Innovazione nella ricerca e alleanze virtuose per la prevenzione: la strategia di MSD per battere il melanoma

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Intervista a Nicoletta Luppi
Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia

Quali sono le ragioni che hanno spinto MSD Italia a sostenere la campagna “Il Sole per amico”, promossa dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI), per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione del melanoma?

I tumori della pelle costituiscono una grave minaccia per la salute di milioni di persone e per la stessa sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi tumori, il melanoma, pur presentando un’incidenza pari al 5% del totale, si caratterizza per un significativo incremento negli ultimi 10 anni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato nell’ordine del 30%.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il melanoma è stato responsabile di oltre 7.000 decessi negli ultimi cinque anni, con una prevalenza maggiore nella popolazione maschile.
Alla “pericolosità sociale” della patologia non è, purtroppo, associata una pari attenzione in termini di prevenzione dei tumori cutanei. E ciò è particolarmente vero per ciò che riguarda l’infanzia che rappresenta un momento di rischio per la futura insorgenza del melanoma; le scottature prese da bambini – quando si gioca a lungo sotto il sole – costituiscono un importante fattore di rischio in quanto la pelle “memorizza” il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza.
Sono queste le ragioni che spiegano la necessità di una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione primaria del melanoma e, certamente, il soggetto più autorevole per la sua realizzazione non poteva che essere la società scientifica di riferimento, l’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI).
Merck & Co. E MSD Italia credono fermamente che i soggetti imprenditoriali, secondo un principio di sussidiarietà orizzontale, abbiano il dovere di prendersi cura di beni comuni, come la ricerca e la salute, in ciò esercitando appieno la loro responsabilità e cittadinanza d’impresa.
Del resto, la Ricerca è da sempre nel DNA di MSD: per l’entità del suo impegno finanziario, 7 miliardi di dollari ogni anno, pari al 18% del proprio fatturato; siamo la quinta Azienda al mondo per investimenti in R&S davanti a colossi come General Motors, IBM, Ford, due volte gli investimenti di un gigante hightech come Apple; per i suoi 15.000 ricercatori; ma, soprattutto, per le 179 nuove molecole che abbiamo immesso in commercio in tutti questi anni, contribuendo al progresso scientifico come nessuna altra azienda farmaceutica al mondo.
Anche in Italia, MSD ha investimenti significativi in Ricerca: 91 diversi protocolli di ricerca, avviati nell’ultimo quinquennio, che hanno coinvolto 551 Centri sul territorio e ben 5.700 pazienti; siamo la terza Azienda in Italia secondo i dati dell’Osservatorio sulle Sperimentazioni Cliniche dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
Alla luce di tutte queste considerazioni, Merck & Co., per conto della sua filiale italiana MSD, ha deciso di accettare la richiesta di contributo liberale pervenuta dall’IMI.
La collaborazione con l’IMI nasce lo scorso anno quando la nostra Azienda ha deciso di accettare la richiesta della società scientifica di un contributo liberale per il finanziamento di 9 borse di studio.
Nel 2015, Merck & Co. – sempre per conto della sua filiale italiana – ha finanziato la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione primaria del melanoma promossa dall’IMI.
La campagna, il cui obiettivo primario è quello di accendere i riflettori sul rischio melanoma e sulle concrete possibilità di prevenirlo, diffondendo la cultura della prevenzione tra la popolazione generale con un focus particolare sui bambini in età scolare e sui loro genitori, consentirà di realizzare sinergie virtuose con le istituzioni nazionali e regionali e con il mondo della scuola.
Come MSD, siamo particolarmente orgogliosi di questa partnership con l’IMI. Si tratta di un contributo liberale importante, mai erogato dalla mia Azienda in passato e, a che mi risulti, da nessuna altra Azienda.

Il melanoma rappresenta uno degli ambiti più promettenti della ricerca in Oncologia per la messa a punto di nuove terapie. Quali sono i progressi più recenti e le prospettive?

