La chiesa arabeggiante di San Cataldo

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La chiesa fu edificata poco dopo il 1154 al tempo di Guglielmo I, dall’Ammiraglio Majone di Bari.

Nel 1182 Guglielmo II donò la Cappella ai Benedettini di Monreale. La costruzione è un blocco parallelepipedo dal quale emerge l’abside principale. L’interno ha una pianta rettangolare, a tre navate, ed è un tipico prodotto della cultura fatimita, ovvero maestranze arabe al servizio di committenti cristiani.

Tipiche le cubole e la merlatura araba. L’interno è suggestivo per la semplicità delle pareti.

Vi fu un periodo intorno alla fine del ‘700 che l’edificio fu utilizzato come ufficio postale. Restaurato dall’architetto Patricolo a fine ‘800.

Adiacente la chiesa sul lato via Maqueda si possono ancora vedere le antiche mura di epoca romana della città.

Dal 1937 la chiesa appartiene all’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Oggi è gestita dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità (Unesco) nell’ambito dell’ “Itinerario Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”.

Altre info su

http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/chiesa_san_cataldo.htm