TeRa Fest: bilancio positivo per la prima edizione di una rassegna teatrale tutta dedicata ai ragazzi

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Poteva essere la solita rassegna di teatro che, attraverso alcune testi, portava sui palcoscenici spettacoli rivolti ai ragazzi. Invece, “Espressioni d’amore”, titolo della prima edizione del “TeRa Fest – Festival Teatro Ragazzi della Sicilia” – vuoi il suo titolo, vuoi il reale interesse degli organizzatori per una sperimentazione di tipo diverso – ha chiuso con un bilancio positivo rispetto alla possibilità di restituire ai ragazzi modelli e valori funzionali alla loro crescita.

Zhoran – Storie di zingari e violini

Un festival che ha narrato l’amore nelle sue molteplici declinazioni: proposito compassionevole, empatia con l’altro, generosità, gentilezza, senso di dignità e di amicizia, attenzione e rispetto verso gli altri e il proprio ambiente.

Un progetto esclusivo, quello che ha mosso Maria Pecoraro per l’associazione “Vivere la Settima”, puntando i riflettori sul piacere di avere cura di noi stessi e degli altri, riscoprendo la gentilezza e il senso dell’amicizia.

«Una bella risposta, quella avuta da studenti e insegnanti – afferma l’ideatrice di questa interessante e apprezzatissima rassegna – anche perché, durante gli incontri con gli attori alla fine di ogni spettacolo, è venuto fuori l’aspetto fondamentale del “TeRa Fest” e cioè orientare con leggerezza i giovani verso tematiche attuali e universali quali inclusione, relazioni di amicizia e con i genitori, riconoscimento e accettazione del sé, vita/morte. Il filo di un tema fecondo, pensato espressamente per i ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, con un linguaggio semplice, ma efficace e costruttivo, andato dritto ai loro cuori. Offrendo loro occasioni per ritornare a teatro, desiderosi di imparare attraverso esperienze indirette».

Zhoran

Due gli spettacoli portati in scena al Teatro Jolly, ognuno utilizzando un linguaggio semplice e diretto, adatto all’età dei giovani spettatori ai quali sono stati dedicati testi in cui si sono potuto riconoscere

Zhoran – Storie di zingari e violini” – “Carticù e Ip Produzioni Impertinenti”, Ceglie Messapica (Puglia), scritto e interpretato da Giuseppe Ciciriello, musica in scena di Piero Santoro – ha raccontato con leggerezza e ironia storie e aneddoti sul mondo Rom, con l’obiettivo di stimolare la riflessione sul concetto di “diverso”.

Infine, “Per la strada – “Eccentrici Dadarò”, Varese, con la regia di Fabrizio Visconti e Bruno Stori – è stato dedicato a tutti quei ragazzi con la voglia di trovare il proprio senso di esistere e la propria identità.

Per la Strada

Ad assistere agli spettacoli sono stati gli allievi di tre istituti scolastici – ICS Michelangelo, Buonarroti, ICS Giovanni Falcone, ICS Maredolce – giunti in teatro dopo avere partecipato alle attività didattiche svolte nei rispettivi istituti da gennaio a maggio 2019. Laboratori teatrali guidati da tutor-attori e scenografi, allievi dell’Accademia di Belle Arti, che hanno prodotto due spettacoli rappresentati al Teatro Golden di Palermo: “Pensieri tra fiori e bulloni” (Istituto M. Buonarroti) e “Un viaggio inaspettato” (Istituto “G. Falcone”. Nello sviluppare i testi teatrali, gli studenti si sono ispirati al titolo del Festival per raccontare l’amore e il rispetto per se stessi e per l’ambiente.

Gli allievi dell’Istituto Comprensivo Mattarella-Bonagia, invece, hanno partecipato a due incontri interattivi sull’educazione all’ambiente e alla sostenibilità: il primo è stato curato dall’associazione “Artemisia”, il secondo dal prof. Aurelio Angelini, saggista e presidente del Comitato Scientifico per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Tra le attività collaterali al “TeRa Fest” le stesse scuole hanno partecipato ad alcune proiezioni con incontri interattivi di due film: L’ONDA, tratto dal racconto di William Ron Jones, diretto da Dennis Gansel – e DOMANI, il film che trova le risposte al nostro futuro, diretto da Cyril Dion e Mélanie Laurent.

Per la Strada

«Siamo veramente contenti dell’esito di tutto il progetto – conclude Maria Pecoraro – anche in virtù del fatto che il suo valore didattico è stato messo al primo posto su tutto, sollecitando delle riflessioni sui bisogni di formazione degli studenti, sulle esigenze delle famiglie e della società, oggi sempre più articolate. Senza contare il ruolo di sostegno nello sviluppo dell’autonomia scolastica e della professionalità dei docenti, affinché anche negli Istituti Scolastici di primo e secondo grado si applichi per tutte le classi una didattica adeguata ai nostri tempi, in grado di migliorare il rapporto tra insegnante e studente, il relativo apprendimento di questi ultimi e contenere la dispersione scolastica».

Tutto bene, dunque, ma soprattutto ogni cosa funzionale a proseguire il lavoro avviato, dando appuntamento a una seconda edizione ancora più ricca di spunti e riflessioni per insegnanti e studenti, ovviamente sempre interconnessi tra di loro.