Scegliamo l’avventura… subacquea ?

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Ammettiamo che mettere la testa sott’acqua è un desiderio di tutti, non foss’altro per
la curiosità di scrutare oltre la superficie del mare in quell’ambiente così diverso che
è il mondo sommerso. Oltre questo momento però non tutti fanno la stessa scelta: c’è
chi per timore o per poco interesse resta “alla finestra” e chi invece non resiste alla
voglia di andare alla scoperta del cosiddetto sesto continente per vivere le realtà e le
forti emozioni che esso sa regalare.

Parliamo di una realtà dal volto estremamente variegato, fatto di rocce nude e di
distese sabbiose, nia anche e più spesso di pareti ricoperte da intensissima
vegetazione e di immense praterie verdi che si perdono in orizzonti di un blu
profondo. In questa realtà, dai colori tanto uniformi quanto intensi e diversi solo che
la luce naturale ne arrivi ad esaltare i contorni, si muovono come si sa esseri discreti
ed eleganti che danno vita all’apparente immutabihtà del tutto: come sulla terra
ferma c’è chi striscia e chi si muove nel vuoto, chi guizza e chi non sa essere rapido
neanche in presenza del pericolo, chi si mimetizza e chi invece affida proprio alla
propria presenza la capacità di imporsi in questo ambiente tanto spontanco.

Ma in questa realtà ci sono anche tracce profonde della nostra storia terrestre e per la
loro scoperta tanti che non erano subacquei hanno imparato ad esserlo con
entusiasmo e amore. Ma dicendo così entriamo nel campo di quelle emozioni a cui
prima ci riferivamo e che potrebbero costituire da sole ragioni sufficienti per
accostarsi all’esperienza delle immersioni. Si pensi alle discese nel blu e agli attimi
intensi vissuti prima di intravedere il fondo, si pensi alla suggestione delle
esplorazioni notturne dove la direzione e la profondità sembrano divenire variabili
indefinibili, ai ricordi indelebili lasciati dafle ixrimcrsioni in grotta o sui relitti, alla
immensa sensazione di libertà che le discese in acqua limpida sanno procurare come
di un volo in un cielo terso e senza vento.

L’attività subacquea è quindi molto più di un’attività fine a se stessa ma un veicolo
per una gamma estremamente ampia di attività e abilità che procurano avventura,
divertimento e svago a persone con interessi individuali molto vari. Non è qualcosa
riservata a supermen ma non si improvvisa e chi lo fa pensando che “la pratica x’al
più….” sceglie paradossalmente la strada più lunga per diventare un buon
subacqueo. La sicurezza, ovvero la base di ogni scelta fatta sotto il pelo dell’acqua,
passa attraverso un’educazione adeguata che in questa attività non conosce
l’autoistruzione ma segue l’esperienza di chi frequenta da anni il mondo sommerso.