“Il Sole per amico”, campagna di prevenzione

658

Intervista a Paola Queirolo
Presidente IMI – Intergruppo Melanoma Italiano
Responsabile Oncologia Medica, IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova

“Il Sole per amico”, la campagna che promuove l’impegno comune di cittadini, medici e Istituzioni per la prevenzione del melanoma

“Il Sole per amico” è una campagna nazionale di sensibilizzazione sulla prevenzione primaria del melanoma e sull’importanza di una corretta esposizione ai raggi solari. Quali sono gli obiettivi di questa iniziativa?
Promuovere la prevenzione primaria del melanoma è uno degli obiettivi dell’Intergruppo Melanoma Italiano. Il melanoma è uno dei tumori a maggiore crescita nelle società occidentali e ha un impatto drammatico a livello socio-sanitario. Eppure pochi altri tipi di tumore possono essere contrastati altrettanto efficacemente attraverso le attività di prevenzione primaria, basate sulla corretta esposizione al sole, e di prevenzione secondaria, in primis l’autoesame della pelle per diagnosticare precocemente la malattia. In questi anni sono stati fatti molti passi in avanti sul fronte della diagnosi e delle terapie per il melanoma. L’informazione e la consapevolezza dei cittadini non sono cresciute nella stessa misura. Questa campagna nazionale nasce quindi per accendere i riflettori sul rischio melanoma diffondendo la cultura della prevenzione tra la popolazione, e in particolare tra i bambini in età scolare e le loro famiglie. È una campagna nazionale, promossa da IMI con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., casa madre dell’omonimo gruppo farmaceutico, per il tramite della sua consociata italiana MSD.
La campagna si sviluppa in due fasi. Nella prima parte dell’iniziativa ci rivolgiamo a tutta la popolazione affinché in vista delle vacanze aumenti il livello di attenzione e si goda il sole al mare o in montagna, ma proteggendosi sempre in maniera adeguata. Per diffondere questo messaggio abbiamo realizzato uno spot, interpretato da Licia Colò, che sarà programmato sul web e su network televisivi e radiofonici nazionali. Inoltre abbiamo previsto la distribuzione del leaflet informativo della campagna in location strategiche: le stazioni di Milano Centrale e Roma Termini e alcune frequentate località marittime, meta di vacanza delle famiglie. Nella seconda parte, a partire da settembre, promuoveremo attività educazionali nelle scuole elementari coinvolgendo i ragazzi, le famiglie e gli insegnanti. È la prima volta che una campagna nazionale su questi temi ha come principale interlocutore i bambini delle scuole elementari e le loro famiglie e per noi si tratta di un passaggio fondamentale dal momento che l’incidenza dei tumori della pelle è cresciuta proprio tra i giovanissimi e che le scottature solari in età pediatrica sono un importante fattore di rischio per il melanoma.

Perché nella lotta contro il melanoma è fondamentale anche l’impegno delle Istituzioni?
Parte integrante del progetto è il coinvolgimento delle Istituzioni: l’impegno diretto dei decisori politici può fare la differenza per aumentare l’informazione ai cittadini, promuovere lo screening, sostenere la ricerca di nuovi farmaci. Per questo abbiamo richiesto e ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute e abbiamo sollecitato la presenza visibile di rappresentanti delle Istituzioni nell’evento di lancio della campagna. La prevenzione del melanoma è importante non solo per difendere la salute dei cittadini ma anche per mantenere la sostenibilità del Servizio Sanitario. In definitiva, l’obiettivo è creare un fronte comune contro il melanoma portando l’informazione ovunque è necessario, coinvolgendo tutti gli attori interessati, creando una cultura diffusa della prevenzione di questo tumore.

Che cos’è il melanoma? Perché è considerato il tumore cutaneo più temuto e aggressivo? Quanto è diffuso in Italia e nel mondo? E quali sono le persone più a rischio?
Il melanoma è un tumore cutaneo molto grave che origina dai melanociti, cellule dello strato basale dell’epidermide, che si possono trovare anche nelle mucose e nell’occhio, deputate alla difesa della pelle, all’abbronzatura e alla formazione dei nevi (o nei); questa neoplasia se non trattata è fatale.

