IL VALORE DELLA DIFFERENZA

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Mentre scrivo questo articolo ricordo un mio compagno di scuola gay che dal 4 ginnasio sino alla maturità ha dovuto subire atti di bullismo. All’epoca, quei pochi di noi che non erano spaventati dalla differenza potevano soltanto supportarlo nel suo malessere e fare ben poco, poiché, la società di allora, legittimava il bullismo non solo contro gli omosessuali ma contro chiunque manifestasse segni di una personalità debole e vulnerabile.

I tempi sono certamente cambiati ma non tanto.

A. ha 18 anni è confuso e pieno di dubbi. Fin dall’infanzia ha percepito in sé un interesse speciale verso le persone dello stesso sesso. Con il passare degli anni l’interesse si è intensificato ma in lui è rimasto un pensiero invalidante: sono omosessuale-non sono maschio-sono passivo-sono un fallito.

M. ha 23 anni ed è spaventata dall’agito omosessuale, si sente profondamente donna, vive una relazione con un uomo, vorrebbe dei figli, non se la sente di accettare questa sua natura.

Dunque, anche se molti pregiudizi sono caduti, sono ancora molte le persone che si rivolgono allo psicologo per cercare una rassicurazione, una correzione o una cura per diventare ‘normali’.

Il compito dell’aiuto specialistico è quello di aiutarli ad accettare e rispettare il loro desiderio ma soprattutto a ricomporre una sessualità erotica in contrasto con le convenzioni sociali delle identificazioni di genere maschile e femminile, che rende fragile la definizione già complessa dell’identità personale.

Un lavoro, quello sull’identità, che nel caso di gay e lesbiche, deve fronteggiare un problema estremo: l’omofobia.

Infatti, l’ostilità sociale genera il disdegno di sé, il disagio e sentimenti di inferiorità.

Un problema comune nell’incontro con persone gay è la difficoltà a definirsi all’interno della logica duale maschile-femminile dei ruoli di genere comunemente accettati. Ovvero, una confusione cognitiva riguardante la mancata coincidenza tra caratteristiche anatomiche, psicologiche e relazionali.

A questo proposito, è bene sapere che l’orientamento sessuale, l’identità di genere e il ruolo di genere non necessariamente devono coincidere. Le caratteristiche ‘maschili’ o ‘femminili’ possono esprimersi in modo del tutto personale e non devono necessariamente essere in relazione con le preferenze sessuali.

In altri termini, essere ‘uomo’ e ‘donna’ richiede aspetti della propria personalità talmente elevati e complessi che poco hanno a che fare con l’orientamento sessuale.

In questo senso, la collega Luce Irigay, a trent’anni dall’uscita del suo trasgressivo libro ‘Speculum’(ricordiamo, infatti, che nel libro critica con feroce ironia il pensiero di Freud e Lacan sulla sessualità femminile, tanto che questo le costò la sospensione dall’insegnamento), continua ad essere un punto di riferimento essenziale per ogni ragionamento sulla differenza.

La collega postula una nuova forma di rapporto tra i sessi e un diverso modo di amare basato soprattutto sul rispetto umano, senza rinunciare alla propria differenza sessuale.

L’affermazione “Amo te”, per la collega, deve tramutarsi in “Amo a Te”, cioè, riconoscere la differenza e rispettare il mistero dell’altro. L’amore desidera la presenza dell’altro che non è solo fisicità ma è intreccio di parola e corpo.

Il desiderio va al di là di ciò che la mente percepisce.

Un amore per l’altro, quindi, che trasforma gli istinti sessuali di possesso e dominio in qualcosa di più profondo che coinvolge l’intero essere, corpo, sensi, sentimenti, ascolto, parola e pensiero.

Si dovrebbe attivare uno sguardo, quindi, non per possedere ma per ospitare l’altro in noi stessi.

L’epoca in cui viviamo caratterizzata dal desiderio di un ‘ordine’ che non può più esistere è un ‘caos’ di trasformazione, genera una forte incertezza.
Un’ incertezza notevolmente amplificata nella persona omosessuale che cerca di raggiungere quel sano equilibrio di cui ha il diritto che gli consenta di viversi nelle sue potenzialità che vanno oltre il gusto sessuale.

E’ necessario, quindi, che incontri ascolto, supporto e rispetto.

Inoltre, le critiche dei ‘benpensanti’ tutt’ora esistenti sulle differenti modalità sessuali più che focalizzarsi sul gusto dovrebbero inquadrarsi su una squallida realtà che ha fatto divenire il sesso come uno sport meccanico ed egoistico invece che come un atto profondo che può donare un piacere prolungato.

La fusione di due persone nell’atto dell’amore ha enormi implicazioni psicoaffettive.

Fare l’amore genera amore per la coppia stretta nell’abbraccio.

E’ questo non può in nessun modo essere circoscritto da regole inventate dall’uomo che imprigionano la passione.