La Commissione Europea approva BLINCYTO® (blinatumomab)

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blincytoBLINCYTO® (blinatumomab)  per il trattamento degli adulti con leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia è il primo di una nuova classe di anticorpi bispecifici chiamati BiTE® (bi-specific T-cell engagers) ad essere approvato nell’Unione Europea

THOUSAND OAKS, Calif. (Nov. 23, 2015) – Amgen (NASDAQ: AMGN) ha annunciato oggi che la Commissione Europea (CE) ha concesso l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio condizionata di BLINCYTO® (blinatumomab) per il trattamento degli adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia.

La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è una patologia onco-ematologica, rara e a rapida progressione.1,2 Per gli adulti con LLA recidivante o refrattaria, la sopravvivenza globale mediana non va purtroppo oltre i tre – cinque mesi.3,4 L’incidenza stimata nell’Unione Europea di adulti con leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia, è di circa 900 pazienti all’anno.4

«Accogliamo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di concedere l’autorizzazione condizionata per la commercializzazione di blinatumomab», afferma Sean E. Harper, M.D., Vicepresidente esecutivo di Ricerca e Sviluppo di Amgen. «Blinatumomab si è dimostrato efficace nel trattamento della LLA recidivata o refrattaria, una malattia molto difficile da curare. Questa approvazione rappresenta una pietra miliare nella ricerca di strategie terapeutiche immuno-mediate. Blinatumomab è il primo fra gli anticorpi creati attraverso la piattaforma BiTE® ad avere dei dati clinici a convalida della sua efficacia e sicurezza. I BiTE® sfruttano un approccio innovativo che attiva il sistema immunitario nel combattere il cancro».

L’approvazione condizionata di blinatumomab è basata sui risultati di due studi di Fase 2, gli studi ‘211 e ‘206. Nello studio registrativo ‘211, il 42,9% dei pazienti trattati con blinatumomab utilizzato in monoterapia ha raggiunto la remissione completa (CR) o la remissione completa con recupero ematologico parziale (CRh).

Le reazioni avverse più gravi emerse durante il trattamento con blinatumomab nello studio registrativo ‘211 includono: infezioni, eventi neurologici, neutropenia/neutropenia febbrile, sindrome da rilascio di citochine e sindrome da lisi tumorale.

«Abbiamo studiato blinatumomab nella leucemia linfoblastica acuta, la malattia oncoematologica a cellule B più aggressiva, e abbiamo osservato una percentuale clinicamente significativa di remissioni», afferma il prof. Max S. Topp, M.D., dell’Onco-Ematologia dell’Ospedale di Wuerzburg, Germania. «Per i pazienti con questa malattia così difficile da trattare è il primo, importante progresso dopo almeno venti anni».

«Per i pazienti adulti con LLA refrattari al trattamento o in recidiva di malattia la prognosi è infausta: blinatumomab rappresenta per questi pazienti una nuova possibilità di trattamento», osserva il prof. Hervè Dombret, del dipartimento di Ematologia dell’Università di Parigi e Ospedale Saint Luis, Parigi, Francia. «È importante che medici e pazienti possano avere più opzioni di trattamento in questa forma acuta di leucemia».

L’autorizzazione condizionata prevede il rinnovo ogni anno, e sarà convertita in autorizzazione a pieno titolo una volta che siano adempiuti gli impegni post-autorizzazione, e nello specifico la presentazione dei dati dello studio di fase 3, studio che ha già completato l’arruolamento.

Nel 2009 blinatumomab è stato designato dall’Agenzia Europea dei Medicinali come farmaco orfano per il trattamento delle LLA.

Lo Studio ‘211
Lo Studio ‘211 è uno studio in aperto, multicentrico, a braccio singolo di Fase 2. I pazienti idonei avevano almeno 18 anni d’età ed erano affetti da leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia in prima recidiva con una prima remissione della durata inferiore o uguale a 12 mesi, o recidivante o refrattaria dopo la prima terapia di salvataggio, o recidivante entro 12 mesi dal trapianto allogenico ematopoietico di cellule staminali (HSCT), con almeno il 10% di blasti nel midollo osseo.
L’endpoint primario era il tasso di remissione completa o remissione completa con recupero ematologico parziale (CR/CRh) dopo due cicli di blinatumomab. Dei 189 pazienti valutati nello studio, il 42,9% (81/189; 95%CI, 35,7 – 50,2) ha raggiunto una CR o CRh entro i due cicli di trattamento con blinatumomab, e la maggior parte delle risposte (79% [64/81]) si verificano con il primo ciclo di trattamento. In un’analisi esplorativa prespecificata, l’82,2% (60/73) di pazienti con CR/CRh valutabili per la MRD (Minimal Residual Disease) era negativo anche per la MRD. Le reazioni avverse più gravi che si sono verificate durante il trattamento con blinatumomab comprendevano: infezioni (31,7%), o eventi neurologici (16,4%), neutropenia/ neutropenia febbrile (15,3%), sindrome da rilascio di citochina (0,5%) e sindrome da lisi tumorale (0,5%).

