Mostra: Palermo Arabo Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale

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Si svolgerà venerdì 21 dicembre alle 18,30 la presentazione del catalogo della mostra “Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Dal Grand Tour al riconoscimento UNESCO” a cura di Aurelio Angelini. 

Aperta fino al prossimo 13 gennaio la mostra, che si tiene a Villa Zito, in Via della Libertà 52 a Palermo, ha i seguenti orari: dal martedì alla domenica 9,30 /14,30, chiusa il 25 dicembre e l’1 gennaio. Biglietti: 5/3 euro, e ingresso gratuito domenica 6 gennaio.

A scorrere la mostra, ci si infila nel cuore più antico della città. Ma il gioco è diverso, e passa dagli occhi di chi è arrivato, ha ammirato, è ripartito. Palermo come una madelaine, ogni suono, odore, sapore, racconta gli strati che sono cresciuti, l’uno sull’altro, per dar voce e corpo ad una delle città più multiculturali del Mediterraneo.

Il Grand Tour parte da lontano, quindi, per scoprire che la fascinazione di quelli che sarebbero poi diventati i tanti “cuori” del percorso seriale arabo – normanno riconosciuto dall’UNESCO, è già tangibile tre secoli addietro.

Quando importanti viaggiatori intellettuali – i francesi Jean Houël e Jean Claude Richard de Saint-Non o l’inglese Henry Swinbourne, – “subirono” un vero incantamento dai siti, imbevuti di mosaici arabi e cupole ottocentesche, sollazzi normanni e giardini degli emiri.

La mano romantica prima, documentaristica poi, ha fatto sì che i monumenti attraversassero indenni i secoli, lasciando intatta la loro bellezza. Raccontata da una mostra – fortemente voluta dal Comitato di Pilotaggio del sito seriale “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale”, e realizzata dalla Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia – che analizza per immagini la rivalutazione dell’itinerario monumentale che, nel 2015, è stato iscritto nella prestigiosa Word Heritage List dell’UNESCO.

Da questa mostra è nato anche un catalogo, un vero e proprio libro che va sfogliato con delicatezza, proprio per non rompere l’incantamento. Si presenta venerdì 21 dicembre alle ore 18.30, a Villa Zito.

Alla presentazione del catalogo interverranno il sindaco Leoluca Orlando, nelle vesti di presidente del Comitato di Pilotaggio, Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia; Sebastiano Tusa, assessore regionale dei Beni Culturali e il dirigente generale Sergio Alessandro; Raffaele Bonsignore, presidente della Fondazione Sicilia; Caterina Greco, direttore del CRICD. Coordina il curatore della mostra, Aurelio Angelini, direttore della Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia.

Sfogliato insieme il catalogo, si potrà poi partecipare ad una visita guidata della mostra, inserita nel calendario di Palermo Capitale Italiana della Cultura.

“Viaggio per immagini” racconta una Palermo, ancora oggi con un marcato timbro arabo-normanno, che mantiene viva la memoria di una città aperta, multietnica, riflesso e manifestazione di un sincretismo culturale che, nei secoli, l’ha resa unica – ha scritto il sindaco Leoluca Orlando, nelle vesti di presidente del Comitato di Pilotaggio mentre, per il presidente di Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, Gianni Puglisi, “la mostra si svolge su un doppio registro, in continuo accostamento tra reale e figurato, materiale e immateriale”. Padrone di casa, Raffaele Bonsignore spiega che “la mostra vuole testimoniare che la nostra cultura è il frutto di un incontro e di uno scambio di diverse civiltà che hanno saputo dialogare tra loro”.

La visita verrà condotta da Aurelio Angelini che ha diviso“Viaggio per immagini” in quattro sezioni temporali”.

La prima, “Dal Grand Tour alla riscoperta dei monumenti siculo-normanni” raccoglie testi a stampa, opere grafiche e tele realizzate durante l’epoca del Grand Tour e il periodo di riscoperta del medioevo europeo. Sono gli anni in cui i “viaggiatori” europei approdano in una Sicilia ancora impermeabile e la osservano con occhi incantati, affascinati dal “pittoresco”, affidando ai loro cahiers de voyage, appunti, schizzi, illustrazioni ammirate.

Il secondo capitolo dedicato a “Rivalutazione e restauri nell’Italia postunitaria” è segnato da una forte passione per il Medioevo e per l’architettura romanica e gotica; si srotola lungo una raccolta di dipinti e fotografie che documentano l’avvio del restauro dei monumenti medievali dopo l’Unità nazionale, soprattutto ad opera dell’architetto palermitano Giuseppe Patricolo, direttore dell’Ufficio regionale dei Monumenti della Sicilia. Alcuni scatti documentano i siti immediatamente prima e subito dopo l’intervento del Patricolo: Santa Maria dell’Ammiraglio restaurata tra il 1870 e il 1873, San Giovanni degli Eremiti tra il 1877 e il 1882 o San Cataldo, tra il 1881 e il 1884.

La terza sezione, su “Esaltazione e ripristini nell’età dei Nazionalismi tra le due guerre” racchiude soprattutto disegni, dipinti, fotografie e stampe che corrono sull’onda dello spirito patriottico.

La quarta ed ultima sezione, Il riconoscimento dell’eccezionale valore universale, è storia di questi anni: il 5 luglio 2015 a Bonn, il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, viene iscritto nella World Heritage List UNESCO. Nasce il percorso: nove monumenti, di cui sette sul territorio palermitano, parlano di convivenza pacifica, scambio tra culture, integrazione e stratificazione.