Tumori della pelle: fondamentale conoscerli e riconoscerli. L’impegno di EUROMELANOMA

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Intervista a Ketty Peris, Professore ordinario di Dermatologia e Direttore Clinica Dermatologica,Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

EUROMELANOMA è un progetto pan europeo di sensibilizzazione sui tumori della pelle coordinato da un team di dermatologi di diversi Paesi: quali sono gli obiettivi di questa iniziativa? E come sono cambiati in questi anni i livelli di conoscenza e attenzione sui fattori di rischio e i segnali di allarme per queste patologie?
Il progetto EUROMELANOMA è una campagna di prevenzione sui tumori della pelle che ad oggi coinvolge ben 29 Paesi in tutta Europa; il principale obiettivo che l’EUROMELANOMA si prefigge di raggiungere è quello di sensibilizzare ed informare il maggior numero di persone sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della terapia dei tumori della pelle. Questo progetto garantisce una giornata annuale di informazione e/o screening gratuito per i tumori della pelle cercando di raggiungere un’elevata percentuale della popolazione attraverso vari mezzi di comunicazione quali TV, internet, radio, stand informativi sul territorio. Certamente le campagne di prevenzione degli ultimi anni hanno elevato i livelli di conoscenza dell’opinione pubblica sui principali fattori di rischio dei tumori cutanei ed in parte hanno contribuito a modificare il comportamento delle persone nei confronti della fotoesposizione e dell’uso degli schermi solari. Tuttavia c’è ancora molto lavoro da fare in quanto il numero dei tumori della pelle è in continuo aumento in tutto il mondo e il numero di decessi dovuti ai tumori della pelle, seppure in diminuzione, rimane ancora elevato.

Qual è attualmente la prevalenza dei tumori della pelle in Italia e in Europa e quali sono le categorie maggiormente a rischio nella popolazione?
Parlando di prevalenza dei tumori della pelle è importante fare una distinzione tra tumori melanocitari (melanoma) e non melanocitari (carcinoma basocellulare, carcinoma squamocellulare, cheratosi attinica). Secondo i dati AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) l’incidenza annuale del melanoma in Italia è in costante aumento, passando da 4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti dei primi anni ’90 fino a 14 nuovi casi ogni 100.000 abitanti nel 2009. L’incidenza è simile tra Nord e Centro Italia, mentre risulta essere leggermente inferiore nel Meridione. Il trend di crescita italiano è simile a quello osservato nei Paesi dell’Europa centrale, con tassi di incidenza più alti nei Paesi del Nord Europa rispetto a quelli mediterranei. L’età maggiormente a rischio per l’insorgenza del melanoma è quella compresa tra i 25 e i 50 anni, tuttavia il melanoma può manifestarsi in persone di qualsiasi età e sesso. I soggetti più a rischio sono quelli con un elevato numero di nei (specialmente se atipici), capelli biondo-rossi, occhi chiari e carnagione chiara particolarmente sensibile al sole. Secondo i dati italiani AIRTUM del periodo 2003-2005, i tumori della pelle non melanocitari sono le neoplasie più frequentemente diagnosticate (15,5% di tutti i tipi di tumore) in entrambi i sessi. In Europa l’incidenza annuale di tumori non melanocitari, quali carcinoma basocellulare, carcinoma squamocellulare e la cheratosi attinica, è di 40-140 casi ogni 100.000 abitanti. Inoltre, alcuni registri tumori non raccolgono nella propria casistica i tumori non melanocitari della cute quindi, molto probabilmente, si tratta di numeri sottostimati. L’età maggiormente a rischio per l’insorgenza di tumori non melanocitari è quella compresa tra i 40 e gli 80 anni; questi tumori sono più frequenti negli uomini e si localizzano preferibilmente nelle aree di fotoesposizione. I soggetti più a rischio di sviluppare questo tipo di tumori sono quelli con pelle chiara e sottoposti a fotoesposizione cronica.

