NASCE LA CARTA D’IDENTITA’ GENETICA

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Grazie alle scoperte sul genoma è sempre più possibile ‘personalizzare’ le cure per i singoli pazienti, ad esempio in campo oncologico. I primi studi sulla ‘carta d’identità genetica’ verranno presentati a Pordenone da Giuseppe Toffoli, direttore dell’Unità di Farmacologia Sperimentale e Clinica del CRO di Aviano.

Il progetto di una ‘card farmacogenetica’, che permetta di sapere quali farmaci saranno efficaci e quali dannosi per il paziente dopo averne studiato il Dna, è stato lanciato dal centro di riferimento oncologico friulano, che mette a disposizione i dati di più di 5 mila casi trattati.

Insieme all’azienda privata Diatech e al Polo Tecnologico di Pordenone è stata creata ad hoc Pharmadiagen, un’impresa che si occupa di tutte le fasi della carta d’identità, dalla ricerca alla commercializzazione.

Una carta di questo tipo può avere ricadute positive non solo per i pazienti oncologici: attualmente solo il 30-60% dei pazienti risponde positivamente alle terapie farmacologiche e una percentuale anche rilevante può avere reazioni avverse all’uso dei farmaci.

Secondo le statistiche, in Europa, su due milioni di reazioni avverse ai farmaci, centomila sono i casi mortali, ma il 70% di questi può essere salvato dalla farmacogenetica.
fonte: Ordine Medici Palermo