Attualmente, per alcune forme tumorali particolarmente aggressive, come il melanoma metastatico, le opzioni terapeutiche sono davvero molto limitate. Fortunatamente, negli ultimi anni, la ricerca oncologica sì è orientata su quella che viene definita immuno-terapia oncologica e che rappresenta un nuovo paradigma di cura. Da oltre un secolo, infatti, gli scienziati cercano di sfruttare le difese immunitarie dell’organismo per combattere le cellule tumorali.
In questo intento è riuscita la ricerca scientifica MSD che, attraverso la definizione di una terapia fortemente innovativa, designata dalla stessa FDA quale “Breakthrough Therapy”, riesce ad inibire specifici recettori che, migliorando la risposta autoimmune dell’organismo, consentono di combattere alcuni tumori umani fra cui il melanoma.
Con questa nuova tipologia di farmaci, si aprono nuove prospettive nel trattamento di molte forme tumorali particolarmente aggressive, non solo del melanoma.
Nel mese di luglio, la nuova molecola frutto della ricerca MSD (pembrolizumab), è stata approvata dalla Commissione Europea per il trattamento del melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) negli adulti. L’approvazione della Commissione Europea si basa su dati provenienti da tre studi clinici condotti in più di 1.500 pazienti con melanoma avanzato di prima linea e precedentemente trattati, e rappresenta una pietra miliare nella storia dell’Oncologia.
Pembrolizumab, infatti, è la prima ed unica terapia anti-PD-1 a ricevere l’autorizzazione sulla base di dati che evidenziano come il trattamento sia statisticamente superiore alla chemioterapia e ad ipilimumab. È la prova che pembrolizumab ha il potenziale per trasformare l’attuale standard di cura ed aiutare tanti pazienti con melanoma avanzato a vivere più a lungo e meglio.
MSD sta sviluppando un importante programma clinico per pembrolizumab attraverso più di 100 studi clinici – sia in monoterapia che in combinazione con altre terapie – su oltre 30 tipi di tumore (tra cui il tumore del polmone, della vescica, gastrico, della testa e del collo, il carcinoma mammario, le neoplasie ematologiche ed il mesotelioma), coinvolgendo più di 16.000 pazienti.

Dallo scorso 1° luglio Lei ricopre l’incarico di Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia, azienda che si distingue anche per l’impegno nelle attività di responsabilità sociale e per la capacità di usare in modo innovativo gli strumenti di comunicazione: come intende proseguire su questa strada?

Sono tornata con piacere ed orgoglio nella famiglia MSD Italia, l’Azienda nella quale ho iniziato la mia esperienza nel mondo farmaceutico ricoprendo ruoli di crescente responsabilità; un’esperienza arricchita, negli ultimi tre anni, dal ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Pasteur MSD Italia, la Joint Venture tra Sanofi Pasteur e la divisione vaccini di MSD e dal ruolo di Presidente del Gruppo Vaccini di Farmindustria.
La strada intrapresa da MSD Italia nel campo della comunicazione e della responsabilità sociale di impresa è, certamente, quella giusta e lo dimostrano: per la comunicazione, i riconoscimenti come il Best Digital Healthcare Company in Italia vinto per due anni di seguito o l’essere entrati nella lista delle 10 migliori Aziende per le quali lavorare secondo la classifica stilata da Top Employer Institute nel 2015 e le tante iniziative innovative di successo che abbiamo sperimentato nel campo della comunicazione (ad esempio l’uso di Periscope per le conferenze stampa o i media tutorial sull’innovazione); per la responsabilità sociale di impresa: Merck & Co., attraverso la sua consociata italiana MSD, ha iniziato già nel 2014 un programma di erogazioni liberali a sostegno della ricerca italiana che ha consentito di finanziare centinaia di borse di studio, progetti di ricerca indipendente, campagne di educazione sanitaria. Un contributo liberale importante, mai erogato in forma così consistente da nessuna Azienda in Italia, a sostegno dei giovani ricercatori; un contributo tanto più importante perché, in questi anni, abbiamo perso molte eccellenze. Il fenomeno della fuga dei cervelli inaridisce le nostre accademie, i nostri Centri di ricerca, depauperando il Paese di potenzialità di sviluppo vitali. Senza ricerca è l’intero Paese ad impoverirsi: l’industria, l’università, la società, lo stesso PIL.
Il mio impegno sarà quello di continuare a portare alla Sanità pubblica soluzioni innovative e sostenibili puntando ancor più al miglioramento continuo attraverso partenariati trasparenti e di valore per la Sanità Pubblica e assicurando un’attenzione costante affinché venga sempre raggiunto il destinatario finale, sia esso il paziente, il medico, l’autorità sanitaria, il decisore, il giornalista.