Riparte la rassegna cinematografica organizzata dall’Institut français Palermo

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RASSEGNA CINÉMARDI #6 [23 GENNAIO – 27 MARZO 2018]
Ritorna il cinema francese al Cinema De Seta a partire da martedì 23 gennaio 2018 con la sesta edizione della rassegna Cinémardi, organizzata dall’Institut français Palermo in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo.
23 gennaio – 27 marzo 2018
Cinema De Seta – Cantieri Culturali alla Zisa (via Paolo Gili, 4)
Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli italiani. Ingresso libero 
LA RASSEGNA
François Truffaut e Maurice Pialat sono sicuramente i due cineasti che hanno la maggiore influenza sul cinema francese contemporaneo e non è un caso che questa sesta edizione di Cinémardi si apra e si chiuda con loro. Truffaut, figura fondamentale della Nouvelle Vague, incarna oggi, ed è praticamente l’unico, un cinema francese che è allo stesso d’autore e grande pubblico. Premiato ai suoi tempi da dieci César, L’ultimo metrò è stato, come ricorda Frédéric Bonnaud, all’origine di un malinteso in patria che sarebbe l’ora di dissipare: poiché fu il film più costoso e il maggior successo commerciale di Truffaut, si insinuò a lungo che fosse un film consensuale e accademico – d’altronde è pur sempre un film in costume – con il quale il regista all’apice della sua gloria avrebbe raggiunto una certa “nuova qualità francese” affidandosi allo star system (la coppia formata da Catherine Deneuve e Gérard Depardieu, entrambi magnifici), rinnegando così i suoi ideali di gioventù. Rivisto oggi, L’ultimo metrò, allo stesso tempo un affresco sull’Occupazione e un film molto personale, appare come uno dei film più luminosi del suo autore e l’apice della sua arte narrativa.
Agli antipodi di qualunque narrazione o psicologia, Maurice Pialat, artista scomodo del cinema di Pialat si pone “contro”. Contro la rappresentazione tradizionale dell’infanzia al cinema, contro gli artifici, contro il modo di fare cinema dell’epoca, compresa la Nouvelle Vague. Pialat cerca di fare altro. Ed effettivamente fa altro, tra Flaherty, Robert Bresson e Louis Lumière. La riscoperta de L’Enfance nue sarà senza dubbio uno dei momenti più forti di Cinémardi e lascerà una traccia profonda nella memoria degli spettatori.
Se il cinema francese è spesso criticato per la sua autoreferenzialità e il suo intimismo, bisogna comunque ammettere che è anche capace di fare da cassa di risonanza del contemporaneo, di registrare il suono del mondo e dei conflitti che lo attraversano. Da due o tre anni, una giovane generazione di cineasti guarda al mondo dell’esercito, parla della guerra e delle sue operazioni fuori dalla Francia, che sia in un mondo fantastico o enigmatico come in Ni le ciel ni la terre o spingendosi ai margini, come in Voir du pays (il cui titolo basta a esprimere questa ricerca di rigenerazione del cinema francese) che racconta il ritorno dall’Afghanistan di due giovani militari francesi badass e ribelli. Sulla stessa linea, il mondo impietoso e disumanizzato dell’azienda non sfugge allo sguardo critico dei cineasti (Corporate).
Infine, Nelly, Baden Baden, Dernières nouvelles du Cosmos, Orpheline sono dei bei ritratti di giovani donne. Se Nelly sceglie di fare interpretare alla stessa attrice diverse sfaccettature della personalità della sua eroina (come se fossero ruoli diversi), Orpheline cerca invece di fare interpretare uno stesso personaggio a diverse attrici, mettendo lo spettatore davanti alla rottura della regola fondamentale del patto cinematografico e subordinando, tra Rimbaud e pittura cubista, l’identità all’alterità che la popola.
All’apparenza modesto e dovuto (tra autofizione e racconto iniziatico), Baden Baden, primo film entusiasmante di Rachel Lang (militare di formazione), ha come progetto (ideologico ed stetico) di inventare un individuo fuori dalle norme di genere e degli stereotipi e scopre un’attrice affascinante, Salomé Richard. Quanto a Dernières nouvelles du Cosmos, ritratto della poetessa autistica Hélène Nicolas detta Babouillec, che si qualifica con ironia e a giusto titolo come “filmo-magnetica”, è un film che ricorda, se ce ne fosse bisogno, che il documentario è, o almeno può essere, cinema esattamente come i film di finzione; e che, come i film di finzione, è messo in scena e racconta delle storie, anche se in maniera diversa.

CALENDARIO DELLE PROIEZIONI
[ 23 GENNAIO – 21.00 ]
LE DERNIER MÉTRO
di François Truffaut
Francia / 1980 / 131’
[ 30 GENNAIO – 21.00 ]
CORPORATE
di Nicolas Silhol
Francia / 2016 / 95’
[ 6 FEBBRAIO – 21.00 ]
NI LE CIEL NI LA TERRE
di Clément Cogitore
Francia-Belgio / 2015 / 100’
[ 13 FEBBRAIO – 21.00 ]
BADEN BADEN
di Rachel Lang
Francia-Belgio / 2015 / 95’

[ 20 FEBBRAIO – 21.00 ]
ORPHELINE
di Arnaud des Pallières
Francia / 2016 / 111’
[ 06 MARZO – 21.00 ]
DERNIÈRES NOUVELLES DU COSMOS
di Julie Bertuccelli
Francia / 2016 / 85’
[ 13 MARZO – 21.00 ]
VOIR DU PAYS
di Delphine e Muriel Coulin
Francia-Grecia / 2016 / 102’
[ 20 MARZO – 21.00 ]
NELLY
di Anne Émond
Canada / 2016 / 101’
[ 27 MARZO – 21.00 ]
L’ENFANCE NUE
di Maurice Pialat
Francia / 1968 / 82’