tanti incontri con gli assessorati interessati, compresi quelli Regionali, e così via.

Ammettiamo anche che la situazione è molto complessa perché negli anni si sono formati attorno al fiume un coacervo di interessi, legali (pochi) e illegali (tanti) che non è facile dipanare.
Un fiume, se usato come fogna a cielo aperto, fa comodo perché è più facile sversare di tutto e di più. E quindi via con le fogne abusive ma anche con le fogne pubbliche di interi paesi !!! Via con gli sversamenti di ogni tipo compresi i residui di lavorazione agricola, i residui di frantoi ecc..

Regola fondamentale: un fiume si protegge a monte evitando che in esso si sversi qualunque sostanza che possa inquinarlo, evitando che in prossimità di esso si costruisca abusivamente e illegalmente, controllando che le attività agricolo/industriali (sacrosante !) che si svolgono in sua prossimità non provochino sversamenti inquinanti e soprattutto far vivere il fiume con attività sane e legali che coinvolgano il territorio che un fiume attraversa.

Penso alle produttive attività di coltivazione agricole, ci sono tratti che ancora conservano tracce di antichi e rigogliosi giardini, penso ad attività ludiche ed ambientaliste, ai percorsi naturalisti gestiti da cooperative ed anche ad attività acquatiche.

Quindi ecco un altro punto di partenza fondamentale: aprire e rendere fruibili gli accessi al fiume, censire tutti i varchi e gli sbarramenti illegali, censire tutte le fogne pubbliche e private, tutte le attività di sversamento inquinante ed incominciare ad attivare tutti i provvedimenti necessari per eliminare tutte queste scandalose situazioni.

Per far questo il WWF ed altre Associazioni hanno suggerito anche una via giuridica per facilitare la gestione del bacino dell’Oreto e cioè la costituzione di una tipologia di parco ( non parco urbano, non parco naturale) ma un Parco Locale di Interesse Sovracomunale con compiti diretti e quindi più semplici per la gestione del bacino dell’Oreto.

Ricordo anche che un tratto dell’Oreto è un SIC, cioè un sito di interesso Comunitario in quanto sede di specie vegetale unica e importate da conservare per la salvaguardia della biodiversità.

Nonostante tutte le avversità non ci siamo mai fermati e abbiamo sempre continuato a pressare le Istituzioni (sempre con atteggiamento positivo com’è lo stile del WWF), ma soprattutto abbiamo scelto una strada parallela: quella del coinvolgimento diretto dei cittadini affinché apprezzino direttamente le bellezze di alcuni tratti del fiume e le “bruttezze” di alcuni altri tratti per prenderne coscienza.

Stiamo formando una coscienza di massa positiva intorno al fiume Oreto per formare un’opinione pubblica su questo tema.

Sono decine ormai le visite che abbiamo organizzato lungo le sponde dell’Oreto, dalla foce alle sorgenti e tre anni fa ci siamo resi promotori di alcune passeggiate lungo l’Oreto facendole inserire nel programma organizzato dall’associazione che da vita all’evento “Le vie dei Tesori” (ringraziamo l’organizzazione stessa per la sensibilità dimostrata accogliendo la nostra proposta).

Per concludere siamo ben felici di partecipare attivamente a questo tavolo tecnico e di dare il nostro contributo di idee ed organizzativo, sperando che questa ennesima ripartenza sia quella buona.

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