Questionario sull’assistenza sanitaria all’adolescente: dati preliminari

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Nel corso del XVII° Congresso Nazionale SIMA sono stati presentati i risultati preliminari dell’indagine nazionale svolta sugli strumenti assistenziali, relazionali ed umani che il pediatra può mettere in campo e le possibili risposte degli adolescenti ai nuovi bisogni di salute e di educazione sanitaria. Nel 2012 quasi 300 pediatri di famiglia italiani provenienti da tutte le realtà geografiche del nostro Paese hanno risposto ad un questionario attraverso le pagine informatiche dei siti SIMA e SICuPP (Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche).
Dalla ricerca è emerso che:
• Una inadeguatezza della formazione universitaria specialistica sui temi dell’adolescenza (90%)
• Il discreto numero di pediatri perfezionati in adolescentologia (25%)
• La discreta percentuale di corsi di formazione dei pediatri di famiglia sul tema (40%)
• La preferenza dei pediatri ad assistere gli adolescente fino ai 16-18 anni (90%)
• La generalizzata pratica dei bilanci di salute sugli adolescenti (95%)
• La lieve preferenza dei pediatri ad un approccio individualizzato (o comunque separato dai genitori) con gli adolescenti (40%) rispetto ad un approccio tradizionale (35%)
• La prevalenza di problematiche legate allo sviluppo puberale ed ai problemi organici e psicologici dell’alimentazione più diffusi (60%), nonché dei disturbi comportamentali (50%) durante la visita/colloquio con l’adolescente
• La presenza, nel 40% degli intervistati, di qualche disagio nella visita all’adolescente dell’altro sesso.

• Il riscontro/sensazione che l’adolescente provi spesso/qualche volta disagio durante la valutazione dello sviluppo puberale e dei caratteri sessuali secondari (90%)
• Lo scarso utilizzo (12%) di materiale informativo per gli adolescenti sui temi della salute
• La percezione che il “setting” ambulatoriale del pediatra necessiti di alcune modifiche/accorgimenti per rispondere pienamente alle esigenze del paziente adolescente (60%)
• La discreta ma non importante propensione all’utilizzo dei social network con finalità di comunicazione/educazione sanitaria per gli adolescenti (60%)
• Più del 60% dei pediatri afferma che l’adolescente appare sinceramente dispiaciuto di terminare il suo rapporto assistenziale col pediatra, e più dell’80% dei pediatra lo riscontra nei genitori
• Solo il 7% dei pediatri adotta modalità informative dirette con il medico di medicina generale che assisterà il ragazzo in futuro. La maggioranza dei pediatri (60%) consegna la documentazione sanitaria cartacea alla famiglia
• Circa il 35% dei pediatri continua ad assistere frequentemente il ragazzo anche dopo la cessazione dell’assistenza di base. Circa il 50% visita qualche volta ancora il ragazzo
Questi risultati possono certamente creare le basi per indagare in modo più approfondito il rapporto assistenziale e relazionale tra adolescenti, pediatra e famiglia. Secondo le parole del Dott. Ernesto Burgio, maestro della pediatria italiana e primo sostenitore della prioritaria competenza pediatrica in adolescentologia, “il pediatra eredita l’adolescente dalla pediatria ma deve mettere in atto un nuovo e specifico modo di essere pediatra con questo suo vecchio-nuovo paziente e con la sua famiglia”.