Il sole può essere un grande amico, se sappiamo come “prenderlo”: ecco le regole da non dimenticare

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Intervista a Ignazio Stanganelli
Referente per la Dermatologia di IMI – Intergruppo Melanoma Italiano
Responsabile Centro clinico-sperimentale di Oncologia Dermatologica
I.R.S.T. – Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori

Il melanoma è la forma più diffusa di tumore della pelle e una delle più aggressive. Quando ci si espone al sole, al mare e in montagna, quali sono le regole che non bisognerebbe mai dimenticare?
Innanzitutto bisogna valutare bene il momento, la durata dell’esposizione e soprattutto conoscere il proprio fototipo. Per semplificazione i soggetti a fototipo chiaro (fototipo I o II), con cute sensibile, sono di tipo nord europeo, i soggetti a fototipo scuro (fototipo III o IV) sono di tipo mediterraneo, i soggetti molto scuri (fototipo V o VI) sono rappresentati dall’etnia asiatica e dalla popolazione nera. Una volta identificato il proprio fototipo è più semplice adeguare i propri comportamenti per una corretta esposizione al sole, godendo dell’aria aperta e delle vacanze al mare o in montagna senza correre rischi. È importante esporsi gradualmente per ridurre il rischio di scottature. Bisognerebbe cominciare da un’esposizione di 45-60 minuti il primo giorno aumentando ogni giorno il tempo di esposizione fino a ottenere in 15-20 giorni di esposizione solare un’abbronzatura uniforme e duratura. Inoltre si dovrebbe ridurre l’esposizione durante le ore centrali della giornata, che in Italia sono quelle comprese tra le 11.00 e le 15.00 ora legale. In tali ore vi è un maggiore irraggiamento del sole e il grado d’intensità delle radiazioni ultraviolette è massimo. Durante l’esposizione al sole si devono utilizzare creme fotoprotettive, applicandole in dosi adeguate e per più volte, ogni 2-3 ore. Le creme solari devono essere sempre adeguate al proprio fototipo e dotate di filtri per i raggi UVA e UVB. In ogni caso l’utilizzo della crema non deve essere considerato un “passaporto” per una lunga esposizione solare. Sotto il sole sarebbe sempre consigliabile utilizzare indumenti e un cappellino per proteggere la pelle e occhiali da sole con filtro UV 100% a difesa degli occhi. Vi sono poi alcune regole specifiche per le persone più a rischio. Particolare attenzione a non scottarsi deve prestare il soggetto con fototipo chiaro maggiormente predisposto al rischio di melanoma. I bambini devono essere assolutamente protetti dalle scottature e va evitata l’esposizione diretta dei neonati fino a 1 anno.

Negli ultimi anni i dermatologi hanno richiamato l’attenzione sui rischi legati all’esposizione alle lampade abbronzanti che adesso anche in Italia sono vietate ai minori di 18 anni. Perché è importante far arrivare questo messaggio ai ragazzi e alle famiglie?
Dal 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera anche le radiazioni ultraviolette (UV) artificiali come carcinogeni completi in quanto sono coinvolte nella formazione dei tumori maligni della pelle come il melanoma, il carcinoma spinocellulare e il carcinoma basocellulare.
Dal 2011 in Italia l’uso delle lampade abbronzanti è vietato alle persone più vulnerabili come i ragazzi sotto i 18 anni, le donne in stato di gravidanza, i soggetti che in precedenza hanno sviluppato un tumore maligno della pelle ed i soggetti con pelle chiara che non si abbronzano o che si scottano facilmente con l’esposizione al sole. Inoltre, lo stesso decreto di legge sconsiglia vivamente il loro utilizzo nei sottogruppi di popolazione a maggiore rischio, in particolare ai soggetti con un elevato numero di nevi o nei (> 25), molte lentiggini, una storia personale di frequenti ustioni solari durante l’infanzia e l’adolescenza e agli individui che stanno assumendo farmaci in quanto alcuni principi attivi provocano fotosensibilità. Tutte queste restrizioni sono indispensabili proprio perché le radiazioni ultraviolette, oltre a provocare danni a breve termine (come eritema e arrossamento della pelle accompagnato da prurito o bruciore), possono provocare alterazioni che compaiono anche dopo molti anni di distanza dall’esposizione, come l’invecchiamento precoce della pelle e la fotocarcinogenesi (l’induzione di tumori sulla pelle). Inoltre l’utilizzo dell’UV artificiale prima dei 35 anni aumenta notevolmente il rischio di sviluppare tumori della pelle nel corso della vita. Le radiazioni UV artificiali hanno un effetto additivo alle radiazioni solari: infatti 20 minuti di esposizione artificiale corrispondono ad una giornata di sole in pieno agosto. Il consiglio quindi è evitare le lampade artificiali.
Perché è particolarmente importante proteggere la pelle dei bambini quando si espongono al sole?
La fotoprotezione della cute del bambino e dell’adolescente è molto importante. Le ustioni solari in età pediatrica aumentano il numero dei nevi e correlano con un aumentato rischio di sviluppare melanoma in età adulta. Ridurre la dose cumulativa solare, evitare esposizioni prolungate in una giornata, limitare le esposizioni nella fascia centrale della giornata, indossare maglietta e cappellino, applicare filtri solari a protezione alta rappresentano le armi per una buona prevenzione. I solari per uso pediatrico devono essere privi di conservanti e di profumo. Per questi motivi ai bambini andrebbe applicata una crema solare con una protezione molto alta (50+ SPF) e a base di filtri fisici (esempio: ossido di zinco). In particolare in età neonatale, pur avendo un numero di melanociti pari agli adulti, i piccoli hanno la pelle molto più sottile pertanto è più sensibile al danno da UV ed è in grado di assorbire più facilmente gli ingredienti chimici contenuti nelle creme solari. La pelle dei neonati inoltre è soggetta a disidratazione e i sistemi di protezione del corpo, come la termoregolazione, non sono ancora completamente sviluppati. Pertanto in età neonatale è importante portare a mare i piccoli nelle prime ore della mattina evitando le ore più calde.

Perché è importante eseguire un controllo periodico dei nei? In che età e con quale frequenza?
Il controllo dermatologico dei nevi melanocitici, in particolare nei soggetti a rischio, rappresenta l’arma per la prevenzione secondaria (diagnosi precoce) del melanoma. I dati epidemiologici sui fattori di rischio suggeriscono un controllo dermatologico nei soggetti che presentano una o più delle seguenti caratteristiche: familiarità per melanoma, anamnesi personale di melanoma, melanomi multipli, fototipo chiaro (1 e 2 secondo Fitzpatrick), lentigginosi, alto numero di nevi comuni (> 40), presenza di nevi atipici (> 3), storia clinica personale di carcinomi (epiteliomi) e/o cheratosi attiniche e soggetti che presentano nevi con parametri della lesione sospetta dell’ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore polimorfo o marcatamente nero, Dimensioni > 6 mm, Evoluzione rapida). Particolare attenzione deve essere rivolta ai soggetti che presentano un importante aumento del rischio di melanoma (più di 10 volte rispetto alla popolazione generale), come i soggetti con nevi melanocitici congeniti giganti (> 20 cm di diametro e nevi che ricoprono il 5% della superficie corporea) ed i soggetti con una forte ereditarietà familiare di melanoma. In particolare, quando la presenza di 1 dei 2 membri affetti da melanoma si associa a sindrome del nevo atipico e/o melanomi multipli. Generalmente l’inizio del controllo dermatologico avviene dopo l’adolescenza.