Teatro Biondo: UN ERRORE UMANO di Gigi Borruso

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Un_errore_umanoGigi Borruso è autore, regista e interprete, insieme a Serena Rispoli, dello spettacolo Un errore umano, replica fino al 17 dicembre, alle ore 21.00, nella Sala Strehler del Teatro Biondo Stabile di Palermo.

Prodotto dallo Stabile palermitano in collaborazione con Transit Teatro, lo spettacolo, che ha debuttato in prima assoluta al Théâtre les Déchargeurs di Parigi lo scorso marzo, si avvale delle scene di Roberto Lo Sciuto, le luci di Nino Annaloro e i video di Alice Rispoli.

Repliche fino al 17 dicembre.

La pièce è incentrata sulla confessione di una donna siciliana che, precipitata nell’inferno di una famiglia mafiosa, tenta di ribellarsi ma è ridotta al silenzio e internata in una clinica psichiatrica.

Lia è una donna inventata ma non irreale. Attraverso le sue parole è possibile immaginare la storia di tante altre donne, figlie, madri, mogli di “uomini d’onore”.

Sposa giovanissima di un boss in ascesa, pian piano comprende su quale inferno di falsità e violenza riposa la sua comoda vita. Quando tenterà di ribellarsi sarà ridotta al silenzio e internata dal marito in una clinica psichiatrica.

Eccoci a Villa Maria Santissima di Loreto, “residenza sanitaria assistita” per disabili e psicopatici. Qui sono in corso i preparativi per uno spettacolo in cui saranno coinvolti i pazienti. Ma la scena è occupata da Lia, che sembra decisa a intralciare l’allestimento della recita.

Con la sua rabbia, la sua ironia disperata, la donna sostiene una lotta all’ultimo respiro contro il cinismo e l’accattivante amoralità del direttore della clinica che diviene, nonostante tutto, il suo unico confidente. Il loro duello assume gradualmente i connotati di una danza grottesca, surreale, a volte comica, dove entrambi, da prospettive contrapposte, sembrano prigionieri di un’allucinazione.

Un errore umano è dedicato alle tante donne vittime della cultura mafiosa ma anche protagoniste di un tentativo di riscatto.

«Di mafia e dello squasso morale che l’Italia ha subito è stato detto tanto – afferma Borruso – Ma tante verità stentano a venire a galla e la nostra coscienza troppo spesso si accontenta di commemorazioni, di contrizioni ad uso e consumo dei media, mentre rifiuta di vedere la silenziosa barbarie che sta dietro le nostre piccole o grandi complicità. Lia, forse, testimonia solo la ribellione dei perdenti. Eppure solo un perdente conosce ancora la furia e la gentilezza che servono a immaginare un’altra vita. Un perdente. Com’è spesso il teatro, capace sempre di protestare e ricordare cos’è la gioia di stupirsi. A dispetto di tutto».

Un errore umano

testo e regia di Gigi Borruso

con Serena Rispoli e Gigi Borruso

scena Roberto Lo Sciuto

luci Nino Annaloro

musiche La Banda di Palermo, Jimi Hendrix, Henry Purcell

collaborazione ai costumi Grabrielle Klipfel

assistente alle scene Provvidenza Padalino

video Alice Rispoli/Homelette

produzione Teatro Biondo Stabile di Palermo

in collaborazione con Transit Teatro

Una nota dell’autore

Un errore umano nasce dall’incontro, qualche anno fa, con Serena Rispoli, la quale mi propose di lavorare su alcune figure femminili che, soprattutto fra gli anni ’80-’90, hanno marcato una rottura, impensabile fino a quel tempo, con la cultura mafiosa.

È dedicato a quelle donne siciliane interpreti di un tentativo di riscatto.

È dedicato a ognuno di noi: alla rabbia e allo spaesamento per i troppi nodi irrisolti della nostra storia civile.

Lia è una donna inventata ma non irreale. Attraverso le sue parole è possibile immaginare la storia di tante altre donne, figlie, madri, mogli di “uomini d’onore”. Intuire la paura, il desiderio di verità, la rivolta, nascosti in molte di loro.

Questa donna, devastata dal dolore, stordita dalle “cure”, è tuttavia determinata a impedire che si svolga lo spettacolo.

Ma non disperiamo, L’uomo dal distintivo, il direttore della clinica – il simpatico impostore che abita i nostri incubi quotidiani – ci garantisce che tutto andrà a posto. Possiamo credergli. Lia, come tanti, non ha più parole sane per contrastare un mondo che nega l’evidenza.

È così impalpabile la catena che ci incatena tutti al “quieto vivere”, allo show macabro della menzogna.

Lia, forse, testimonia solo la ribellione dei perdenti.

Eppure, solo un perdente conosce ancora la furia e la gentilezza che servono a immaginare un’altra vita.

Un perdente.

Com’è spesso il teatro, capace sempre di protestare e ricordare cos’è la gioia di stupirsi.

A dispetto di tutto.

Dimenticavo: qualsiasi riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.

Gigi Borruso

CALENDARIO REPLICHE http://www.teatrobiondo.it/spett_01ST.aspx