Museo archeologico Salinas: presentazione del libro di Maurizio Carta

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IL MUSEO ARCHEOLOGICO SALINAS sfiora i 70 mila ingressi nel 2019. E 5 mila sono solo a Natale, tra laboratori, visite guidate, spettacoli e musica.

Domani (venerdì 10 gennaio) presentazione del libro di Maurizio Carta

Un Museo che ha scelto la sua mission: aprirsi alla città. In ogni modo, con ogni mezzo. Perché il pubblico che oggi arriva per ascoltare musica, domani tornerà per una visita guidata, dopodomani porterà i bambini per un laboratorio. Il Museo archeologico Salinas è diventato un punto di aggregazione nel quartiere dell’Olivella, richiama gli intellettuali per la presentazione di un libro – domani (venerdì 10 gennaio) si presenta “Futuro” di Maurizio Carta – , accoglie i giovani per un concerto, si apre ai piccoli e ai piccolissimi che imparano a rispettare un reperto, mentre giocano. Tutto questo enorme progetto oggi dà i numeri: che sfiorano sì, le 70 mila presenze in tutto il 2019, ma registrano soprattutto 5 mila visitatori in soli 15 giorni. Tanti ne sono serviti per scoprire un programma variegato, composito, che soddisfacesse ogni età. Perché non soltanto il Salinas non ha chiuso le porte – ma non è mai successo – ma ha “occupato” le feste per fidelizzare ancor di più il pubblico. Che si è spalmato – tra il 22 dicembre e il 6 gennaio – tra 18 appuntamenti, tra laboratori, visite, concerti, degustazioni: 5 mila presenze, dunque, tra residenti e turisti per Natale al museo Salinas, organizzato da CoopCulture, che così ha accolto il nuovo anno. Durante queste due settimane, si sono contati 3.395 partecipanti alle 265 visite guidate alle collezioni e alla mostra “Quando le statue sognano” che ha permesso di scoprire le nuove sale restituite del Museo; e 700 gli spettatori ai 4 concerti di Musica al Museo. I piccoli e i piccolissimi, per loro un programma dedicato con la libreria Dudi: sono stati 172 bambini che hanno partecipato ai 6 laboratori, e 286 i piccoli presenti ai due spettacoli (il prestigiatore e giocoliere Monsieur Barnaba e “La freccia azzurra” da una fiaba natalizia di Gianni Rodari, a cui è stata dedicata l’intera rassegna). Il 2019 si chiude quindi con precisione a 69.784 ingressi, quasi mille in più rispetto al 2018 (68.958). Ma anche con a disposizione i nuovi spazi appena riaperti, il soffitto seicentesco e le sale ritrovate e restaurate – alcune ospitano la mostra “Quando le statue sognano”, nelle altre si è appena conclusa l’esposizione dei lavori del Contest UNESCO e si preparano a nuove attività. Un lavoro in itinere che guarda al futuro prossimo, al Salinas totalmente recuperato.

“Un museo che spesso riesce a vivere un’intera giornata, dalla mattina alla notte – spiega il direttore Caterina Greco – Il Salinas sollecita sguardi nuovi, chiede attenzione, propone suggestioni: un museo “in transito” che cerca nuovi sensi di marcia per la valorizzazione e condivisione del patrimonio culturale, ma che ha ben presente la sua storia straordinaria. E che sceglie ogni mezzo per comunicarla e farla conoscere”.

“Il Salinas aveva bisogno di acquistare un linguaggio visivo srotolato sui suoi spazi – interviene Letizia Casuccio, direttore di CoopCulture che cura i servizi del Museo – per questo abbiamo pensato ad un bookshop, uno dei più belli e frequentati della città; ad un caféculture come punto di incontro, ai progetti di condivisione con la città. Perché soltanto così un museo può diventare vivo, accogliente e parte di una comunità”.

Numeri che sono solo un input a continuare: domani (venerdì 10 gennaio) alle 18 si presenta il nuovo libro di Maurizio Carta “Futuro. Politiche per un diverso presente” (Rubbettino). Con l’autore ne discuteranno il direttore del Museo Salinas, Caterina Greco, e il vicedirettore responsabile del Giornale di Sicilia, Marco Romano.

“Voglio aprire il pensiero e l’azione al futuro, riacquisendo la capacità di guardare l’orizzonte del tempo e di saper percorrere la rotta per raggiungerlo. Voglio riscoprire, e condividere, il gusto di pensare con speranza all’avvenire, liberandomi del passato anestetico e sfuggendo all’eterno presente tossico. Voglio, soprattutto, affermare il valore della cultura e delle arti, della conoscenza e della competenza nella riattivazione del futuro”, scrive Maurizio Carta.