Pur trattandosi di una forma tumorale meno frequente rispetto a tumori cutanei quali lo squamocellulare e il basocellulare, il melanoma è molto più pericoloso, colpisce fasce d’età più giovani con un elevato tasso di mortalità: fino a un terzo dei soggetti affetti da melanoma ha meno di 50 anni mentre il 20% dei pazienti colpiti muore. Non sempre il trattamento chirurgico è risolutivo e il tumore anche in fase precoce di malattia può dare metastasi. L’incidenza del melanoma è più che raddoppiata negli ultimi trent’anni ovunque, il tasso più elevato di nuovi casi si registra in Australia e Nuova Zelanda anche a causa del fototipo chiaro degli abitanti. In Italia tra il 2003 e il 2005 il melanoma cutaneo ha rappresentato il 2,1% di tutti i tumori diagnosticati tra i maschi e il 2,6% di quelli diagnosticati tra le femmine. Attualmente sono almeno 100.000 gli individui che convivono con una diagnosi di melanoma nel nostro Paese, 10.000 i nuovi casi ogni anno. Nel mondo ogni anno si diagnosticano oltre 232.000 nuovi casi di melanoma con più di 70.000 decessi. Sicuramente le persone che si espongono al sole in modo incauto, o alle lampade abbronzanti, sono più soggette al rischio di sviluppare un melanoma. A rischio maggiore sono i fototipi 1 e 2 che includono carnagione chiara, capelli biondo-castani, occhi chiari, presenza di lentiggini e difficoltà ad abbronzarsi. La presenza e il numero di nei sul corpo è un altro importante fattore di rischio così come la familiarità e la storia personale di melanoma. Le stesse scottature prese nell’infanzia e nell’adolescenza predispongono ai tumori cutanei, incluso il melanoma, come anche il maggiore inquinamento ambientale, basti pensare alla ridotta stratificazione dell’ozono, che ha la funzione di filtrare i raggi UV.

Quali sono gli errori più frequenti e dannosi in cui si incorre quando decidiamo di esporci al sole?
Esporsi nelle ore centrali della giornata dalle 11.00 alle 15.00 ora legale è un grave errore, come anche esporsi in maniera intermittente e prolungata, come fanno ad esempio le persone che vanno in vacanza e si espongono al sole una sola volta all’anno senza che la loro pelle sia abituata. Esporsi ai raggi UV senza avere protetto la pelle con creme a filtri solari elevati specie nella prima settimana di esposizione, anche se si è in montagna, è un gravissimo errore. Non indossare magliette, cappello con visiera e occhiali da sole (anche l’occhio è soggetto a melanoma), non ripararsi sotto l’ombrellone o all’ombra, sono tutti errori che costano cari alla salute della nostra pelle.

Quali sono attualmente le prospettive terapeutiche nel trattamento del melanoma?
Negli ultimi tre anni lo scenario è completamente cambiato, oggi disponiamo di farmaci che rispetto ai vecchi chemioterapici prolungano la sopravvivenza in modo molto più significativo, e che quindi costituiscono la grande novità in oncologia. Si tratta di terapie a bersaglio molecolare (target therapy) che inibiscono specifiche mutazioni geniche del tumore come la mutazione BRAF che si trova nel 50% dei melanomi in stadio avanzato. Una importante novità è rappresentata dagli anticorpi immunomodulanti che hanno dimostrato di prolungare la sopravvivenza a lungo termine in pazienti con malattia avanzata. In particolare, è in fase avanzata di sperimentazione un nuovo anticorpo monoclonale, pembrolizumab, un anti-PD-1 che dimostra un’efficacia ancora superiore ai precedenti in termini di sopravvivenza, ma anche nelle risposte obiettive e nella progression free survival e rappresenta il futuro non solo per il melanoma ma anche per altre importanti forme tumorali, quali il tumore del polmone ed il mesotelioma, essendo attualmente in studio in 30 tipi di patologie oncologiche differenti. Questo immunoterapico agisce sul sistema immunitario rinforzandolo e ripristinando i check point immunologici, veri e propri blocchi sui linfociti che impediscono a queste cellule di difendere l’organismo. I dati dello studio Keynote-006, da poco presentati all’AACR 2015 di Philadelphia, dimostrano che pembrolizumab è capace di aumentare del 30% la sopravvivenza globale dei pazienti con melanoma avanzato non operabile ripristinando la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali risparmiando quelle sane.
Pembrolizumab, già approvato dall’FDA per il trattamento di pazienti con melanoma metastatico e disponibile in commercio negli Stati Uniti, in Europa viene utilizzato in un ampio programma di uso compassionevole al quale stanno partecipando anche molti centri italiani.