Un tuffo nel ‘700 palermitano: “A Tavola con il Principe” a Bagheria

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Foto e testi: Giorgio De Simone

Si è svolta a Bagheria, a Palazzo Butera, nel giorno dell’Epifania “A Tavola con il Principe”, la replica di uno splendido e interessante spettacolo, offerto dalle associazioni GTA Palermo (Guide Turistiche Associate) e Culturalab di Bagheria.

Si tratta di un viaggio a ritroso nel tempo o tableau vivant  un quadro vivente, come lo ama definire la direttrice artistica dell’evento e presidente di Culturalab Maia Cataldo.

Dalle 9 del mattino alle 19 del pomertiggio del giorno dell’Epifania, ben 10 guide turistiche professioniste, un attore e una violinista, si sono improntati protagonisti della nobiltà palermitana del ‘700: Bagheria infatti fu un’estensione naturale della borghesia nobiliare palermitana, alla ricerca di nuovi territori ove creare nuclei abitativi e terre da offrire in enfiteusi.

Guidati dalla voce narrante di Maia Cataldo gli ospiti, una volta accomodati nello splendido salone con gli affreschi attribuiti al Borremans del piano nobile di Palazzo Butera, storica sede del Comune di Bagheria oggi di rappresentanza, in silenzio hanno visto animarsi una tipica scena di un banchetto del ‘700 con vicerè, principi, principesse e una simpaticissima badante della principessa Branciforte (la padrona di casa…) !

Una tavola imbandita con dolci delle monache di clausura del monastero di Santa Caterina di Palermo oggi ritornati in vita grazie ad un gruppo di giovani pasticcieri che ne hanno ripreso le antiche ricette e riproposte al palato dei palermitani. Quindi una torta chiamata “Trionfo di Gola” campeggiava al centro di una tavola imbandita, con fine porcellana d’epoca e poi, nei vari argentei vassoi, le prelibate e maliziose “Minne di Vergine”, le “Felle del Cancelliere”, o i tipici dolci di mandorle, all’arancia, al pistacchio… realizzati secondo le vecchie ricette delle monache di clausura.

Ma è lo sfincione bagherese il “Principe” vero della serata, e viene spiegato dai padroni di casa al vicerè, dalle partenopee cadenze, come viene realizzato, la storia e le origini di una delle maggiori prelibatezze ancora oggi dell’arte gastronomica siciliana.

Quindi tra racconti orridi dello stravagante principe di Palagonia sul significato dei mostri della sua sontuosa quanto raccapricciante villa dei mostri di Bagheria, non piaciuta neppure al grande Goethe che non riuscì a comprenderne le stravaganze del principe definendole dabbenaggini e considerando lo stesso nobile un pazzo ! Oggi Villa Palagonia è uno dei monumenti e palazzi storici più visitati della provincia palermitana.

Dopo una “sviolinata” al vicerè della brava musicista di corte e la spiegazione degli affreschi del favoloso soffitto attribuito a Guglielmo Borremans, pittore fiammingo morto proprio a Palermo, con un brindisi e una levata di calici termina, tra gli applausi del pubblico entusiasta, questa bella quanto singolare riproduzione di un’epoca, ricca per la nobiltà ma estremamente povera per il resto della popolazione isolana che solo qualche centennio dopo riuscì a liberarsi dall’oppressione nobiliare della corte borbonica dominante la Sicilia.

A margine della degustazione dell’ottimo sfincione bagherese e dei magnifici quanto buonissimi dolci, tanto semplici quanto squisiti, i protagonisti hanno quindi salutato gli ospiti concedendo loro foto e naturalmente “selfie” a gogo’ !

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