Lo Studio ‘206
Lo Studio ‘206 ha valutato la sicurezza e l’efficacia di blinatumomab in uno studio di Fase 2 in aperto, multicentrico, con una fase di dose-escalation, in 36 pazienti adulti, affetti da leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivata dopo almeno induzione e consolidamento o con malattia refrattaria con più del 5% di blasti nel midollo osseo, con un’aspettativa di vita di almeno 12 settimane, e non avevano avuto HSCT autologo nelle 6 settimane prima dell’inizio del trattamento, HSCT allogenico nei 3 mesi prima dell’inizio del trattamento con blinatumomab. Il tasso CR/CRh è stato 69,4% (25/36) con 15 pazienti che hanno raggiunto CR (41,7%; 95%CI, 25,5%- 59,2%), e 10 pazienti che hanno raggiunto CRh (27,8%; 95% CI, 14,2%- 45,2%). Dei pazienti con CR ematologico, l’88% (22/25) era anche negativo per la ricerca della MRD. I risultati relativi alla sicurezza di blinatumomab in questo studio sono stati coerenti con il profilo di sicurezza conosciuto.

La leucemia linfoblastica acuta (LLA) nell’adulto in Europa
L’incidenza annua della LLA nell’adulto nei Paesi europei è generalmente tra lo 0,6 e lo 0,9 ogni 100.000 persone.5 Si tratta di una patologia rara, ancora di più se si considerano solo i casi di malattia recidivata o refrattaria: si stima che l’incidenza nell’adulto della leucemia linfoblastica acuta da precursori B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia, sia di circa 900 pazienti all’anno in tutta l’Unione Europea.4

BLINCYTO® (blinatumomab)
Blinatumomab fa parte di una classe di anticorpi bispecifici chiamati BiTE®, (CD19- directed CD3 T cell engager) che si legano specificatamente all’antigene CD19, espresso sulla superficie delle cellule precursori della linea cellulare B, e il CD3 espresso sulla superficie delle cellule T. Blinatumomab è stato riconosciuto dalla Food and Drug Administration come breakthrough therapy e gli è stata concessa la procedura di valutazione prioritaria: attualmente è approvato negli USA per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia (LLA).

La tecnologia BiTE®
Gli anticorpi bispecifici BiTE® sono un tipo di immunoterapia in fase di studio nella lotta alle neoplasie che aiutano il sistema immunitario a individuare e colpire le cellule maligne. Gli anticorpi ingegnerizzati sono concepiti per attaccare simultaneamente due target differenti, contrapponendo le cellule T (un tipo di globuli bianchi in grado di uccidere le altre cellule percepite come anomale) a quelle tumorali. L’anticorpo BiTE® aiuta le cellule T ad arrivare in prossimità della cellula bersaglio, così consentendo il rilascio di tossine e provocandone la morte per apoptosi.

Grazie al loro potenziale, gli anticorpi BiTE sono attualmente in fase di studio per il trattamento di un ampio ventaglio di patologie tumorali.

References:

1. Cancer Research UK. Acute lymphoblastic leukaemia risks and causes. _http://www.cancerresearchuk.org/about-cancer/type/all/about/acute-lymphoblastic-leukaemia-risks-and-causes. Accessed September 29, 2015.
2. Mayo Clinic. “Acute lymphocytic leukemia.” Available at: _http://www.mayoclinic.com/health/acute-lymphocytic-leukemia/DS00558. Accessed on March 5, 2015.
3. Advani A.S. New immune strategies for the treatment of acute lymphoblastic leukemia: Antibodies and chimeric antigen receptors. Hematology Am Soc Hematol Educ Program. 2013;2013:131-7. Retrieved from: http://asheducationbook.hematologylibrary.org/content/2013/1/131.long.
4. Amgen data on file.
5. Katz AJ, Chia VM, Schoonen M, Kelsh MA. Acute lymphoblastic leukemia: an assessment of international incidence, survival, and disease burden. Cancer Causes Control. 2015;26(11):1627-1642.
6. United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2013) World Population Prospects: The 2012 Revision. http://esa.un.org/wpp/unpp/panel_indicators.htm. Accessed Feb 21, 2014