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The anastylosis selinuntina as a pretext for a digression on a sicilitudine "Bottana"

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Travolti da un (in)solito destino?

di Alessio Maria Camarda Signorino

Si è assistito, negli ultimi tempi, ad un’accesa querelle in merito alla proposta, avanzata dal noto intellettuale e critico d’arte Vittorio Sgarbi, del ripristino in anastilosi del tempio G di Selinunte.

Tale ipotesi ha visto nascere nei salotti siculi, virtuali e reali, una vera e propria disfida tra Orazi e Curiazi.
O, per rimanere filologicamente fedeli alla nostra cultura, una lotta tra Paladini di Francia con sfumature rusticane.
Come da tradizione, ogni esibizione della nostra Òpra dî Pupi non è composta solo dai personaggi principali, ma anche da un ricco sottobosco di figure minori.

Infatti se da una parte troviamo i difensori del bene così com’è e dall’altra i sostenitori dell’anastilosi, una terza categoria striscia tra le maglie di un confronto, legittimo solo se tale. Queste creature, spesso sinistre, sono rappresentate dai soliti facinorosi da tastiera che, trascendendo la questione in sé e usandola come pretesto, hanno innalzato veri e propri j’accuse personali contro Sgarbi.

Ho letto con vivo interesse tutte le posizioni, pacate e non, provando a cogliere ogni sfumatura ideologica, professionale o squisitamente emotiva dei vari contributi.

Tra i tanti, spesso è uscita fuori la questione di eventuali interventi prioritari rispetto al caso selinuntino. Devo dire che questo adagio delle emergenze di serie A e B, vecchio quanto l’uomo contemporaneo, ha un postancato. Ha stancato perché presta il fianco a logiche perverse che, nei fatti, portano solo e soltanto una condizione di insopportabile, sterile, logorante immobilismo che non tutela nessuna emergenza storico-monumentale. Discutibile, per alcuni, un progetto di anastilosi? Ricordo che i circoli virtuosi nascono anche da atti considerati, sul momento, scellerati per diversi motivi. Troppo avanguardisti, eccessivamente immersi in logiche di ritorno economico et alia.
Ergo perché non tentare, salvaguardando peraltro il materiale lapideo dalla sedimentazione, come ben affermato da tecnici specializzati? Potrebbe davvero essere l’inizio di tutto. E se la scelta è tra il rimanere puristi e vedere i nostri tantissimi tesori sparire, inghiottiti dall’incuria, piuttosto che provare ad ammiccare ad un compromesso, io preferisco di gran lunga fare il Siciliano. “Buttanissima Sicilia”, ebbe a dire il catanese Pietrangelo Buttafuoco. Allora, per una volta, non limitiamoci ad aprire le gambe a stupri, violenze, crudeltà intrise di logiche depauperanti per la nostra isola. Sfruttiamo le nostre grazie, anche se ciò significa, per molti, marcare il belletto su un viso non più giovane! Rialziamo “forehead so outraged” riprendendoci, if not the “primier splendor”, at least a semblance of dignity outright.

I never had ambitions to be an archaeologist and even less do not want to arrogate technical skills that I did not, being my field of investigation of quite different historical and artistic pages, and educational background and personal interest. So do not contemplate certain affectations of spin doctors and I speak first of all from the Sicilian, supporting the idea dell'anastilosi selinuntina.

Virgin's certainly pruderie, from me impossible to understand, seem oblivious of precedents. First the temple of Juno Agrigento, pure fruit anastylosis already begun since the eighteenth century, the Doric temple of Zeus at Cyrene, as well as the same temple G Selinunte. That single column, that stands alone among the ruins, it was rebuilt by the will of Valerio Villareale in Palermo 1830. But this, while bringing historical sources, My reading is a cut.

I can not remember the outcry of Poggioreale, Assorted ransacked by looters and left to pure degradation. Yet many people who then shouted to tragedy, Today there are incoherently between those files, just maybe for an ideological defiance, They railed against the proposed Vittorio Sgarbi.

The year was 2012 when public opinion was united in an almost unanimous acclaim in the project, drawn up by architect Oriano Abruzzo Lelio Di Zio, on the restoration of buildings poggiorealesi. but yet, following a partial ratio proved, ciò che varrebbe per Selinunte e tanti altri siti dovrebbe valere anche per le attuali condizioni dell’antico borgo della Valle del Belìce, permanentemente vincolati da una storicizzazione dei ruderi, post terremoto del 1968.
Forse per costoro sarebbe molto meglio lasciare che fioriscano abomini, tacendo, come lo scempio operato da Gregotti sulla Chiesa Madre di Menfi. Uno scandalo, di pubblico dominio e di cui pochi parlano, che ha visto soffocati dal grigio cemento i violentati resti delle luminose, solari linee di primo settecento.
La grazia brutalizzata da logiche a me incomprensibili, per cert’uni assurta a scelta molto più valida di un eventuale falso integrativo pur operato con le opportune accortezze, come fatto presso la Cattedrale di Noto e altrove.

E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

L’unico invito, che faccio prima di tutto a me stesso, è di riflettere su quella che, si condivida o no, è un’opportunità concreta. Io spero, credo e desidero, per me e la mia terra, un futuro dipane e cerase “.

Un avvenire ormai eternamente dimentico del motto che, citando l’omonimo film muto di Perret, per gente come me e per noi siciliani è stato solo un devastanteaimer, pleurer, mourir”…

 

n.d.r. Anastilosi https://it.wikipedia.org/wiki/Anastilosi

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