La diagnosi dei tumori cutanei si è rivelata fondamentale nel trattamento tempestivo di questi tumori: come si può individuare precocemente oggi un tumore cutaneo?
La diagnosi precoce è fondamentale per avere una prognosi favorevole senza essere sottoposti a impegnativi e fallimentari interventi chirurgici e/o medici. Il vantaggio che offrono i tumori maligni della pelle rispetto a quelli localizzati negli organi interni (polmone, intestino ecc) è che possiamo vederli molto spesso anche ad occhio nudo; i tumori della pelle, quindi, danno un segnale della loro presenza perché nascono, crescono di dimensioni, cambiano e tutto questo è visibile molto spesso anche proprio dal paziente stesso. Troppe volte questi segni e questi cambiamenti vengono sottovalutati e non portati all’osservazione del dermatologo. La diagnosi precoce da parte del dermatologo si avvale attualmente di strumentazioni non invasive come la Videodermatoscopia Digitale Computerizzata che da molti anni è entrata nella pratica clinica soprattutto da parte dei dermatologi italiani che sono tra i maggiori utilizzatori e esperti riconosciuti in campo europeo.
La dermoscopia consente di analizzare le lesioni cutanee attraverso la visualizzazione di criteri che non sono visibili a occhio nudo e che vanno interpretati per stabilire una diagnosi finale. Si tratta di una metodica che deve essere utilizzata ogni volta che viene eseguito il controllo dei nei, ed è ormai ritenuta un esame indispensabile in tutte le linee guida nazionali ed internazionali, in quanto capace di aumentare l’accuratezza diagnostica se condotta da professionisti esperti.
Un’ulteriore metodica che può rappresentare un aiuto fondamentale è la microscopia confocale, anche se non è entrata nell’uso corrente a causa di costi ancora elevati della strumentazione e i lunghi tempi necessari a valutare la lesione.

Quanto è importante promuovere tra la popolazione a rischio la conoscenza della patologia e dei trattamenti per la cura dei tumori cutanei e dei carcinomi in situ quali la cheratosi attinica?
La divulgazione di informazioni su tutti i tipi di tumori della pelle incluse le lesioni tumorali in fase inziale sono il presupposto essenziale per una diagnosi precoce e la possibilità di instaurare prontamente una terapia adeguata. Le cheratosi attiniche sono lesioni da non sottovalutare perché in grado di evolvere verso un carcinoma squamocellulare invasivo. Sulla base di questo è opinione ormai ampiamente accettata nel mondo dermatologico che le cheratosi attiniche devono essere trattate con terapia medica o chirurgica ed è altrettanto fondamentale che i soggetti a rischio siano specificamente informati ed educati su questo tipo di lesione cutanea.

Quanto è importante promuovere campagne di screening gratuito e di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza sulla patologia e sulla prevenzione?
Il progetto EUROMELANOMA garantisce una giornata all’anno di informazione ed educazione sui tumori cutanei (solitamente nel mese di maggio); l’educazione e la responsabilizzazione del paziente sull’importanza della prevenzione e della visita dermatologica di controllo hanno un ruolo chiave nella lotta contro i tumori della pelle. È fondamentale diffondere la cultura che i nei e le neoformazioni cutanee non devono essere trascurate, specialmente quando il paziente nota la rapida comparsa di un nuovo neo o la modificazione in termini di forma, dimensione o colore di un neo preesistente. Pertanto informare correttamente e sensibilizzare i pazienti sull’importanza della visita di controllo dermatologica è la prima strategia per vincere la lotta contro i tumori della pelle.
La cultura della prevenzione vale quindi anche per la cheratosi attinica, dal momento che le recenti evidenze scientifiche, la considerano una lesione cancerosa “in situ”, come riportato anche nel portale del Ministero della Salute. Ciò è anche legato al fatto che la progressione della malattia non è prevedibile, né nei tempi, né nel riconoscere quali sono le lesioni che potranno evolvere in SCC invasivo.